Cronaca
Commenta

Carcere, il sindacato lancia l'allarme:
"E' una bomba a orologeria"

“Se il peggio ad oggi non è ancora accaduto è solo ed esclusivamente grazie alla grande professionalità e spirito di abnegazione che contraddistingue i poliziotti in servizio nel reparto Cremonese” conclude Fellone.

Il carcere di Cremona è una bomba a orologeria. A lanciare l’allarme è Antonio Fellone, segretario generale aggiunto del Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria), che lamenta la crescita esponenziale di detenuti, ora 452, a fronte di una capienza che secondo l’ultimo report pubblicato dall’associazione Antigone, sarebbe intorno di 400.

Il problema è, soprattutto, legato alla presenza di stranieri, “che a Cremona sfiorano l’ 85% dei detenuti totali, suddivisi in circa 40 etnie” spiega Fellone. “Senza contare gli psichiatrici, che sono numerosissimi e che creano non pochi problemi: gli episodi di violenza e soprattutto autolesionismo sono all’ordine del giorno”.

A fronte di questo, secondo il sindacalista, c’è un grave problema di organico: ormai da tempo nella struttura manca un Comandante effettivo. “Ciò crea non pochi problemi sia all’organizzazione del lavoro che alla gestione dei poliziotti stessi, privi di una figura fondamentale, un punto di riferimento. In questi anni si sono avvicendati vari Comandanti inviati da altri istituti della regione e non con scarsissimi risultati.

Soprattutto considerando che quello di via Ca’ del Ferro è un istituto di non facile gestione, che già vive di per sé una fortissima carenza di organico sia tra i sottufficiali che tra gli agenti/assistenti. Ad oggi si contano circa 50 unità in meno rispetto al previsto”.

Ma le carenze non riguardano solo la polizia: dei 7 educatori previsti ve ne sono solo due. “La situazione è diventata insostenibile. Abbiamo scritto più volte all’amministrazione per informarla della gravissima situazione, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. Così come non hanno avuto seguito le nostre manifestazioni, fatte all’esterno dell’istituto. Ma anche il dialogo con la direzione del carcere è fermo”. Tanto che il sindacato è pronto ad allargare la propria protesta e a portarla a Milano, davanti al Provveditorato dell’amministrazione Penitenziaria.

“Se il peggio ad oggi non è ancora accaduto è solo ed esclusivamente grazie alla grande professionalità e spirito di abnegazione che contraddistingue i poliziotti in servizio nel reparto Cremonese” conclude Fellone.

LaBos

© Riproduzione riservata
Commenti