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Lupo cremonese? Il professor
Davide Persico: "Non è un pericolo"

I lupi sono pericolosi per l'uomo? "Falso. Il lupo, per indole, tende a evitare il contatto con l'uomo. La vicinanza a cascine, spesso, è legata all'eliminazione incauta di rifiuti organici (carcasse, placente) che possono attrarre i predatori per nutrirsi senza lo spreco di fatica dell'atto predatorio"

Un lupo che sta predando una nutria

D’estate è la pantera a riempire i giorni dei cremonesi. Avvistamenti, impronte, chi giura di essersela trovata davanti. Basta il gatto un po’ ciccione della signora Maria che decide di farsi una scampagnata tra fossi e rive ombrose (dove ancora ne permangono), una foto dalla quale non si capisce nulla e dove, al massimo, si vede un ammasso di pelo nero dalla dubbia natura e la storia è fatta. Naturalmente, della pantera, e dopo tanti anni, non c’è mai stata traccia. Nessuno l’ha mai presa che, a voler ben vedere, è motivo in più per riproporla, fresca fresca l’estate successiva. D’inverno è il turno delle storie dei lupi.

I lupi, nella campagna cremonese, ci sono davvero. Anche se questa storia è in parte esagerata. Perché il lupo non costituisce un pericolo per l’uomo e spesso neppure per gli allevamenti. In genere scappa, se ne sta alla larga ben consapevole che nel bestiario di questo pianeta non c’è animale più pericoloso di quello cogitante che cammina eretto. Anzi, la presenza di lupi, nell’ecosistema, è pure un bene: come emerge dagli studi e dalle osservazioni di uno studioso (vero) tra le altre cose di zoologia, il professor Davide Persico dell’università di Parma (sindaco di San Daniele Po) i lupi sembrano gradire una preda che in natura si trova in abbondanza e in posti poco antropizzati: la nutria. Il lupo non è un pericolo per l’uomo, ribadiamo: il contrario purtroppo non è altrettanto vero.

Queste le parole spese, dopo l’ennesimo – al lupo! al lupo! – di questi giorni, dal professore. Che si fa le domande e si dà le risposte e non ci concede neppure la fatica di fargliele noi. Titola le sue parole con – Alcune considerazioni sulla presenza dei lupi nella campagna cremonese -. Sono parole chiare, e non dette a caso.

Ultimamente c’è un evidente aumento di lupi?Falso, c’è altresì un aumento degli avvistamenti dettato dalla scarsa vegetazione invernale. non sono aumentati i lupi, sono solo più visibili. due, tre avvistamenti in una settimana in un’area di 80-100kmq, non corrispondono a 4, 8, 12, 16 esemplari, ma a tante fotografie o riprese degli stessi 2-4 esemplari nel loro territorio (home range)

Morti sospette tra animali domestici nei pollai. visto che si sono visti dei lupi sono loro la causa!Falso, finchè non c’è un riscontro diretto evidenziato da tracce di predazione, impronte negli allevamenti, resti di pasto tra gli escrementi attribuibili ai lupi, altri carnivori più elusivi e difficilmente visibili possono essere colpevoli di predazione. In particolare volpi e faine possono contribuire a colpire i pollai (e con maggiore probabilità)

I lupi sono pericolosi per l’uomo?Falso. Il lupo, per indole, tende a evitare il contatto con l’uomo. La vicinanza a cascine, spesso, è legata all’eliminazione incauta di rifiuti organici (carcasse, placente) che possono attrarre i predatori per nutrirsi senza lo spreco di fatica dell’atto predatorio“.

Per indole i lupi sono vocati a predare pecore, capre, galline?Nella pianura cremonese difficilmente questi animali domestici sono allevati allo stato brado e questa è una differenza sostanziale con quanto spesso avviene o avveniva in montagna. dati recenti su lupi in golena e anche al di fuori di essa, mostrano una netta propensione di questi predatori a cacciare minilepre e nutria, con una chiara azione di contenimento di alloctoni potenzialmente dannosi. E’ uno dei rari casi in cui un predatore naturale si trova a svolgere una funzione di contenimento di specie introdotte per errore antropico

Il problema dei lupi, nel cremonese esiste?Non è una affermazione corretta. Il problema viene a manifestarsi se questi predatori cominciano ad essere invasivi e a competere con l’uomo. ma questo non è al momento il caso della campagna cremonese, dove al momento persistono solo segnalazioni troppo spesso utilizzate e strumentalizzate in maniera allarmante ai fini mediatici“.

E’ possibile una convivenza tra l’uomo e questi predatori?Assolutamente sì, attraverso opportuni accorgimenti mirati ad evitare sovrapposizione di habitat, eliminando con maggiore attenzione e consapevolezza i rifiuti di stalla, di allevamento. utilizzando recinzioni adeguate e metodi di allevamento consapevoli della presenza di predatori attirabili da comportamenti superficiali. ridurre o evitare la competizione con l’uomo. prestare maggiore attenzione al randagismo canino“.

I lupi sono aumentati perché sono stati reintrodotti?Affermazione assolutamente falsa, l’aumento di popolazione di lupo deriva da politiche ambientali e di tutela della specie ben fatte ed eseguite nel tempo, da quando la specie canis lupus venne portata sull’orlo dell’estinzione“.

Se ci sono lupi che disturbano è lecito farsi giustizia da soli?Assolutamente no, la specie è protetta e l’abbattimento di esemplari viene perseguito col penale“.

La presenza di questa specie naturale è un segnale di rinnovata salute ambientale?Non proprio. La presenza di predatori dipende rigorosamente dall’elevato numero di prede: caprioli, cinghiali, minilepri, nutrie e selvaggina. se i lupi sono tornati in pianura dalla montagna, lo si deve principalmente all’immissione sbagliata di specie alloctone estremamente invasive e al loro foraggiamento per incrementarne il numero a scopi venatori. azione umana ecologicamente impostata di contenimento delle prede comporterebbe certamente e conseguentemente una diminuzione naturale dei predatori. E’ certezza assoluta inoltre che la cattiva e allarmistica informazione non possa portare altro che a fenomeni di bracconaggio e alla mancanza di tutela di questa specie. dato che la stampa spesso cavalca queste notizie, il rimedio va posto alla base e deve partire da tutti noi: se avrete la fortuna di incrociare un lupo ammiratelo in tutto il suo splendore tenendo il cellulare e la fotocamera in tasca. nessuna immagine non significa non aver vissuto una esperienza splendida ed emozionante ma semplicemente averla vissuta con la consapevolezza di aver contribuito alla tutela dell’esemplare aumentandone la possibilità di sopravvivenza, con l’opportunità, straordinaria, magari, di poterlo rivederle ancora, ancora e ancora, godendo della sua esistenza“.

Null’altro da aggiungere alle parole del professor Davide Persico. Sino al prossimo avvistamento (e pure dopo, se ne abbiamo la forza) possiamo stare tranquilli. Il lupo è parte di un’ecosistema che ha un unico infinito pericolo: quello della sconsiderata azione umana.

Nazzareno Condina

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