Cultura
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Stupor Mundi USA: Casalmaggiore
cinque eventi di qualità assoluta

Se la nuova strada è quella della trasformazione di Stupor Mundi in un festival che ogni anno, e per un mese, proporrà iniziative di questa qualità, la strada è quella giusta per fare sempre di più e sempre meglio. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Stupor Mundi riprende da dove si era interrotto causa pandemia. Riprende dopo un anno e mezzo di riflessione, di rimodulazione degli obiettivi e delle tempistiche. Non sarà più un insieme di eventi che si sviluppano nell’arco di un anno, ma un numero di eventi di altissima qualità concentrati in poco più di un mese, dalla fine di settembre all’inizio di novembre. Tutti eventi di qualità assoluta, come vedremo.

Le iniziative di Stupor Mundi USA sono state presentate ieri mattina in sala Consiliare alla presenza dell’Assessore alla Cultura Marco Micolo, della responsabile del museo del Bijou Letizia Frigeri, del direttore del teatro e coordinatore di Stupor Mundi Giuseppe Romanetti, della responsabile del museo Diotti Roberta Ronda e del responsabile della biblioteca comunale Vittorio Rizzi.

Ognuno ha presentato il suo pezzo di strada e di storia, in un puzzle dedicato agli Stati Uniti d’America dall’indubbio fascino, con due nomi davvero importanti. “Il modello verso il quale abbiamo deciso di andare – ha spiegato l’assessore alla cutura – è quello dei Festival. Più eventi concentrati in un mese per dar modo, a chi volesse venire a seguirli da fuori, di riuscire magari a seguirne più d’uno”. Naturalmente in quest’anno di perduranti incertezze legate al Covid le iniziative messe in campo non sono numerosissime. Ma il modello servirà per il futuro.

“Riprendiamo – ha aggiunto Micolo – da dove avevamo interrotto, da quello Stupor Mundi USA che avremmo dovuto fare. Abbiamo puntato non sulla quantità, ma sulla qualità delle proposte coinvolgendo il museo del Bijou, il museo Diotti, il teatro comunale e la Biblioteca”. Ma vediamo nel dettaglio le iniziative.

STUPOR MUNDI USA – MUSEO DEL BIJOU

Dolce color d’orïental zaffiro. Le gemme in Dante e nei bijoux americani

A cura di Maria Teresa Cannizzaro e Fiorella Operto – Inaugurazione: venerdì 24 settembre ore 18.00, alla presenza delle curatrici e di Umberto Mucci, fondatore e CEO di We the Italians – Periodo: 25 settembre 2021 – 09 gennaio 2022 – Ingresso con Green Pass

Trova i bijoux: caccia al tesoro nella Divina Commedia!

Le celebrazioni dantesche hanno toccato in questo 2021 le più erudite, approfondite, geolocalizzate declinazioni possibili: doveroso tributo al più conosciuto dei poeti, in Italia e all’estero. Un tassello, forse, non è ancora stato affrontato, e la mancanza viene colmata dal Museo del Bijou: le gemme citate nella Divina Commedia prendono vita nei più iconici e originali bijoux americani degli anni 40/70; le migliori firme quali Kenneth Jay Lane, Miriam Haskell, Pell, Trifari, Krementz trovano luce nelle teche della Sala Zaffanella del museo di Casalmaggiore, in un inedito e curioso incrocio con i versi di Inferno, Purgatorio e Paradiso. “Come non collegare lo splendore adamantino della pietra su cui si poggia l’Angelo custode del Purgatorio agli enormi strass bianchi con cui Kenneth Jay Lane impreziosì la stella marina disegnata per Jackie Kennedy?” (M.T. Cannizzaro). Solo due grandi appassionate (di Dante, dei bijoux americani) come Maria Teresa Cannizzaro e Fiorella Operto, rispettivamente presidente e vice dell’Associazione Passato e Futuro, potevano immaginare una mostra come questa, che rende onore all’Alighieri esponendo bijoux di indicibile bellezza, legati alle gemme da lui citate nella sua opera più famosa, realizzati da emigrati italiani negli States: esuli, come Dante. E, come Dante, questi connazionali hanno trasformato, novelli Mida, una debolezza in “oro”: grazie al Poeta fiorentino, il volgare assurge a gradini inimmaginabili, permettendo una diffusione capillare del sapere e della cultura; grazie ai bigiottieri italo-americani, anche un oggetto in materiali non preziosi diventa un’opera d’arte, da indossare da parte di tutti i ceti della società.

