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Fiera Agricola Montichiari:
35mila presenze nel weekend

Fra i nove padiglioni della Fazi di Montichiari il mondo agricolo e zootecnico cerca le innovazioni per coniugare il benessere animale, la produttività, l’incremento delle produzioni. Le nuove tecnologie non spaventato, sono viste come alleate per una crescita produttiva sostenibile, dove anche l’ambiente è rispettato.

La 93ª edizione della Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari chiude i battenti superando i 35.000 visitatori e si conferma un punto di riferimento per il settore primario.

“Abbiamo constato un’affluenza di operatori professionali, imprenditori agricoli, giovani, ma anche famiglie, che dimostrano l’interesse della società civile a un comparto strategico come l’agricoltura – afferma il presidente del Centro Fiera di Montichiari, Gianantonio Rosa -. Siamo molto soddisfatti, perché in questi tre giorni di eventi, convegni e approfondimenti abbiamo rimesso al centro dell’attenzione del Paese l’agricoltura e la zootecnia, con la presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del ministro degli Affari regionali e delle autonomie Mariastella Gelmini, dell’on. Paolo De Castro, responsabile per i Socialisti e Democratici in commissione Agricoltura al Parlamento europeo e delle istituzioni regionali e del territorio che, ricordiamo, rappresenta la prima provincia zootecnia in Italia ed è uno dei serbatoi più importanti del Made in Italy”.

Fra i nove padiglioni della Fazi di Montichiari il mondo agricolo e zootecnico cerca le innovazioni per coniugare il benessere animale, la produttività, l’incremento delle produzioni. Le nuove tecnologie non spaventato, sono viste come alleate per una crescita produttiva sostenibile, dove anche l’ambiente è rispettato.

Un traguardo, quello dell’attenzione alla riduzione delle emissioni, alla valorizzazione dei reflui zootecnici attraverso soluzioni tecniche redditizie e multifunzionali quali biogas e – nuova frontiera – biometano, che è sempre più alla portata, come i risultati delle indagini scientifiche dimostrano. L’agricoltura, infatti, è l’unico comparto che nel tempo ha ridotto le emissioni in atmosfera rispetto ad altri segmenti produttivi come i trasporti o l’industria.

Un aspetto sul quale si è fermato anche Fortunato Trezzi, presidente di Anafibj, l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Frisona e Jersey, che con il debutto a Montichiari della 69ª Mostra nazionale dalla razza Frisona e della 10ª Mostra nazionale della razza Jersey, hanno animato il ring della Fazi.

“La questione della sostenibilità è particolarmente sentita e, talvolta, capita che la zootecnia venga posta all’indice – dichiara il presidente Anafibj, Trezzi -. Eppure, si tratta di una fake news ed è stato ampiamente dimostrato durante il lockdown che ha bloccato tutto, tranne l’agricoltura. I dati ci dicono che i valori delle polveri sottili sono crollate, a conferma del fatto che l’impatto che ha l’agricoltura sull’inquinamento è molto inferiore rispetto ad altre attività produttive o ai trasporti”.

Il Covid ha posto l’attenzione alla sicurezza alimentare, alla garanzia di avere cibo sufficiente e di qualità. E da Montichiari la Fazi accende i riflettori anche su altri fattori che necessitano di attenzione per non mandare in default un settore fortemente provato da costi di produzione in aumento, a partire dalla redditività. Dal palco della Fazi è il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli che ha assicurato una rapida conclusione del Tavolo Latte, con un possibile adeguamento del prezzo nazionale.

I listini dovrebbero in effetti prendere la direzione ascendente, a fronte di una produzione europea stabile e di una domanda – in particolare di formaggi, produzioni cioè ad alto valore aggiunto – che si sta mantenendo su livelli positivi. La conferma del trend rialzista arriva anche da Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, una delle realtà del settore lattiero caseario più importante d’Italia, con oltre 2.400 dipendenti, oltre 600 allevatori conferenti e 1.280 milioni di euro di fatturato.

“I costi di produzione sono aumentati alle stelle, c’è un negoziato in atto perché bisogna fare in modo che lungo tutta la catena i costi di produzione vegano distribuiti – spiega dalla Fazi di Montichiari il presidente di Granarolo, Calzolari -; la tendenza non può che essere un prezzo in aumento, perché in Europa il prezzo del latte è cresciuto e non abbiamo, invece, aumenti di produzione. Stiamo vivendo ora una fase anomala, oggi l’Italia paga il latte meno della Germania: non è mai successo in modo stabile e, quindi, è inimmaginabile che si possa tenere ancora per lungo tempo una situazione del genere”.

“Il prezzo del latte spot, che è solo un riferimento, perché non è il prezzo del mercato – precisa Calzolari – ha dei valori alti. L’importante è riuscire a trasferire questa problematica lungo tutta la filiera, in modo che l’industria, da un lato, e la commercializzazione, dall’altra, siano in grado di recuperare questi maggiori costi”.

Anche il nodo dell’etichettatura, con i decreti che impongono l’indicazione d’origine delle materie prime, dovrebbe essere sciolto entro la fine dell’anno, così da evitare il ritorno alla mancanza di identità delle materie prime utilizzate. Resta l’incertezza per i prezzi delle materie prime che si mantengono elevati (mais + 52% rispetto a 12 mesi fa, soia +56%, orzo +43% su base tendenziale, fonte: Teseo.Clal.it) e che preoccupano in particolare la suinicoltura, dove le prospettive di aumento dei prezzi dei maiali sono più lontane in termini di tempo rispetto al settore lattiero e sono strettamente collegate ai mercati internazionali e dalla ripresa dell’import cinese.

La riforma della Politica agricola comune, che entrerà in vigore a partire dal 2023 e che non convince completamente gli agricoltori, è ora alle prese con la definizione del Piano strategico nazionale e da Coldiretti, proprio nel corso della 93ª Fazi di Montichiari, arriva la richiesta che almeno il 70% dei fondi stanziati dagli ecoschemi vengano impiegati per la zootecnia, a fronte del ruolo indispensabile che ha il segmento zootecnico anche a tutela della biodiversità e della manutenzione del territorio.

C’è sempre maggiore interesse alle nuove tecnologie che garantiscono benessere animale, la qualità delle produzioni, la multifunzione, ma anche allo stesso tempo il benessere dell’allevatore, perché le nuove tecnologie garantiscono un maggiore monitoraggio anche a distanza attraverso gli smartphone e altri device. La 94ª edizione della Fiera Agricola Zootecnica Italiana sarà promossa dal Centro Fiera di Montichiari nella seconda metà di ottobre del 2022.

redazione@oglioponews.it

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