Cronaca
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Castelponzone, Borgo in fiera
funziona: ottime le Castelline

Ieri, con Borgo in fiera, iniziativa messa in piedi per salutare l'autunno, con musica, bancarelle, auto storiche, panini di tre dimensioni col salame, caldarroste, zucche, dolci hanno fatto centro. Tanta, davvero tanta la gente che ha riempito la via centrale del paese

Si definiscono le Castelline del Borgo. Il borgo è quello – malinconico e struggente – di Castelponzone, il paese dei cordai, dei comignoli che si inerpicano verso il cielo, delle pietre che parlano, delle case posate. Loro, le Castelline, cercano di tenere vivo il borgo, di farlo vivere con le iniziative che possono mettere in piedi. L’amministrazione non dà loro una gran mano e si arrangiano da sole, con quel che possono, e con quel che hanno.

Non difetta loro lo spirito d’intraprendenza, e neppure invero la fantasia. Non difetta loro neppure la simpatia. E guai a parlare di case non più abitate, a parlare di strutture lasciate lì in balia del tempo che passa inesorabile. Ci sono, lo sanno, ma partono sempre dal positivo che c’è, ed è forte in una comunità forte come quella di Castelponzone “Cerchiamo sempre di tenere vivo il paese”. Ieri, con Borgo in fiera, iniziativa messa in piedi per salutare l’autunno, con musica, bancarelle, auto storiche, panini di tre dimensioni col salame, caldarroste, zucche, dolci hanno fatto centro. Tanta, davvero tanta la gente che ha riempito la via centrale del paese, quella dei lunghi portici e del ciottolato, per tutto il pomeriggio. Un bel colpo d’occhio, e una bella soddisfazione per loro che se la meritano.

“Il prossimo appuntamento sono i mercatini di Natale” ci spiegano. E ci rattristiamo un poco. Perché, e come sempre, qui vorremmo venire più spesso, qui dove si sta infinitamente bene tra gatti che attraversano la strada, luci appese al soffitto dei portici, gente che si ritrova e – se ci si vuole goder la quiete – vecchie strade dove regna il silenzio. A 30 secondi le une dalle altre. Qui vorremmo che – almeno per qualche ora e più spesso – terminasse per qualche ora il mondo.

I ricordi vanno alle cene sotto i portici, alla festa della canapa con il vivace distillato dell’ex sindaco Velleda Rivaroli a chiudere il pasto e la musica acustica a riscaldare i cuori. I ricordi vanno ad altri mercati, ad altri volti, e qualche attività che ora non c’è più. I ricordi vanno a cantieri che ricordiamo da sempre, e comignoli di fumo in inverno. E i pensieri vanno anche ai  giorni in cui non c’è nulla e qualche volta ci fermiamo comunque, e la quiete regna in tutto il paese e sotto i portici ci sembra d’aver vissuto anche noi un poco di quel passato di cui siamo inevitabilmente figli.

Abbiamo divagato abbastanza. Volevamo scrivervi che ieri la scelta delle Castelline del Borgo ha premiato la loro intraprendenza e il loro coraggio. Che a Castelponzone c’erano anche un bel gruppo di ragazzi oltre ai più attempati. Che il paese, quando è vivo, oltre a bellezza e malinconia acquisisce anche il fascino delle strade in cui ci si ritrova, quello più profondo della socialità, quello dei vecchi filos e della gioia di un sorriso con le persone che incontri. Che Castelponzone lo amiamo infinitamente anche noi e che se scriviamo di quelle case che non sorridono più, lo facciamo perché le vorremmo vedere riempirsi di luci, di fumi, di stanze aperte e di vita. Perché la vita che c’era un tempo nella testa poi ci rimbomba forte.

Ma una cosa soprattutto siamo certi. Che, seppur rimanesse tutto così come adesso, Castelponzone lo ameremmo ugualmente. Perchè è davvero unico, e bellissimo.

N.C.

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