Eccoli raccolti qui, dunque, quei tesori di estro italiano e di intraprendenza americana: sono tantissimi i riferimenti a gemme, pietre, minerali preziosi incastonati nella Divina Commedia, che qui vengono reinterpretati in chiave “ornamento”. L’intuizione di Maria Teresa Cannizzaro e di Fiorella Operto si è concretizzata in una esposizione originale, colta e coloratissima, che collega Dante e gli USA in oltre 300 pezzi di una collezione unica al mondo, stupefacente per bellezza e varietà. Si incrociano in questa narrazione anche i monili prodotti dalle fabbriche bigiottiere di Casalmaggiore: i “Dante-gadget” sono parte del patrimonio del museo, ciondoli e bracciali come testimoni del fatto che Casalmaggiore celebrava l’Alighieri anche nei 600 anni dalla morte.

Informazioni generali: Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo, ospita oltre 20 mila pezzi di bigiotteria, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio. Via Porzio 9, Casalmaggiore (CR) – (nel centro storico, a pochi passi da Piazza Garibaldi). Apertura: da martedì a sabato: 10.00-12.00 / 15.00 – 18.00; domenica e festivi: 15.00- 19.00. Chiuso Natale e Capodanno. Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50. Gratuito per le scolaresche e i possessori dell’Abbonamento Musei Lombardia. L’accesso al museo sottostà al rispetto delle normative Anti-Covid. Informazioni e prenotazioni: telefono: 0375 284424 (Ufficio Cultura del Comune); email: info@museodelbijou.it – web: www.museodelbijou.it. Distanze: 25 km da Parma, 40 da Cremona e Mantova, 140 da Milano.

STUPOR MUNDI USA – MUSEO DIOTTI

Mail Art a stelle e a strisce

A cura di Ruggero Maggi. Opere d’arte tratte dal suo archivio di arte postale – Museo Diotti, Casalmaggiore (CR) – dal 26 settembre 2021 al 9 gennaio 2022

Il Comune di Casalmaggiore propone dal 2016 la rassegna annuale Stupor mundi con cui intende divulgare la conoscenza degli aspetti culturali di vari Paesi del mondo. Per il 2021 l’iniziativa ha come protagonisti gli Stati Uniti e in questo contesto il Museo Diotti ha scelto di presentare un nucleo di lavori di mailartisti statunitensi tratti dall’Archivio di Arte Postale dell’artista Ruggero Maggi. La mostra, intitolata Mail Art a Stelle e Strisce, sarà inaugurata domenica 26 settembre 2021 alle ore 17.00 presso la sala che il Museo ha dedicato da quest’anno in forma permanente alla Mail Art e si colloca in ideale continuità con la mostra internazionale di Mail Art L’Amazzonia deve vivere, anch’essa curata da Ruggero Maggi e tratta dal suo Archivio AMAZON – Archive of artistic works and projects about the Amazonic World, che si concluderà nella stessa giornata. In occasione dell’inaugurazione, la visita alla mostra sarà possibile per gruppi, con regolamentazione degli accessi, dalle 15.30 alle 18.30. Alle ore 17.00 sono previsti i saluti dell’Assessore alla Cultura e della Direzione del Museo e un intervento del Curatore.

RUGGERO MAGGI: LA MAIL ART – La Mail Art ha avuto ed ha, come noto, una diffusione planetaria, ma senz’altro gli USA sono da sempre il Paese con la più alta presenza al mondo di networkers. Questo dato di fatto, senza rappresentare alcuna particolare nota di merito, sottolinea però la continua ed incessante “pulsione creativa” che ha sempre contraddistinto questa nazione dalla cultura così multiforme e variegata. Non è quindi un caso che colui che da sempre viene riconosciuto come “padre” dell’Arte Postale sia proprio un artista Fluxus americano: Ray Johnson. Certo, alcune esperienze precedenti – come il carteggio fra Futuristi con le vibranti cartoline che si spedivano o gli interventi timbrici di Kurt Schwitters, alcune operazioni conceptual-fluxus o il Nouveau Réalisme di Pierre Restany – hanno contribuito alla nascita di questo fenomeno culturale, artistico e sociale ma sicuramente Johnson, con la sua pungente carica ironica, ha tracciato la linea di partenza per ciò che si può definire ora Mail Art. E parlando di Mail Art statunitense non si possono dimenticare altre figure essenziali come Carlo Pittore, chiamato anche Pittore Euforico (Charles J. Stanley) o John Held Jr. con cui ho condiviso un indimenticabile viaggio in Giappone per realizzare il Progetto Ombra, in memoria degli olocausti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, che organizzai nel 1988 supportato da Shozo Shimamoto. John ha realizzato uno dei più importanti archivi di Arte Postale negli USA ed ha al suo attivo vari libri sull’argomento.

