Cronaca
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Viadana ha ricordato Cesare
Aroldi, tra gli ultimi garibaldini

A ricordarlo il sindaco Nicola Cavatorta, esponenti anche della minoranza consiliare, la polizia locale e la Società Storica Viadanese, il cui socio Alessandro Bosoni, ha ricostruito diversi tratti della vita di Aroldi per l’occasione. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

C’è una via a Viadana dedicata a Cesare Aroldi. E Viadana ha ricordato il suo illustre personaggio nella giornata di sabato, perché proprio il 9 ottobre di 100 anni fa Cesare Aroldi moriva nella sua casa di Viadana, dove era tornato per la vecchiaia, dopo avere letteralmente girato l’Italia tra impegni politici e giornalistici.

Giornalista, deputato, saggista e, in giovane età, soprattutto volontario garibaldino quando ancora l’Italia era da poco unita, tenendo conto che Aroldi era nato nel 1848 e che nel 1872 lo stesso Garibaldi lo aveva nominato Ufficiale d’ordinanza per la Campagna dei Vosgi. Aroldi è stato anche avvocato e scrittore e la sua biografia si deve al professor Adolfo Ghinzelli, che nel 1973 curò lo scritto utilizzando il materiale ceduto poco prima dalle figlie e in buona parte conservato ancora oggi al MuVi, il Museo Civico di Viadana.

A ricordarlo il sindaco Nicola Cavatorta, esponenti anche della minoranza consiliare, la polizia locale e la Società Storica Viadanese, il cui socio Alessandro Bosoni, ha ricostruito diversi tratti della vita di Aroldi per l’occasione. Inizialmente di ideali repubblicani, passò poi a quelli Democratici e morì, si può dire, socialista.

La casa di Aroldi, peraltro, esiste ancora proprio in via Cesare Aroldi. Tra i suoi impegni più prestigiosi la fondazione de “La voce di Belfiore”, organo della democrazia sociale mantovana, la direzione del “Corriere delle Marche”, la corrispondenza per il “Secolo” di Milano e la collaborazione con “La scintilla”, oltre ovviamente alla Cattedra di Economia Politica all’Istituto Tecnico di Terni.

G.G.

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