Solidarietà
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Maroli e le Sentinelle, aiuto concreto
ai migranti della rotta balcanica

In alta Val di Susa, i migranti passano quasi ogni giorno, in mezzo a centimetri di neve: 9mila persone in nove mesi, come spiega un bel reportage di “Avvenire”. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Foto: New York Times

La chiamano la rotta dei migranti. E suggerisce una suggestione che direttamente riporta alla mente momenti tragici dell’umanità. Come la rotta degli ebrei lungo le Alpi, durante la Shoah.

In alta Val di Susa, i migranti passano quasi ogni giorno, in mezzo a centimetri di neve: 9mila persone in nove mesi, come spiega un bel reportage di “Avvenire”. Il 60% di loro arriva dalla cosiddetta rotta balcanica e cerca fortuna – o per meglio dire salvezza – in Francia o in altri paesi dell’Unione Europea. Ad accoglierli, alla stazione di Oulx, considerato il limite occidentale della rotta balcanica, sono i volontari del rifugio “Fraternità Massi”.

Ed è a questo rifugio – oltre che indirettamente agli stessi migranti – che Alessandro Maroli, medico di Casalmaggiore, intende dare una mano con l’associazione nata da poco “Sentinelle sulle mura”, nata dalla sua passione per l’apicoltura. Con un gesto molto concreto, rivelato proprio sotto Natale, per andare oltre le parole di circostanze e perché l’augurio si specchi in un segnale di umanità: la raccolta di scarponi usati da destinare proprio a quelle persone.

G.G.

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