Un altro importante archivio USA è quello costituito dalla grande collezione di Crackerjack Kid (Chuck Welch) Smithsonian Artistamp e Mail Art Library presente negli archivi dell’Arte Americana a Washington, D.C. Da sottolineare anche l’opera di altri irriducibili networkers come Anna Banana (Anne Long) che ha pubblicato Vile, rivista anticipatrice del movimento punk; Bill (Picasso) Gaglione con la sua zine Stampart dedicata ai timbri d’artista; Lon Spiegelman e la sua celebre frase “Non mischiate denaro e Mail Art” (che sottoscrivo pienamente!); Mark Bloch (come dimenticare la sua pan-performance del 1986 nell’utero verde – come la definiva lui – di Villa Fanna a Villorba); Judith Hoffberg con la sua rivista Umbrella; Ken Friedman che nel 1973 organizzò il progetto Omaha Flow Systems; John M. Bennett con la sua ricerca poetico-visiva; Carl T. Chew ed i suoi inconfondibili interventi grafici digitali; Daniel Plunkett e la sua rivista ND prezioso contenitore di info riguardanti il mondo della mail art e della multimedialità in genere; GX Jupitter-Larsen (artista canadese, ma residente da molti anni a Hollywood) ricercatore “aspro e pungente”, soprattutto in ambito sonoro, con i suoi dischi degli anni ’70 e ’80 su cui aveva inciso il rumore di una puntina che strideva sul disco stesso; Mike Dyar con le sue preziose opere concettuali; The Sticker Dude ed i suoi slogan/timbri; Coco Gordon con le sue performances artistiche ed ecologiche; Honoria con i suoi raffinati disegni, Bern Porter, Buster Cleveland, Tommy Mew, Al Ackerman, Ed F. Higgins III, Cascadia, Richard Meade, Mario Lara, Tim Mancusi, Ginny Lloyd, Alex Torrid Zone Igloo, Mister Fabulous, Mark Rose, Larry Angelo, David Stanley Aponte, Bananafishpost, Michael Bell, C. Mehrl Bennett, Buz Blurr, Beth Bynum, Tim Collapse, Brooke Cooks, Jakima Davis, Mike Dickau, Ex Posto Facto, Jon Foster, Galaxi Verbatim, Ed Giecek, Tony Gonzagto, Brandon Haney, Harley, Hilgart, Steve Howell, Eleanor Kent, Diane Keys, E.L.Kimm, R. Kimm, Ginny Lloyd, Lord Fugue, Lovecraft, Malok, Bob H. Miller, Pjm, Reality Impaired, Josh Ronsen, Kyle Ryan, Colin Scholl, Skooter, Steve Smith, Mark Sonnenfeld, Jenny Soup, D.C. Spaulding, State of Being, Carol Stetser, Stroud, Patricia Tavenner, The Haddock, The Introverted Post, Vision 20×20, Bill Whorrall, Jokie X Wilson. Lunga vita alla Mail Art!

