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Gestione acque,
via al tavolo permanente

A titolo di esempio, Belli Franzini cita “gruppi di lavoro locali” che realizzino protocolli operativi per “agire sulle portate dei canali nell’area interessata così da aumentare la capacità di invaso e/o di ricevimento delle acque pluviali che provengono dalle reti bianche o dagli sfioratori delle reti miste.

Da sinistra: Giovanni Gagliardi, vice presidente della Provincia di Cremona; Stefano Belli Franzini, presidente ATO; Damiano Scaravaggi, direttore ATO.

“Tutti i partecipanti hanno condiviso l’obiettivo primario del Tavolo: avviare un percorso di lavoro unitario che contrasti il rischio allagamenti nel nostro territorio. Mettere a fattor comune le competenze e ruoli di ognuno e agire insieme. Anzi, inviteremo alla partecipazione di questo lavoro anche i rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo”.

Così Stefano Belli Franzini, sindaco di Gussola e presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO), al termine della prima seduta del Tavolo permanente di tutti i soggetti che si occupano della gestione delle acque pubbliche, avvenuta mercoledì 27 ottobre nell’aula del Consiglio provinciale di Cremona. Presenti all’appuntamento, la cui regia tecnica è affidata agli uffici dell’ATO, i Consorzi che agiscono in provincia di Cremona, il presidente della Conferenza dei Comuni, Michel Marchi; Padania Acque; AIPO; Regione Lombardia (Direzione Generale Territorio e Protezione Civile) e il Presidente della Provincia di Cremona, che Belli Franzini ha ringraziato per l’ospitalità.

Oltre all’unità di intenti fattasi registrare ad avvio incontro, i componenti del Tavolo hanno iniziato il confronto sulle prime azioni da adottare in chiave anti-allagamento. “Innanzitutto – spiega Belli Franzini – l’individuazione dei criteri che definiscano le aree di maggior fragilità, con la conseguente classifica del livello di rischio. E a partire da questo, idonee procedure per governare le emergenze e attivare azioni preventive e di supporto”.

A titolo di esempio, Belli Franzini cita “gruppi di lavoro locali” che realizzino protocolli operativi per “agire sulle portate dei canali nell’area interessata così da aumentare la capacità di invaso e/o di ricevimento delle acque pluviali che provengono dalle reti bianche o dagli sfioratori delle reti miste. “Questo – precisa Belli Franzini – consentirebbe di alleggerire l’apporto in fognatura delle acque provenienti dal reticolo idrico superficiale”.

Altra iniziativa oggetto del confronto è quella legata alla “sensibilizzazione dei soggetti interessati a curare la manutenzione del reticolo idrografico minore e dei fossi di colo”. E da ultimo, ma non meno importante, la “costruzione di progetti territoriali capaci di intercettare finanziamenti a fondo perduto di livello regionale, nazionale e comunitario – conclude Belli Franzini – con l’obiettivo di aumentare l’efficacia del sistema idraulico e idrologico”. Un ringraziamento, il presidente dell’Ato lo rivolge agli uffici tecnici e al Direttore del suo ente, Damiano Scaravaggi, per il lavoro di preparazione del Tavolo che proseguirà in vista della prossima convocazione, fissata tra qualche settimana.

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