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Vescovo, messa all'Hub di
Cremona con lode al volontariato

L’Eucaristia celebrata nel polo vaccinale, secondo Napolioni ha messo in luce come "tutto il bene che si compie ha a che fare con il dono di Dio, anche quando non ce ne accorgiamo. Ogni cosa che facciamo ha in Gesù il suo modello più perfetto".

Nel pomeriggio di giovedì 9 settembre, il vescovo Antonio Napolioni presso l’hub vaccinale di Cremona, in fiera, ha presieduto la Messa di ringraziamento agli operatori e i volontari impegnati nella campagna vaccinale. Dopo sei mesi di intensa attività, infatti, il polo di Ca’ de’ Somenzi venerdì 10 settembre chiuderà i battenti e la sede delle somministrazioni sarà spostata presso la Sapiens di Castelverde.

Il saluto di Rosario Canino, direttore sanitario di ASST Cremona, ha aperto la celebrazione, che ha rappresentato «una sorta di passaggio del testimone fra la prima fase della campagna vaccinale e quella che sta per iniziare». Oltre alle numerose associazioni di volontari, a medici, infermieri, operatori sanitari e forze dell’ordine, Canino ha voluto ringraziare ATS Valpadana e tutta la comunità cremonese, «perché solo grazie a uno sforzo unitario è stato possibile arrivare a vaccinare l’86% della popolazione, tra Cremona, Casalmaggiore e Soresina». Il direttore sanitario di ASST Cremona ha inoltre espresso la propria gratitudine al vescovo Napolioni «che in questi mesi non ha mai fatto mancare la propria vicinanza e preghiera, insieme a quella di tutta la Diocesi».

La Messa, trasmessa in diretta su Cremona 1 e sui media diocesani, non ha dunque voluto porsi come atto conclusivo a chiusura di un luogo, ma come «rendimento di grazie per la vicinanza di un Dio che ci tiene uniti nel momento della prova e ci rimette in piedi colmi di speranza», ha sottolineato il Vescovo nella propria omelia.

L’Eucaristia celebrata nel polo vaccinale, secondo Napolioni ha messo in luce come «tutto il bene che si compie ha a che fare con il dono di Dio, anche quando non ce ne accorgiamo. Ogni cosa che facciamo ha in Gesù il suo modello più perfetto, perché davvero Egli è in noi, anche nel momento della fragilità e della malattia».

Non è mancato, anche da parte del Vescovo, un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno offerto il loro contributo «facendo del bene, in modo volontario e gratuito.  È questa la rivoluzione di cui abbiamo bisogno – ha detto rivolto ai tanti “gilet gialli” -: quella dei buoni samaritani che si fermano lungo la strada per aiutare e servire i più deboli». Quello di medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine e volontari, infatti, è stato uno sforzo che ha portato a numeri eccellenti nella provincia di Cremona. La nuova sfida sarà rendere queste statistiche «eccellenti anche per coloro che sono lontani dalle nostre realtà. Allo stesso modo vale per i fratelli, che spesso non ascoltiamo, che esprimono il loro no. Preghiamo, invece, perché aumentino i sì alla vita».

All’hub di CremonaFiere erano presenti le massime autorità civili e militari del territorio, i sindaci di Cremona, Castelverde e Soresina, i vertici di Ats Valpadana e Asst di Cremona, i rappresentanti di CremonaFiere e Sapiens Spa, che hanno messo a disposizione i propri spazi per le due fasi della campagna vaccinale, e le tante sigle del terzo settore che hanno prestato e continuano a garantire il loro impegno.

La Messa – concelebrata anche dal vicario zonale, don Pietro Samarini, e dai cappellani dell’ospedale di Cremona, don Marco Genzini e don Riccardo Vespertini – è stata anche una significativa occasione per ricordare tutte le vittime della pandemia, insieme a coloro che hanno dovuto affrontare situazioni di grande dolore e sofferenza. In questo contesto il pensiero del vescovo è andato a esattamente un anno fa, nei giorni del suo ricovero in ospedale a causa del Covid.

Al termine della celebrazione, animata da un coro composto dai volontari provenienti da diverse parrocchie del territorio, l’Amministrazione di Cremona ha voluto lasciare un segno di gratitudine per tutti coloro che hanno sostenuto l’attività di medici, infermieri e operatori sanitari. In particolare il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, si è rivolto direttamente ai volontari con affetto e gratitudine. «Ognuno di noi – ha ricordato il primo cittadino cremonese – ha nella mente, e nel cuore, i duri mesi della pandemia. Un periodo buio in cui, però, ha iniziato a muoversi il motore del volontariato, il desiderio di servire gli altri. Un anno esatto dopo l’inizio della pandemia ha preso vita, nella nostra città, un vero miracolo, questo hub, che grazie alla vostra collaborazione è diventato un faro per illuminare il nostro cammino di domani».

A ciascuna delle associazioni di volontariato è stata quindi consegnata una targa, segno di gratitudine e riconoscenza, per l’impegno profuso per la comunità cremonese e a sostegno dei più fragili. Questo l’elenco delle associazioni premiate: Associazione Siamo Noi, Auser Cremona, Croce Rossa Italiana – Comitato di Cremona, Croce Verde Cremona, Protezione Civile, Associazione Nazionale Alpini di Cremona, Gruppo Articolo 32, Associazione Città dell’uomo, Associazione Uniti per la provincia di Cremona, Anfass Cremona, Blu Life, Cooperativa Sociale Agropolis, Auser Provincia di Cremona, Associazione Accendi il buio.

Infine Paolo Bodini, a nome di tutte le associazioni di volontariato coinvolte, ha consegnato uno speciale premio al Vescovo Napolioni, ringraziandolo, ancora una volta, per il sostegno espresso durante tutto il periodo della pandemia.

(diocesi di Cremona)

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