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Covid a scuola, presidi diventano
"controllori sanitari": le perplessità

"Le scuole fin dall’inizio hanno risposto dimostrando efficienza e senso del dovere: rispetto a molte altre istituzioni sono quelle che hanno dimostrato maggiore capacità di adattarsi e di fronteggiare in modo efficiente una situazione di emergenza”.

Con le nuove indicazioni sulla gestione della quarantena a scuola, diramate in questi giorni dall’Istituto superiore di sanità, dai ministeri alla Salute e all’Istruzione e delle Regioni, crescono le incombenze a carico delle scuole, che dall’inizio della pandemia si sono viste moltiplicare di giorno in giorno le responsabilità: ora ai presidi toccherà anche diventare controllori sanitari. Insieme ai referenti Covid dovranno infatti individuare i possibili “contatti scolastici” del caso positivo e a prescrivere le misure relative.

Dunque, se c’è un positivo ma tutti gli altri compagni e i professori sono negativi, si rimane in classe; se i positivi sono due, vengono mandati a casa i non vaccinati; oltre i tre positivi, tutta la classe va in dad. E’ fondamentale che il primo tampone, seguito da uno di controllo dopo cinque giorni, venga assicurato immediatamente, per non fare perdere inutilmente giorni di scuola ai ragazzi.

Le scuole diventano quindi nuovamente punto focale per la gestione della pandemia, cosa che già era capitata anche lo scorso anno. “Ancora una volta un aggravio di responsabilità che non sarebbero proprie delle istituzioni scolastiche, a cui viene delegato il compito, laddove ci fossero dei rallentamenti da parte delle aziende sanitarie, di andare a individuare i casi sospetti o accertati e di avviare le quarantene laddove necessario” commenta Simona Piperno, preside del Ghisleri. “E’ una responsabilità importante che ci mette nell’occhio del ciclone di quella che è un’opinione pubblica che sta affrontando con disagio un ulteriore prolungamento delle misure previste dalle normative Covid”.

“Questo è ancora una volta la prova che la scuola è ritenuta uno strumento importantissimo, forse il più affidabile, per l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, perché tutte hanno fatto bene il loro lavoro” aggiunge Alberto Ferrari, preside del liceo Aselli. “Tuttavia, a volte sembra che la serietà e l’impegno che tutto il personale ha avuto diventino l’alibi per scaricare ogni incombenza sulle scuole e sui dirigenti”. Cosa che d’altro canto è già capitata lo scorso anno, quando “in alcuni momenti abbiamo dovuto far fronte a situazioni di emergenza in cu abbiamo dovuto fare opera di informazione e canale informativo, laddove non ve ne erano altri”.

Insomma, come aggiunge Piperno, “le scuole fin dall’inizio hanno risposto dimostrando efficienza e senso del dovere: rispetto a molte altre istituzioni sono quelle che hanno dimostrato maggiore capacità di adattarsi e di fronteggiare in modo efficiente una situazione di emergenza”.

Questo nonostante l’annoso problema della carenza di personale scolastico che da sempre affligge gli istituti, a cui si affianca il fatto che, conclude Ferrari, “non sempre abbiamo persone formate per questo tipo di lavoro. Ma come sempre metteremo il nostro impegno imparando cose che non saremmo chiamati a gestire”.

Laura Bosio

 

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