Rivarolo del Re, inaugurato il nuovo
Ambulatorio di Medicina Generale
Il rischio di perdere un servizio per un pezzo di paese - anche se non per tutti i cittadini, ma per una bella fetta - c'è stato. Quando il dottor Giuseppe Manara, per raggiunti limiti di età è andato in pensione, Rivarolo del Re si è ritrovato col solo dottor Enrico Olivani a svolgere la professione del medico di base. GUARDA LA FOTOGALLERY E IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1
Tre medici, un’infermiera di famiglia ed un paese che non si arrende. Nonostante le difficoltà e nonostante tutto. L’inaugurazione del nuovo Ambulatorio di Medicina Generale a Rivarolo del Re ed Uniti in via Papa Giovanni XXIII va ben al di là della continuità di un servizio indispensabile per tutta la cittadinanza. Lo sa bene il primo cittadino Luca Zanichelli che tanto si è speso proprio perché il paese non perdesse la possibilità del medico di base. Lo gha fatto soprattutto per gli anziani ed i soggetti fragili ma lo ha fatto per tutti.
Il rischio di perdere un servizio per un pezzo di paese – anche se non per tutti i cittadini, ma per una bella fetta – c’è stato. Quando il dottor Giuseppe Manara, per raggiunti limiti di età è andato in pensione, Rivarolo del Re si è ritrovato col solo dottor Enrico Olivani a svolgere la professione del medico di base. 42 anni di attività per lui che ha iniziato nel luglio del 1979 proprio a Rivarolo ma che è già al massimo dei pazienti che può seguire. Senza spazi adeguati e con un solo medico per gli oltre 1800 abitanti nel comune. Tanti, e tanti over 65 che avrebbero dovuto optare per Casalmaggiore o Sabbioneta con tutte le scomodità che ne conseguono. Così non sarà.
Il nuovo ambulatorio di medicina Generale serve proprio a questo, e a questo servono i due nuovi giovani medici che si sono insediati a Rivarolo del Re e che daranno continuità assistenziale proprio a quella fascia di popolazione che ne ha più necessità ma non solo. A sobbarcarsi gli oneri dell’ambulatorio sarà il comune: i medici infatti non verseranno almeno per questi primi tempi, nessun affitto e non avranno nessuna spesa.
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IL RACCONTO DEL SINDACO – “In breve tempo – ci spiega Luca Zanichelli – circa sei mesi, l’Amministrazione Comunale è riuscita a dar vita al nuovo ambulatorio medico, ricavato vicino al pre-esistente ambulatorio medico comunale. L’obbiettivo è stato di riunire in un’unica struttura, tutti e due gli ambulatori di medicina generale di base con le rispettive sale d’attesa, nell’ottica di ottimizzare le spese di gestione, totalmente a carico del Comune, affitti e utenze, e dare un unico punto di riferimento come presidio medico ai cittadini di Rivarolo del Re ed Uniti. E’ stato ristrutturato l’ambulatorio esistente, secondo le nuove normative ed è stato ricavato il nuovo ambulatorio nell’adiacente ex appartamento dell’obbiettore di coscienza in disuso, il presidio medico ha un unico accesso per entrambi gli ambulatori“.
Il costo dell’opera è stato di 56.200 euro finanziati dal decreto legge regionale n. 160 del 27/12/2019 , per lavori di efficientamento energetico e messa in sicurezza di locali e impianti di edifici pubblici in termini di sviluppo territoriale sostenibile (determinazione n° 58 del 14/06/2021) e ulteriori 17.782 euro per adeguamenti igienico sanitari dell’ambulatorio pre-esistente finanziati da avanzo di amministrazione (determinazione n. 61 del 24/08/2021). Un investimento importante, come spiegavamo prima, che l’Amministrazione ha ritenuto fondamentale destinare ad un’opera necessaria per il paese, avendo la necessità di creare un ulteriore ambulatorio con urgenza, preso atto del pensionamento del medico di medicina generale il Dott. Giuseppe Manara che svolgeva la propria attività nel suo studio privato sito in paese.