MUSEO DIOTTI – via Formis 17 – Casalmaggiore (CR) – MAIL ART A STELLE E STRISCE – a cura di Ruggero Maggi – INAUGURAZIONE – domenica 26 settembre 2021 ore 17 – Dal 28 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 la visita sarà possibile su appuntamento – Orari | da martedì a venerdì 08.00 – 12.30 | sabato e domenica 15.30 – 18.30 Info | www.museodiotti.it | 0375200416 | info@museodiotti.it




STRIP: LA GRANDE AVVENTURA DEL FUMETTO AMERICANO

Si inaugura il prossimo 9 ottobre nelle sale del Museo Diotti di Casalmaggiore la mostra antologica “STRIP!
 LA GRANDE AVVENTURA
 DEL FUMETTO AMERICANO”

, curata da Giovanni Nahmias e dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona. L’evento è inserito nel calendario della rassegna Stupor mundi che il Comune di Casalmaggiore dedica ogni anno alla conoscenza di un Paese straniero e che per il 2021 ha come protagonisti gli USA. La mostra intende esplorare e raccontare la storia del fumetto americano attraverso l’esposizione di tavole e strisce originali – provenienti dalla collezione di Giovanni Nahmias – firmate dai suoi autori più rappresentativi. Dai pionieri e inventori riconosciuti del linguaggio come Winsor McCay, James Swinnerton, Geo McManus, Frederick Opper, ad autori più rivoluzionari, dal punto di vista artistico e narrativo, come Dick Calkins, George Herriman, Elzie C. Segar, Frank King. Senza dimenticare i maestri di grande successo del fumetto comico e di avventura come Walt Kelly, Floyd Gottfredson, Alex Raymond, Milton Caniff e Charles M. Schulz. Allo stesso tempo la mostra si propone di celebrare uno dei più distintivi e importanti filoni nella storia dell’arte Americana. Un filone che ha avuto un incommensurabile impatto su altre forme di arte e di cultura. Il viaggio visuale proposto dall’esposizione parte con una tavola del 1905 di Winsor McCay (l’autore del celebrato Little Nemo) attraversando i successivi decenni per concludersi con una striscia dei Peanuts del 1987 che vede come protagonista l’amatissimo bracchetto Snoopy. Si potrà così passare in rassegna una galleria di personaggi noti non solo agli appassionati ma anche al grande pubblico. Vere e proprie icone popolari come Krazy Kat, Buck Rogers, Tarzan, Dick Tracy, Pogo, Donald Duck (il “nostro” Paperino), le cui avventure, ormai classici del genere, ci consentono, al contempo, di dare uno sguardo a importanti aspetti della storia della società americana che emergono sullo sfondo. Al percorso espositivo fatto di immagini, la mostra affiancherà un apparato critico/storiografico elaborato dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, che permetterà ai visitatori, grazie a una serie di pannelli didascalici, di esplorare e approfondire i principali ‘generi’ affrontati dalla narrativa a fumetti statunitense: dagli animali parlanti al fumetto realistico, dalla fantascienza al western e al crime.

 

STUPOR MUNDI USA – TEATRO COMUNALE

BRAD MEHLDAU TRIO

06 novembre 2021- ore 21.00 –  Teatro Comunale. Brad Mehldau pianoforte; Larry Grenadier contrabbasso; Jeff Ballard batteria.

BRAD MEHLDAU il pianista jazz vincitore del Grammy Award, ha registrato e suonato ampiamente dai primi anni ’90. La produzione più consistente di Mehldau nel corso degli anni ha avuto luogo nel formato trio. A partire dal 1996, il suo gruppo ha pubblicato una serie di cinque dischi su Warner Bros. dal titolo The Art of the Trio (recentemente riconfezionato e ripubblicato come cofanetto 5-Disc da Nonesuch alla fine del 2011). Nello stesso periodo, Mehldau pubblicò anche una registrazione per pianoforte solista intitolata Elegiac Cycle e un disco chiamato Places che includeva sia canzoni per pianoforte solo che per trio. Ciclo e luoghi elegiaci potrebbero essere definiti album “concept” costituiti esclusivamente da materiale originale con temi centrali che aleggiano sulle composizioni. Altre registrazioni di Mehldau includono Largo, uno sforzo collaborativo con l’innovativo musicista e produttore Jon Brion, e Anything Goes, un trio con il bassista Larry Grenadier e il batterista Jorge Rossy. Il suo primo disco per Nonesuch, Brad Mehldau Live in Tokyo, è stato pubblicato nel settembre 2004. Dopo dieci anni gratificanti con Rossy che suonava nel trio regolare di Mehldau, il batterista Jeff

