Ambiente
Commenta

L'eremita del Po: "I comuni destinino
un'area verde agli alberi da frutta"

Una proposta semplice, quella che mi sento di avanzare, che possa unire in un unico grande progetto l’intera fascia fluviale del Po. Per un fiume più vivibile e vissuto, più verde e, perché no, più buono e genuino

Tramonto sui filari - Foto: Paolo Panni

I Comuni rivieraschi del Po destinino un’area verde del loro territorio alla piantumazione di alberi da frutto, creando così spazi più colorati, profumati ed educativi. Non importano le dimensioni, ma siano semplicemente zone in cui i ragazzi, magari con l’aiuto dei “nonni”, apprendano non solo l’importanza della tutela del Creato, ma anche la bellezza della cura della terra, degli alberi e del successivo raccolto. Spazi, eventualmente messi a disposizione dai privati, che possano essere eventualmente dedicati al ricordo di persone del paese che sono “andate avanti”. Affinchè un ricordo perenne sia anche l’occasione per vivere, custodire e frequentare aree all’aperto, cogliendone i frutti: nel vero senso di questo termine.

Una proposta semplice, quella che mi sento di avanzare, che possa unire in un unico grande progetto l’intera fascia fluviale del Po. Per un fiume più vivibile e vissuto, più verde e, perché no, più buono e genuino.

Un celebre detto dei nativi americani ricorda che “Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi” mentre il cardinale Carlo Maria Martini scriveva che “Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto”. Nelle terre accarezzate dal Grande fiume si costruiscano allora nuove colonne a beneficio del mondo, che idealmente possano creare quell’abbraccio speciale tra cielo, terra ed acqua. Lo si faccia imparando, attraverso i frutti, a seminare e custodire il Creato, cogliendone i doni preziosi, in ogni stagione. Ricordando, come diceva Santa Teresa d’Avila, che “Un albero piantato in riva all’acqua corrente si conserva più fresco e dà frutti più copiosi”.

Una iniziativa che può anche inserirsi, in parallelo, alla campagna “Mettiamo radici per il futuro”, il piano della Regione per fare dell’Emilia Romagna il “corridoio verde” d’Italia con la piantumazione entro il 2024 di 4,5 milioni di alberi in più: uno per ogni residente. Obiettivi e programma della nuova fase della campagna, decollata il primo ottobre scorso, saranno tra l’altro illustrati dall’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, sabato 20 novembre, a Boretto, nel corso dell’evento-itinerante “Un Po più verde”, a bordo della motonave Stradivari, lungo l’asta del grande fiume. Occasione che sarà anche utile per presentare le linee principali del grande progetto di rinaturazione del Po, finanziato dal Pnnr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), che vede insieme le quattro regioni rivierasche: oltre all’Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto. La giornata si concluderà tra l’altro con la premiazione dei progetti vincitori del bando forestazione urbana 2021 rivolto ai Comuni e delle best practice per la piantumazione. Interverranno, tra gli altri, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Po Meuccio Berselli; il direttore dell’Agenzia interregionale per il Po, Luigi Mille e il Comandante generale dei carabinieri forestali, Fabrizio Mari.

Paolo Panni, Eremita del Po

© Riproduzione riservata
Commenti