“Colgo l’occasione – prosegue il primo cittadino – per augurare un meritato riposo lavorativo al Dottor Manara, ringraziandolo per i tanti anni di servizio medico svolto in paese e ringraziandolo per aver donato parte dell’attrezzatura medica al Comune da utilizzare nel nuovo ambulatorio. Continuerà ad esercitare nell’ambulatorio ristrutturato il medico di medicina generale Dottor Enrico Olivani, che da 42 anni esercita la professione di medico presso il nostro comune, anche al Dott. Enrico Olivani va un grosso plauso per il servizio svolto in tutti questi anni. Auguro buon lavoro alla Dottoressa Chiara Mantovani e al dottor Gianluca Arcari“.
La dottoressa Chiara Mantovani riceve su appuntamento il mercoledi dalle 9.00 alle 12.30 (tel. 0375/41641 o 0375/42380 risponde centralino centro co.me.te.) e il Dottor Gianluca Arcari (riceve su appuntamento il martedi dalle 9.00 alle 13.00 tel. 0375/41641 o 0375/42380 risponde centralino centro co.me.te.) che svolgeranno servizio nel nuovo ambulatorio comunale.
“Ringrazio la Dott. Mantovani e il Dottor Arcari per la disponibilità prestata nel recarsi almeno una mattina alla settimana presso l’ambulatorio di Rivarolo del Re per assistere in presenza i propri pazienti locali che hanno difficoltà a spostarsi, in quanto i due medici di medicina generale, essendo operativi presso il centro Co.me.te. di medicina di gruppo a Casalmaggiore, non avevano nessun obbligo a svolgere ambulatorio anche da noi. Ritengo doveroso sottolineare la sensibilità di tutto il gruppo dell’Amministrazione Comunale, Giunta e tutto il gruppo di maggioranza, che prontamente ha ritenuto essenziale correre ai ripari ristrutturando e creando un nuovo ambulatorio, con la finalità di non perdere, per molti utenti e pazienti, il servizio di medicina generale di base territoriale locale importantissimo per i nostri cittadini, soprattutto per quelli fragili, cronici e anziani. Se è vero che oggi si va verso il concentramento di Medici di medicina generale e specialisti in studi associati di Professionisti che garantiscono continuità oraria e personale amministrativo ed infermieristico, tuttavia non va dimenticata la medicina di prossimità che il Medico di Medicina Generale deve garantire nelle zone rurali e poco densamente abitate, lontane dai centri più popolosi“.
Un paese vitale è quello che riesce, in un qualche modo, a conservare i propri servizi necessari. La sanità è importante, per questo Zanichelli si è speso da questo punto di vista, ben consapevole delle esigenze dei suoi cittadini, a partire da quelli più deboli e esposti: “La conseguenza della concentrazione della medicina generale nei comuni più popolosi è un forte disagio per le persone anziane, le quali vivono numerose nei nostri territori e che si vedono private anche dell’autonomia di potersi recare dal proprio medico di base nell’ambulatorio del paese, l’Amministrazione da me guidata con tanta determinazione per il momento ha tamponato a questa problematica, riuscendo ad avere la disponibilità di tre medici di base, mettendo a disposizione un ambulatorio nuovo in breve tempo. Se riconosciamo che il Medico di Medicina Generale è il primo attore della clinica, deve essere obiettivamente messo in grado di poter fare diagnosi, terapia, cura, assistenza e follow-up sul territorio, questo va a giustificare ancora con più forza l’investimento fatto nell’ambulatorio nuovo anche in un piccolo comune come il nostro. Sono anche fortemente convinto che è nelle cure territoriali” che si accentuano le disuguaglianze, dove la cura erogata al domicilio può davvero ridare un senso al termine prendersi cura tanto sottolineato nella riforma della legge 23/2015“.
Reperire medici di base disposti ad effettuare servizio anche e direttamente in paese non è stato facile. Contattata ATS, da un elenco di 9 disponibili ne sono stati fortunatamente trovati due disposti a fare servizio anche in paese. “Viste le enormi difficoltà incontrate personalmente nel reperire medici di base disponibili a svolgere il loro servizio nel mio comune, come territorio e come sindaco assieme a tanti altri Sindaci, lanciamo un grido d’allarme: non si ha più la garanzia della presenza del Medico di Medicina Generale nei piccoli comuni che caratterizzano la spina dorsale del nostro territorio e di buona parte della Lombardia. Se riconosciamo, per prima cosa, che la Medicina Generale territoriale è il fondamentale anello del percorso di cura integrato ospedale/territorio, gli organismi istituzionali di competenza devono creare le condizioni tali per cui si vada a colmare il vuoto di Medici di Medicina Generale sul territorio nazionale“.