Ballard si è unito alla band nel 2005. L’etichetta ha pubblicato il suo primo album dal Brad Mehldau Trio — Day is Done — il 27 settembre 2005. Un’emozionante registrazione in doppio trio dal vivo intitolata Brad Mehldau Trio Live è stata pubblicata il 25 marzo 2008 (Nonesuch). Il 16 marzo 2010, Nonesuch ha pubblicato un doppio disco di lavoro originale intitolato Highway Rider, l’attesissimo seguito di Largo. L’album è stata la seconda collaborazione di Mehldau con il famoso produttore Jon Brion e ha visto esibirsi il trio di Mehldau – il batterista Jeff Ballard e il bassista Larry Grenadier – così come il percussionista Matt Chamberlain, il sassofonista Joshua Redman e un’orchestra da camera guidata da Dan Coleman. Nel 2011 Nonesuch ha pubblicato Live in Marciac, una versione in due CD con un DVD di accompagnamento della performance del 2006, e Modern Music, una collaborazione tra i pianisti Brad Mehldau e Kevin Hays e il compositore/arrangiatore Patrick Zimmerli.

Nel 2012 Nonesuch ha pubblicato un album di canzoni originali del Brad Mehldau Trio — Ode — il primo del trio dal disco dal vivo Village Vanguard del 2008 e la prima registrazione in studio del trio da Day is Done del 2005. Ode ha continuato a ottenere una nomination ai Grammy. Nonesuch ha pubblicato Where Do You Start del Brad Mehldau Trio, un disco di accompagnamento all’acclamato Ode, nell’autunno del 2012. Considerando che Ode presentava 11 canzoni composte da Mehldau, Where Do You Start era composto da interpretazioni di 10 brani di altri compositori, insieme a un originale Mehldau. Nel 2013, Mehldau ha prodotto e interpretato Walking Shadows, l’acclamato rilascio di Nonesuch di Joshua Redman. Il 2013 ha visto anche una serie di tour collaborativi tra cui un tour in duo con il virtuoso del mandolino Chris Thile, duetti di pianoforte con Kevin Hays e un nuovo progetto elettrico con il prodigioso batterista Mark Guiliana intitolato Mehliana. Mehliana: Taming the Dragon, è stato pubblicato all’inizio del 2014. Il monumentale e ambizioso cofanetto in vinile di otto LP di Mehldau 10 Years Solo Live è stato rilasciato con unanime plauso della critica su 16 ottobre 2015 (con versioni CD e digitali rilasciate a novembre). Il set è stato selezionato da 19 registrazioni dal vivo effettuate in un decennio dei concerti solisti europei del pianista ed è stato diviso in quattro sottoinsiemi tematici di quattro lati ciascuno: Dark/Light, The Concert, Intermezzo/Rückblick e E Minor/E Major.

Nel 2016, la Nonesuch Records ha pubblicato Blues and Ballads del Brad Mehldau Trio — la prima nuova uscita dell’ensemble da Where Do You Start del 2012 — e il celebre album di debutto del Joshua Redman/Brad Mehldau Duo, Nearness, con le registrazioni del loro tour europeo del 2011. Entrambi gli album hanno ricevuto elogi universali dalla critica e dal pubblico, ed entrambi hanno ottenuto una nomination ai Grammy per Mehldau. Dopo diversi anni di esibizione dal vivo, i compagni di etichetta mandolinista/cantante Chris Thile e Mehldau hanno pubblicato al loro debutto: Chris Thile & Brad Mehldau. Nel 2018, la Nonesuch Records ha pubblicato After Bach, un album che abbinava improvvisazioni su Bach e un pezzo solista precedentemente commissionato a Mehldau. Three Pieces After Bach e l’attesissimo Brad Mehldau Trio, registrazione in studio di Seymour Reads the Constitution! Il 2019 ha visto l’uscita della registrazione concettuale acclamata dalla critica e dal commercio Finding Gabriel – un album di strati vocali ricchi di armonica abbinati a archi, sintetizzatori, batteria rock e improvvisazione – con un numero di ospiti di alto profilo tra cui Ambrose Akinmusire, Kurt Elling, Becca Stevens, Gabe Kehane e Mark Guiliana tra gli altri. L’uscita ha fatto vincere a Mehldau il suo primo Grammy Award per il miglior album jazz strumentale.

