Cronaca
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Filiera Corta Solidale, lotta alla
povertà alimentare: il progetto

Non si tratta quindi di un intervento solo assistenziale, ma di un progetto che mira ad avere un’importante ricaduta sulla comunità, stimolando ad adottare una dieta sostenibile come gesto di responsabilità per la propria salute, per quella della comunità e del Pianeta.

Nelle prossime settimane prenderà avvio il progetto “Una Filiera per il diritto al cibo sano e giusto”, finanziato dall’8 per mille della Chiesa Valdese, per il contrasto alla povertà alimentare. Il progetto, promosso da Filiera Corta Solidale, consentirà di rafforzare l’assistenza alimentare integrando i pacchi alimentari preparati per le fasce più fragili della popolazione cremonese con prodotti sani, provenienti da piccole aziende agricole locali che praticano un modello di agricoltura sostenibile.

Il progetto è frutto di un lavoro di rete tra enti del terzo settore cremonese, iniziato durante i momenti più difficili dell’emergenza sanitaria, che nel tempo ha cercato di sviluppare un’assistenza alimentare di qualità.

Da quasi due anni, la sensibilità dei soci e di alcune realtà imprenditoriali del nostro territorio ha permesso a Filiera Corta Solidale, in collaborazione con AVAL, Città dell’Uomo, No Spreco e San Vincenzo, di fornire settimanalmente prodotti freschi e di qualità a un bacino di 350 famiglie. La pratica della “cassetta sospesa” ha rappresentato un’efficace modalità di raccolta fondi permettendo di distribuire circa 50 quintali di frutta e verdura.

Col finanziamento della chiesa Valdese sarà possibile affiancare a questo impegno dei percorsi di educazione alimentare, che mettano in evidenza il raccordo tra cibo e salute, e degli incontri con i produttori locali e realizzare un’analisi dell’impatto ecologico, in termini di emissione di CO2 equivalente evitata, dei prodotti utilizzati per l’assistenza alimentare.

Una recente ricerca sul campo ha mostrato come proprio la fascia di popolazione più debole faccia fatica a riconoscere il nesso tra alimentazione e salute, utilizzando come unico criterio di scelta la convenienza economica senza avere nessuna consapevolezza dell’impatto ambientale delle proprie azioni quotidiane.

Non si tratta quindi di un intervento solo assistenziale, ma di un progetto che mira ad avere un’importante ricaduta sulla comunità, stimolando ad adottare una dieta sostenibile come gesto di responsabilità per la propria salute, per quella della comunità e del Pianeta.

redazione@oglioponews.it

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