Ambiente
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Alluvioni, a rischio oltre il 60%
del territorio cremonese

I dati emergono dall'ultimo rapporto Ispra, che analizza le condizioni di pericolosità da alluvione in Italia.

Oltre il 60% del territorio cremonese è a rischio alluvioni: 1.083 km quadrati, su cui abitano 175.188 persone (la metà della popolazione). I dati emergono dall’ultimo rapporto Ispra, che analizza le condizioni di pericolosità da alluvione in Italia. Colpa di questa situazione, analizza il report, è l’azione dell’uomo: l’eccessiva antropizzazione porta ad un incremento delle possibili conseguenze avverse di fronte ai fenomeni meteorologici.

Andando a verificare la situazione nel dettaglio, della superficie a rischio, 174 km2 (9,8%) sono ad alto rischio, 267,9 (15,1%) a medio rischio e 641 (36,2%) a basso rischio. Per quanto riguarda invece la popolazione, 19.057 persone (5,3%) sono a rischio alto, 52.786 (14,8%) medio e 103.345 (28,9%) basso. Per quanto riguarda i beni culturali esposti al rischio di allagamento, sono 414 (56%), di cui 34 (4,6%) alto rischio, 127 (17,2%) a medio e 253 (34,2%) basso. Infine il report analizza gli impianti che si trovano in zone problematiche, 69, di cui (6,2%) rischio alto, 17 (11,6%) rischio medio e 43 (29,5) basso.

In larga parte questo dipende, secondo Ispra, dalla sottrazione di spazi di naturale espansione delle piene, della riduzione della capacità di drenaggio delle superfici per effetto di un significativo e progressivo consumo di suolo e dell’intensificazione dei fenomeni estremi per effetto dei cambiamenti climatici.

L’occupazione e lo sfruttamento delle piane inondabili da parte dell’uomo, ad esempio, per l’edificazione di strutture abitative, industriali, commerciali, di infrastrutture funzionali alle necessità sociali ed economiche o per scopi agricoli, hanno imposto la necessità di difendere quelle aree in una logica di protezione dell’esistente e di ulteriore espansione, confinando tuttavia i corsi d’acqua in ambiti sempre più ristretti. Un fenomeno che nel Cremonese è piuttosto diffuso, considerando le attività che sorgono lungo il fiumi.

A questo si accompagna il tema dei cambiamenti climatici, che incidono in maniera significativa sul modo in cui le precipitazioni si distribuiscono nello spazio e nel tempo. Ciò, con riferimento alle alluvioni, si traduce in un aumento delle portate e dei volumi di piena.

Guardando ai singoli comuni del territorio, in effetti, quelli più in pericolo (ossia dove il rischio riguarda il 100% del territorio) si trovano nelle zone golenali o comunque a ridosso del fiume Po: Casalmaggiore, Gerre de’ Caprioli, Martignana Po, Gussola, Motta Baluffi, Rivarolo del Re, San Daniele Po, Scandolara Ravara, Spineda e Torricella del Pizzo. Livelli elevati anche a Stagno Lombardo (99%), Cingia de Botti (88%), Casteldidone (86%), Cella Dati (81%), San Daniele Po (80%), San Giovanni in Croce e e Pieve d’Olmi (73%), Solarolo Rainerio (72%), Calvatone (70%). Cremona città ha un livello di rischio del 54% e Crema poco più del 19%.

LaBos

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