E’ emersa la necessità di creare una continuità assistenziale tra la realtà ospedaliera, nella quale trova la sua collocazione la trattazione degli acuti e il territorio che deve prendersi cura delle fasi precedenti e successive all’ospedalizzazione specialistica. “Per questo occorre un investimento sulla dimensione territoriale in termini di migliore pianificazione, progettazione, organizzazione, nonché potenziamento delle risorse umane. In questa ottica si favorirebbe la continuità ospedale-territorio, con la richiesta di una particolare attenzione a potenziare gli interventi per le cure intermedie/post acuzie in modo che la presa in carico possa essere attuata in maniera capillare ed efficiente“.
“Al fine di facilitare la creazione di un canale di scambio tra i diversi contesti sanitari per garantire la continuità assistenziale dei pazienti cronici/fragili, si ritiene molto positiva l’introduzione degli infermieri di famiglia e comunità per favorire il passaggio al domicilio dei pazienti, o nelle fasi di Valutazione MultiDimensionale (VMD) ed indicatori di outcome nel paziente anziano fragile. Gli infermieri di famigli svolgeranno un ruolo essenziale sul territorio, soprattutto nella rilevazione e gestione dei bisogni socio-assistenziali, nella sorveglianza e nella presa in carico dell’individuo con fragilità ed elevate complessità socio sanitarie. Fondamentale sarà intercettare anche quei bisogni non ancora espressi e fare prevenzione, per questo come Sindaco ho lavorato con il Direttore Socio Sanitario Asst Cr Dottoressa Paola Mosa e con il Direttore Servizi per la Fragilità Rete Territoriale Asst Cr Dottoressa Nadia Poli per l’inserire nel nostro contesto ambulatoriale locale la presenza di un infermiere di famiglia che lavorerà in rete con i nostri medici di medicina generale e con l’assistente sociale del comune. Ringrazio vivamente il direttore Servizi per la Fragilità Rete Territoriale Asst Cr Dott.ssa Nadia Poli per la collaborazione in merito presto verrà attivato anche questo significativo ed importante servizio attivando anche per Rivarolo del Re ed Uniti la figura professionale dell’infermiere di famiglia“.
L’ultimo (ma solo in ordine di scrittura) ringraziamento del sindaco Zanichelli è andato ai dipendenti comunali. Anche dal punto di vista buricratico il lavoro non è stato semplice: “Ringrazio i dipendenti Comunali per il lavoro tecnico-amministrativo svolto in merito all’opera ambulatoriale, e ringrazio la Ditta F.lli Molino sas di Germano Molino & C. di Viadana per l’esecuzione dei lavori in tempi brevi“.
L’INFERMIERA DI FAMIGLIA – Grazie alla collaborazione stretta con ASST Cremona e proprio sull’onda della riforma regionale che vede accresciuta l’importanza dell’assistenza a domicilio, è stato possibile fare in modo che inizialmente per uno o due giorni alla settimana vi sia nell’ambulatorio anche la presenza dell’infermiera di famiglia. “L’apertura degli ambulatori a Rivarolo del Re – ha spiegato la dottoressa Nadia Poli, Direttore Servizi per la Fragilità Rete Territoriale Asst Cremona – ci consentirà in accordo con i medici di medicina generale di avviare una progettualità con gli infermieri di famiglia e di comunità dell’ASST di Cremona affinché in alcuni momenti della settimana, inizialmente pensiamo una giornata, sia possibile avere a disposizione questa figura per i cittadini e in particolare per dare risposte ai bisogni delle persone con problemi e patologie croniche. Questo va nella direzione più che mai auspicata di risposte ai bisogni dei cittadini di prossimità, quindi nelle loro case con l’obiettivo di mantenere il più possibile i cittadini a domicilio. E’ una progettualità che risponde alle linee e agli indirizzi che si sta percorrendo in tutta la regione. Anche ASST di Cremona sta mettendo in campo questo tipo di progettualità con le varie associazioni dei medici. Questa è un’opportunità importante per la quale ringraziamo il comune e tutti i collaboratori, dalle associazioni medici di medicina generale ai servizi sociali comunali con cui abbiamo un ottimo rapporto, col Concass e tutta la rete“.
Nazzareno Condina