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Piccinelli: "Il nuovo Punto
Prelievi? Siamo al paradosso!"

"Tutti i servizi che la riforma prevede collocati in uno spazio fisico ben riconoscibile e accessibile, chiamato Casa di comunità, da noi sono polverizzati in spazi suppletivi, tutti in affitto come il negozio per i prelievi in via Petofi, altri spazi in affitto per il Centro psicosociale in via Roma, altri spazi in affitto per Ufficio igiene in via Formis, spazi sottratti all’ospedale Oglio Po". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Non tutti sono felici dell’apertura del nuovo punto prelievi ASST di via Petofi. A muovere un qualche appunto sulla gestione delle risorse la consigliera d’opposizione Annamaria Piccinelli (Vivace & Sostenibile). Profonda conoscitrice delle dinamiche sanitarie, per essersene sempre occupata, non cela il proprio disappunto.

L’idea di Casa di Comunità, per iniziare, che dovrebbe aggregare servizi in un unico spazio riconoscibile, da noi è polverizzata. “Dire che è paradossale – ci spiega – è dire poco: una ristrutturazione milionaria e lauto affitto mensile per un palazzo risultato pressoché inutilizzabile, quello di piazza Garibaldi 3, e uno spazio a dire poco ideale messo all’asta, l’ex ospedale di via Cairoli. Ne consegue che tutti i servizi che la riforma prevede collocati in uno spazio fisico ben riconoscibile e accessibile, chiamato Casa di comunità, da noi sono polverizzati in spazi suppletivi, tutti in affitto come il negozio per i prelievi in via Petofi, altri spazi in affitto per il Centro psicosociale in via Roma, altri spazi in affitto per Ufficio igiene in via Formis, spazi sottratti all’ospedale Oglio Po con il recente trasferimento della medicina legale e i molti altri servizi previsti nelle Case di Comunità che non si sa dove li metteranno“.

La questione torna al vecchio ospedale: una struttura ormai fatiscente lasciata andare negli anni ed ora in vendita (anche se al momento non se la compra nessuno, anche per gli stretti vincoli architettonici della parte che guarda a via Cairoli): “E intanto – prosegue Piccinelli – dopo averlo fatto marcire per anni, si vende ai privati uno spazio di proprietà di Asst, con parcheggio, che già era stato in parte ristrutturato in previsione di trasferirci servizi che poi sono stati collocati altrove e che oggi sarebbe una perfetta Casa di Comunità. E mentre al posto della nostra Casa di Comunità vedremo sorgere altri condomini e avremo una Rimini in riva al Po, dobbiamo fare la caccia al tesoro per trovare i servizi sparpagliati a destra e a manca, con esborsi di affitto e non credo nemmeno che potremo averli tutti“.

Su tutto lo spettro del DM70: “E poi l’altro spettro che incombe – conclude la consigliera comunale – ossia un DM 70 che ha già reso possibile la chiusura del Punto nascite e che nel medio tempo potrebbe fare altro spazio presso l’ospedale Oglio Po per trasferirci servizi ora in affitto (come già accaduto per la medicina legale) o addirittura altro. Voglio ricordare che su queste questioni ho già fatto due mozioni in Consiglio poi presentate sui giornali, ho fatto un intervento televisivo, ho chiesto e ottenuto un incontro dell’intero Consiglio con i Dirigenti dell’Asst, ho scritto al Sindaco elencando i miei timori e ultimamente ho mandato una mail e poi una lettera cartacea consegnata a mano all’Assessore Moratti. Mi sento di star assistendo a un progressivo peggioramento dei servizi pubblici a fronte di una avanzata di molteplici servizi privati sul sfondo di una città in cui il concetto di rigenerazione urbana viene interpretato con logiche oscillanti tra gli anni ’60 e il feudalesimo“.

N.C.

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