Cronaca
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Nuove indennità per i sindaci:
ecco come potrebbero cambiare

I fondi messi a disposizione dallo Stato (100 milioni per integrare il Fondo indennità nazionale per quest’anno; 150 milioni l’anno prossimo e 220 per il 2024) non bastano a coprire la maggiore spesa e ogni comune quindi deve fare i conti in casa propria.

La nuova Legge di Bilancio prevede un aumento variabile a seconda della classe demografica del Comune e parametrato all’indennità lorda mensile dei presidenti di Regione (13.800 euro). Ogni comune potrebbe fin da quest’anno applicare l’incremento massimo se il proprio bilancio glielo permettesse ovvero che se ciò non alterasse gli equilibri di bilancio. I fondi messi a disposizione dallo Stato (100 milioni per integrare il Fondo indennità nazionale per quest’anno; 150 milioni l’anno prossimo e 220 per il 2024) non bastano a coprire la maggiore spesa e ogni comune quindi deve fare i conti in casa propria.

Ma l’anno nuovo porterà un regalo anche ai consiglieri comunali: come si legge in una nota dell’Anci, “l’aumento delle indennità dei Sindaci ridetermina anche il compenso massimo mensile percepibile dai Consiglieri comunali, che è pari ad un quarto dell’indennità del Sindaco. La norma non incide direttamente sul valore del gettone di presenza dei Consiglieri comunali ma, indirettamente, agisce sul valore dell’ammontare complessivo percepito (….) Ogni altra interpretazione non terrebbe conto del principio della successione delle leggi nel tempo (…)”.

La legge sull’aumento delle indennità premierà anche gli amministratori dei piccoli comuni, la maggioranza in provincia di Cremona. Questi gli aumenti (rapportati sempre all’indennità dei presidente di regione, 13.800 euro) se approvati da ogni singolo comune (che può però anche decidere di mantenere lo status quo):

  • 45% per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti;
  • 35% per i sindaci dei comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti;
  • 30% per i sindaci dei comuni con popolazione da 10.001 a 30.000 abitanti;
  • 29% per i sindaci dei comuni con popolazione da 5.001 a 10.000 abitanti;
  • 22% per i sindaci dei comuni con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti;
  • 16% per i sindaci comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti.

Giuliana Biagi

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