Cronaca
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Viadana ha salutato Annibale
Bozzolini, signore d'altri tempi

Tra gli episodi da ricordare la presentazione del prete scomodo don Primo Mazzolari a Papa Giovanni XXIII. Fu lo stesso Bozzolini che andò a prendere don Primo alla stazione di Roma Termini per condurlo in Vaticano con la sua utilitaria

Un’autorevole rappresentanza del mondo politico e imprenditoriale del territorio ha partecipato venerdì mattina ai funerali di Annibale Bozzolini, morto due giorni fa a Roma all’età di 98 anni.

Il rito si è svolto nella chiesa di San Pietro a Viadana officiato dal parroco don Antonio Censori con quattro Sindaci affiancati nel primo banco tutti con la fascia tricolore indosso. Da Nicola Cavatorta di Viadana a Pino Baruffaldi di Pomponesco, Carlo Bottani di Curtatone e Giuseppe Torchio di Bozzolo. Quest’ultimo era accompagnato dall’ex segretario della Fondazione don Primo Mazzolari Giancarlo Ghidorzi.

C’era poi Ercole Montanari presidente di Confcommercio Mantova, i fratelli Melegari dell’Arix, Enzo Rosa medico e amico personale dello scomparso ed altri amici e conoscenti.

Il parroco ha aperto l’omelia precisando di non aver mai conosciuto personalmente Annibale Bozzolini ma di aver ricevuto notizia del suo decesso attraverso questo messaggio inviatogli dal sindaco Cavatorta: “E’ morto un ambasciatore. Un ambasciatore di Viadana a Roma”.

Originario di Casaletto, Bozzolini si era avvalso della sua cultura e di altre doti quali la diplomazia, la gentilezza e la disponibilità diventando potente segretario di parecchi personaggi politici nella Capitale dove si era stabilito. Da De Gasperi a Andreotti e molti altri fino all’On Marcazzan di Goito. Ruoli prestigiosissimi di cui però non aveva mai fatto sfoggio nascondendosi dietro la sua proverbiale semplicità e naturalezza. Di Viadana comunque non si era mai dimenticato raccogliendo molte della richieste provenienti dal territorio per portarle sui tavoli dei palazzi che contavano.

Tra gli episodi da ricordare la presentazione del prete scomodo don Primo Mazzolari a Papa Giovanni XXIII. Fu lo stesso Bozzolini che andò a prendere don Primo alla stazione di Roma Termini per condurlo in Vaticano con la sua utilitaria.

“Torchio è uno dei testimoni di quel periodo caratterizzato da una grande passione cattolica” ha citato don Censori che poi si è rivolto ai due figli Elena e Angelo ritenendoli fortunati ad avere avuto un padre cosi. Al termine della funzione Angelo Bozzolini accompagnato dalla moglie e da un grosso labrador rimasto tranquillamente sdraiato sul pavimento della chiesa per tutta la funzione, è salito all’altare per ringraziare tutti i presenti per la sentita partecipazione.

”Ci sono scuole di pensiero che ritengono la mia e nostra generazione molto fortunata per i sistemi tecnologici di cui ci possiamo avvalere. Io invece ripenso a mio padre che a 23 anni si trovò davanti ad un Paese in ricostruzione potendo conoscere uomini come De Gasperi ed avere accompagnato uno degli uomini più rivoluzionari del tempo, Mazzolari, al cospetto del Santo Padre. Papà era un uomo molto rigoroso che dai sani principi non solo in ambito etico, ma sportivo e umano. Amava la musica lirica ed ha avuto modo di conoscere Toscanini e la Callas. E alla fine ha avuto anche la fortuna di morire senza sofferenza dopo pochi giorni di degenza. Come colui che seduto in riva al mare vede la nave allontanarsi e poi affondare senza dolore perché su quella nave lui non c’era”.

Al termine del rito il carro funebre ha accompagnato in feretro e i molti cesti di fiori al Cimitero per la sepoltura.

Ros Pis

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