Cronaca
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Addio all'avvocato Cesare
Gualazzini. Il Foro lo piange

Oltre ad essere un “principe del Foro”, Cesare Gualazzini era anche un liutaio professionista. Quando non era impegnato in aula nel pronunciare le sue famose arringhe, si dedicava alla chitarra classica che lui stesso costruiva

Lutto nel mondo dell’avvocatura e della cultura: è scomparso l’avvocato Cesare Gualazzini, 82 anni compiuti lo scorso 3 gennaio. Uno degli ultimi decani del Foro cremonese. Una carriera molto lunga, quella dell’avvocato Gualazzini, costellata da grandi processi e grandi vittorie. Professionista stimato e apprezzato da tutti, è stato il protagonista indiscusso di una miriade di procedimenti penali, molti dei quali di rilevanza nazionale.

Era nato a Reggio Emilia e la sua data di iscrizione all’Albo risale al 13 maggio del 1968. Nonostante le sue condizioni fisiche gli limitassero i movimenti, neppure in questi ultimi tempi ha smesso di lavorare e di varcare la soglia del tribunale, seppur in sedia a rotelle, spesso accompagnato dalla sua amata moglie Maresa. Il suo studio di via Morsenti era la sua seconda casa.

Amava moltissimo la sua professione, che ha sempre onorato con rigore, correttezza e serietà. “Fare l’avvocato è il mestiere più affascinante del mondo”, diceva. “E’ come essere protagonista di quelle avventure che la gente vede nei film”. Ma era anche amante dell’arte, della storia e della musica. Suo padre Ugo, scomparso il 12 ottobre 1995, era un noto e stimato storico cremonese a cui Cremona ha dedicato la piazzetta posta all’incrocio tra via Cadore e via Ettore Sacchi, in fondo a via San Salvatore.

Oltre ad essere un “principe del Foro”, Cesare Gualazzini era anche un liutaio professionista. Quando non era impegnato in aula nel pronunciare le sue famose arringhe, si dedicava alla chitarra classica che lui stesso costruiva. In oltre 40 anni ne ha realizzate 12. “Resto sempre affascinato dal suono della chitarra classica”, diceva spesso. “Su di me ha un vero e proprio effetto ipnotico”. Con la morte di Gualazzini, Cremona perde un pezzo importante della sua storia.

Sara Pizzorni

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