Cronaca
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Finestra sul Po imbrattata
Boles: "Inciviltà e degrado"

Sono bambini, o preadolescenti, o forse è uno solo. Ha preso probabilmente un pezzettino di cemento, o un sasso, per scrivere sul metallo del monumento. Non sembra niente di grave, probabilmente verranno via senza troppi danni, ma è il gesto che stride. GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZO TG DI CREMONA 1

C’è un  po’ di sconforto, e di rabbia, nei pensieri di Giuseppe Giupy Boles. Gli passerà, perché lui è un sognatore e più di tutto un combattente. Ma i segni del degrado, e del disinteresse, la sensazione che tutto passi impunito e senza responsabili resta. Sono bambini, o preadolescenti quelli che hanno imbrattato, nei giorni scorsi, la finestra sul Po alla vigilia del suo secondo anniversario. Un simbolo ormai riconosciuto della città. Sono bambini, o preadolescenti, o forse è uno solo. Ha preso probabilmente un pezzettino di cemento, o un sasso, per scrivere sul metallo del monumento. Non sembra niente di grave, probabilmente verranno via senza troppi danni, ma è il gesto che stride.

Se è stato un bambino, avrà pure avuto dei genitori nei paraggi. O forse no. Forse è uno di quei giovanissimi ragazzini che si vedono in giro nel pomeriggio, annoiati e senza regole, allo stato brado. Non sono tutti – e fortunatamente – così. Ma ci sono. Se è stato un bambino, o un ragazzino, forse c’è stato pure chi l’ha visto ed ha deciso di farsi gli affari suoi. Perché così va il mondo: tutti bravi, e tutti capaci a svuotare quintali di rabbia sui social, nessuno o pochi in grado di richiamare qualcuno se c’è qualcosa che non va. Come in questo caso.

Tutte queste comunque restano congetture. Di concreto e reale ci sono le colonne imbrattate e lo sconforto, e la rabbia, di Giuseppe. “A volte mi chiedo se valga davvero la pena fare qualcosa per la città – ci racconta – perchè poi ti trovi davanti a cose come queste. E nessuno ha visto niente, nessun genitore, visto che probabilmente è stato un bambino, che magari era presente si è sentito in dovere di dire basta”.

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Oggi è un pezzettino di cemento, domani magari potrebbe essere un pennarello indelebile. Perché il degrado, è una regola acclarata, porta sempre e comunque altro degrado. “Lo si è visto nel parco del Liceo – prosegue Giuseppe – le panchine, rimesse a nuovo, sono rimaste belle per qualche anno. Poi, è bastata la prima scritta per vederne subito comparirne altre. Sono lì da vedere”. Il degrado richiama altro degrado. Lo sanno bene al parco di via Italia. Sino a qualche anno fa le scritte sulla cabina dell’enel erano all’ordine del giorno. Adesso, ogni volta che compaiono (e ormai non compaiono quasi più) vengono immediatamente rimosse con un paio di mani di pittura. Se vengono fatte di notte, a metà della mattina dopo non ci sono più. Mai darla vinta agli imbecilli.

“Fra tre, quattro giorni volevo festeggiare l’anniversario della finestra – aggiunge Giupy Boles – perchè sono giusto due anni che è stata realizzata, purtroppo mi ritrovo a commentare una triste realtà casalasca legata al degrado e a un concetto ormai dimenticato di senso civico. Sono sempre più convinto che le persone sono esseri emulativi, quindi noi tendiamo a copiare chi ci sta accanto. Aver ripulito i giardini, aver messo in piedi un’opera come questa che ricordiamo, realizzata senza chiedere un centesimo ai casalaschi, frutto di sei anni di lacrime e sangue, frutto di tenacia e di creare qualcosa di bello grazie alla mia volontà e all’apporto di tutte quelle persone, Brunivo Buttarelli in primis, che hanno deciso di spendere il loro tempo e anche parte delle loro economie per realizzare qualcosa che io credo sia entrata nell’animo di tutti i casalaschi e sicuramente nel paesaggio casalasco, vederla adesso imbrattata, anche se con del gesso, o del cemento, fa male. Fa male perché so che una scritta in gesso, o col cemento, si può trasformare in pochi giorni in una scritta in pennarello, in pittura o in quant’altro. Siamo in un contesto sempre più degradato. Non voglio fare una critica alla politica comunale, ma sicuramente un appunto perchè la situazione deve essere risolta e qualcuno deve prendersi la responsabilità di questi comportamenti”.

“Vedo, man mano che passa il tempo, una Casalmaggiore sempre più in abbandono e mi fa male. Vedere queste scritte su un opera d’arte, o comunque un’opera di artigianato che è diventata uno dei simboli del paese io credo che sia monito per tutti noi che a questo paese ci teniamo per cercare di riprendere in mano la situazione. Parlo ai genitori perché quello che sto dicendo non lo leggeranno sicuramente quelli che hanno imbrattato, perché chi imbratta non guarda i giornali e non legge, perché chi guarda e legge si interessa comunque di Casalmaggiore nel bene e nel male. Ai genitori dei figli con meno di 20 anni dico: parlategli di questo problema perché uno dei loro figli sarà sicuramente stato. Non credo che la situazione si risolverà a breve. A questi ragazzi che vogliono essere ribelli io dico che il vero ribelle è educato e rispettoso del patrimonio. Fidatevi, ne avete uno qui davanti di ribelle, da 50 anni. Essere anticonformisti, quando non si è educati, quando non si è rispettosi del proprio patrimonio significa soltanto essere degli incivili e, permettetemi, anche degli idioti”.

Nazzareno Condina (testo, foto e video)

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