La personalità musicale di Mehldau presenta un duplice aspetto. È prima di tutto un improvvisatore, e tiene molto alla sorpresa e allo stupore che possono scaturire da un’idea musicale spontanea che si esprime direttamente, in tempo reale. Ma ha anche un profondo fascino per l’architettura formale della musica, e informa tutto ciò che suona. Nella sua esecuzione più ispirata, la struttura attuale del suo pensiero musicale funge da dispositivo espressivo. Mentre suona, ascolta come si svolgono le idee e l’ordine in cui si rivelano. Ogni brano ha un arco narrativo fortemente sentito, che si esprima in un inizio, in una fine o in qualcosa lasciato intenzionalmente aperto. I due lati della personalità di Mehldau, l’improvvisatore e il formalista, giocano l’uno con l’altro e l’effetto è spesso qualcosa di simile al caos controllato.

Mehldau si è esibito in tutto il mondo a un ritmo costante dalla metà degli anni ’90, con il suo trio e come pianista solista. Le sue esibizioni trasmettono un’ampia gamma di espressioni. C’è spesso un rigore intellettuale nel continuo processo di astrazione che può aver luogo su una data melodia e una certa densità di informazioni. Questo potrebbe essere seguito da una ballata essenziale ed emotivamente diretta. Mehldau preferisce la giustapposizione degli estremi. Ha attirato un seguito considerevole nel corso degli anni, che è cresciuto aspettandosi un’esperienza singolare e intensa nella sua performance. Oltre ai suoi progetti in trio e solista, Mehldau ha lavorato con una serie di grandi musicisti jazz, tra cui un gratificante concerto con la band del sassofonista Joshua Redman per due anni, registrazioni e concerti con Pat Metheny, Charlie Haden e Lee Konitz, e registrazioni come sideman con artisti del calibro di Michael Brecker, Wayne Shorter, John Scofield e Charles Lloyd. Per più di un decennio ha collaborato con diversi musicisti e colleghi che rispetta molto, tra cui i chitarristi Peter Bernstein e Kurt Rosenwinkel e il sassofonista Mark Turner. Mehldau ha anche suonato in una serie di registrazioni al di fuori del linguaggio jazz, come Teatro di Willie Nelson e Scar del cantautore Joe Henry. La sua musica è apparsa in diversi film, tra cui quello di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut e il Million Dollar Hotel di Wim Wenders. Ha anche composto una colonna sonora originale per il film francese, Ma Femme Est Une Actrice. Mehldau ha composto due nuove opere commissionate dalla Carnegie Hall per voce e pianoforte, The Blue Estuaries e The Book of Hours: Love Poems to God, che sono state eseguite nella primavera del 2005 con l’acclamato soprano classico Renée Fleming. Queste canzoni sono state registrate e pubblicate nel 2006 sul disco Love Sublime; contemporaneamente, Nonesuch ha pubblicato un album di composizioni jazz di Mehldau per trio intitolato House on Hill. Una commissione della Carnegie Hall del 2008 per un ciclo di sette canzoni d’amore per il mezzosoprano svedese Anne Sofie von Otter è stata presentata per la prima volta nel 2010. Love Songs, un doppio album che ha abbinato il ciclo di canzoni appena commissionato, con una selezione di brani francesi, americani, inglesi e le canzoni svedesi che Mehldau e von Otter hanno eseguito insieme, sono state pubblicate alla fine del 2010 (sull’etichetta Naïve) con lode unanime.

Nel 2013, Mehldau ha debuttato ed eseguito Variations on a Melancholy Theme, un pezzo orchestrale di grande formato che è stato eseguito sia con l’Orpheus Chamber Orchestra che con Britten Sinfonia. Commissionato da Carnegie Hall, The Royal Conservatory of Music, The National Concert Hall e Wigmore Hall con il supporto di Andre Hoffmann (presidente della Fondation Hoffmann) nel 2015, i Three Pieces After Bach di Mehldau sono stati ispirati da selezioni dall’opera fondamentale di Johann Sebastian Bach, Il Clavicembalo Ben Temperato. Nel 2018, Mehldau ha eseguito in anteprima il suo Concerto per pianoforte Piano alla Philharmonie de Paris, commissionata da L’Orchestre national d’Île-de-France e Festival Jazz à la Villette Paris, L’Auditori de Barcelona, National Forum of Music, Wroclaw, Polonia (Jazztopad Festival), The Barbican Centre London e Britten Sinfonia, Philharmonie Luxembourg e Orchestre Philharmonique du Luxembourg, e la Los Angeles Philharmonic Association, Gustavo Dudamel Direttore Artistico. Nel 2019, Mehldau ha presentato in anteprima il suo ciclo di canzoni, The Folly of Desire, con il tenore Ian Bostridge. Il lavoro è stato commissionato da Elbphilharmonie Hamburg, Wigmore Hall, Stanford Live at Stanford University e Carnegie Hall.

