Economia
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Mercato immobiliare:
andamento e previsioni 2022

"Congelando il potere d’acquisto si rischiano forti perdite, poiché di pari passo dovrebbe incrementarsi anche l’ingrediente più importante nell’economia di un paese, che è il reddito da lavoro o d’impresa con una stabilità dei posti di lavoro".

“L’anno 2020, anno della pandemia, ha visto forti cambiamenti in molteplici scenari, da quello sanitario al quello sociale ed anche ovviamente in quello economico, che mai avrebbero potuto essere previsti. Anche il mercato immobiliare ne è stato travolto. Il dato principale è il ridimensionamento dei volumi di compravendita causati dalla chiusura forzata e dalla riduzione degli investimenti”. Inizia così la riflessione sul mercato immobiliare sull’andamento del mercato immobiliare del presidente ANAMA-CONFESERCENTI di Cremona Remo Castelli.

Nel consumatore italiano così come in quello cremonese è però “rimasta la volontà di acquistare la casa ad uso personale, desiderio incentivato anche dal mercato del credito dove oggi i tassi d’interesse offerti da alcuni istituti è proposto sotto l’1%”. Analizzando il mercato cremonese si possono notare quali sono gli sbalzi in positivo nelle varie
fasce di spesa con incrementi percentuali delle compravendite che si possono dividere nei seguenti importi: fino a 100 mila euro + 20%, tra i 100 e 200 mila euro + 15 % e dai 200 ed oltre + 0,7 %.

Facendo un rapido confronto con l’anno precedente, a novembre 2020 per gli immobili residenziali posti in vendita sono stati richiesti in media 1.400 euro al metro quadro, che rappresenta una variazione del 14,5 % rispetto a novembre 2021 in cui la richiesta media è stata di 1.600 euro al metro quadro. Dai dati raccolti da ANAMA CONFESERCENTI CREMONA, emerge che le famiglie italiane non sono ancora “consapevoli delle ripercussioni che la crisi avrà sulle loro capacità di spesa e quindi
sull’acquisto di un’abitazione soprattutto per mero investimento anche se la spesa nel settore immobiliare rimane sempre più ambita che quella puramente finanziaria”.

“La vera sfida ci aspetta nel 2022 – sottolinea Castelli -, anche se le previsioni indicano un lieve miglioramento. Si prevede infatti un recupero già nella prima parte del prossimo anno. Gli scenari proposti sono mutabili soprattutto dalla realtà sanitaria che ci aspetta e che oggi lascia dubbi e fragili ottimismi. Almeno per la prima metà del 2022 la tendenza dovrebbe rimanere stabile rispetto alla volatilità’ di quest’anno con una più che mai auspicabile tendenza al positivo nella seconda parte dell’anno non riuscendo però ancora a raggiungere i livelli economici pre Covid”.

Il presidente quindi conclude: “Quello che si può prevedere è uno scenario base in cui ci sarà ancora una minima contrazione dei valori di media annua dovuti anche ai probabili adeguamenti fiscali sulle rendite catastali nonché sui vari bonus ancora tutti da testare fino in fondo. Lo scenario più soft prevede una contrazione di soli cinque punti percentuali e un buon augurio per il 2022 potrebbe essere un anno di stabilità di fermo sui valori immobiliari. Per l’anno 2022 si auspica un consolidamento nell’aspetto economico di spesa delle famiglie sui loro budget futuri, perché proprio in questi mesi dove tutte le materie prime stanno aumentando queste prospettive vengono a mancare.

Congelando il potere d’acquisto si rischiano forti perdite, poiché di pari passo dovrebbe incrementarsi anche l’ingrediente più importante nell’economia di un paese, che è il reddito da lavoro o d’impresa con una stabilità dei posti di lavoro. Oggi più che mai che lo Stato, le regioni ed i comuni devono aumentare la loro ‘sensibilità’ e l’intransigenza verso consumatori e imprenditori, con incentivi non troppo articolati, più bassi ma semplici ed accessibili con una certa “ tranquillità burocratica”.

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