Mehldau è stato nominato curatore di una serie annuale di quattro concerti jazz alla prestigiosa Wigmore Hall di Londra durante le stagioni 2009-10 e 2010-11, con Mehldau che è apparso in almeno due dei quattro concerti annuali. Alla fine di gennaio 2010 la Carnegie Hall ha annunciato la residenza per la stagione 2010-11 di Mehldau come titolare della Richard and Barbara Debs Composer’s Chair alla Carnegie Hall, il primo artista jazz a ricoprire questa posizione da quando è stata fondata nel 1995. I precedenti detentori includono Louis Andriessen (2009-2010), Elliott Carter (2008-2009) e John Adams (2003-2007).

Teatro Comunale di Casalmaggiore – Via Cairoli 57, Casalmaggiore (Cr) tel. 0375 200434 – Info e prevendita 0375 284496 fax 0375 200251 teatro@comune.casalmaggiore.cr.it – www.teatrocasalmaggiore.it – www.vivatcket.it

Foto: Gage Skidmore

STUPOR MUNDI USA – BIBLIOTECA MORTARA

Incontro con Forrest Gander – (Premio Pulitzer 2019 per la poesia)

Teatro Comunale di Casalmaggiore, Sabato 30 ottobre, ore 17. Incontro con Forrest Gander (Premio Pulitzer 2019 per la poesia) a cura della Biblioteca Civica e del Teatro Comunale di Casalmaggiore. L’autore converserà con Alessandro De Francesco, traduttore italiano della raccolta poetica Essere con / Be with, Colorno, Tielleci, 2020 (Benway Series; 14) con cui Gander ha ottenuto il prestigioso premio Pulitzer nel 2019.

Classe 1956, Gander nasce nel deserto del Mojave, in California. Dopo aver frequentato il College of William & Mary (in Virginia), si specializza in geologia. Successivamente consegue un master in letteratura presso la San Francisco State University. Si trasferisce in Messico e poi in Arkansas, mentre la sua poesia, fortemente nutrita di richiami scientifici, rivolge sempre di più l’attenzione al paesaggio come fonte di attività lirica. Esponente di spicco della letteratura ecologica e, in particolare, della cosiddetta “ecopoesia”, Gander ha insegnato a Harvard, ed è ora professore emerito di Letterature comparate alla Brown University (Providence). È cancelliere dell’Academy American Poets e membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Oltre a numerose raccolte poetiche, ha pubblicato saggi, romanzi e traduzioni. Nel 2019 ha ricevuto il premio Pulitzer per la poesia con Be With (New Directions 2018), raccolta di elegie dedicate principalmente alla moglie Carolyn D. Wright, anche lei poetessa, scomparsa nel gennaio 2016. L’ultima sua opera poetica, del 2021 e non ancora tradotta in italiano, è Twice Alive. An Ecology of Intimacies (Due volte vivo. Un’ecologia dell’intimità), libro carico di esultanza e tenerezza, “un’aggiunta lussureggiante e sensuale alla sua formidabile opera letteraria” (Los Angeles Review of Books).

CONCLUSIONI – Cinque tappe di assoluta qualità. Con qualche aneddoto da raccontare. Il primo è sul jazzista Brad Mehldau. La scelta di venire a suonare a Casalmaggiore è stata fatta dopo aver visto chi, nel corso degli anni, ha suonato nel teatro cittadino. Nomi di primo piano del Jazz mondiale con i quali vanta anche collaborazioni. L’altro è su Forrest Gunder. Il pulitzer ed esponente della Ecopoetry, un letterato di assoluto valore, viene per la prima volta in Italia. Cinque tappe di assoluto valore, concentrate in poco più di un mese. Se la nuova strada è quella della trasformazione di Stupor Mundi in un festival che ogni anno, e per un mese, proporrà iniziative di questa qualità, la strada è quella giusta per fare sempre di più e sempre meglio.

N.C.

 

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