Cronaca
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M5S, convegno contro la violenza
subita dagli operatori sanitari

Le sigle presenti alla tavola rotonda: Muttillo Giovanni, Gabriella Scrinieri di Orgogliosamente Infermieri, Donato Cosi di Nursind, Rosa Melgarejo di Infermieri nel mondo, Angelo Macchia di Nursing Up, Santa Murgo del Movimento OSS Italia.

Sabato mattina a Palazzo Pirelli, si è svolto il convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle di Regione Lombardia, dedicato alla Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio sanitari.

Numerosi i contributi di professionisti e rappresentanti delle istituzioni, come la deputata del M5S, Stefania Mammì e il consigliere regionale M5S, Gregorio Mammì, tutti hanno promosso la cultura della non violenza, con l’educazione, la gentilezza, e l’attenzione per una forte azione corale. Bisogna migliorare l’ambiente e la sicurezza sul lavoro, incentivare la comunicazione esterna con iniziative di sensibilizzazione. Per gli operatori sanitari questa esperienza di violenza è devastante a livello fisico e psichico, e oggi chiedono più formazione e assunzioni oltre un patto comune tra istituzioni, sindacato e aziende ospedaliere.

I casi di aggressione nel nostro Paese, accertati dall’Inail dal 2015 al 2019, sono stati 11.000, una media di oltre 2 mila casi all’anno. Il 9% del totale degli infortuni nel settore sanità e sociale, sempre in questi 5 anni, sono casi di aggressione. Nove episodi di violenza su dieci provengono da pazienti, familiari o altre persone esterne ai servizi di assistenza. Le donne sono il soggetto più colpito, oltre il 73%. Un’indagine di Tor Vergata svolta nel 2019, afferma che la violenza fisica si manifesta, nel 58%, sotto forma di: sputi (43,1%), lancio di oggetti (43,1%), graffi, schiaffi e pugni il 39%. Tutto questo crea nell’operatore ripercussioni psicologiche drammatiche, infatti, il 58,8% prova rabbia, il 42,3% prova ansia, disgusto e il 28% ha paura. In Lombardia il 64% del personale tecnico e sanitario che opera sui mezzi di soccorso è stato vittima di violenza.

On. Stefania Mammì, M5S, Camera dei Deputati della Repubblica Italiana e componente Commissione permanente XII Affari sociali: “Questa giornata ha lo scopo di promuovere una cultura della condanna di ogni violenza ai danni di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari e socio sanitari. Mi auguro che l’istituzione di questa ricorrenza, e il lavoro che stiamo portando avanti con gli operatori sanitari, possano servire a risanare il rapporto di fiducia tra paziente e operatore, per il buon funzionamento del sistema sanitario. Non possiamo permettere che i sanitari siano il parafulmine dell’insoddisfazione di malati e familiari. Dopo le numerose aggressioni avvenute ho anche presentato un atto indirizzato al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro Speranza, invitando la politica a prendere atto dell’urgenza di garantire maggiore sicurezza ai presidi sanitari. È compito dello Stato assicurare il diritto di cura ai malati e allo stesso tempo la dignità e la sicurezza di tutti coloro che operano nel sistema sanitario, per questo con la legge 113/2020 viene istituito un Osservatorio Nazionale che  vede la presenza di rappresentanze dei ministeri di salute, interno, giustizia, difesa e lavoro, oltre a 8 componenti delle regioni e un rappresentante dell’Inail e di Agenas”, conclude la deputata Mammì.

Gregorio Mammì, Consigliere regionale M5S Lombardia: “Oggi abbiamo vissuto un momento importante di confronto con gli operatori sanitari per discutere di prevenzione contro la violenza che ancora oggi subiscono sul posto di lavoro. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo ritenuto doveroso fermarci a discutere di come tutelare chi ha fatto della cura degli altri il proprio lavoro. Regione Lombardia si è impegnata molto a parole con i professionisti della sanità, specialmente quando è stato il momento di chiedere sacrifici e sangue perché la pandemia colpiva più duramente, ora è il momento di dare seguito alle chiacchiere mettendosi davvero al lavoro per garantire a chi sta in corsia, nelle nostre Rsa e nelle nostre case, contratti di lavoro dignitosi e sicurezza sul lavoro. Ancora oggi, infatti, si contano troppe rivendicazioni non soddisfatte e troppe aggressioni di cui sono vittime soprattutto le donne. Allora se si parla tanto di parità di diritti, iniziamo a offrire alle donne la parità di sicurezza sul lavoro. Altrimenti continuiamo a scrivere leggi vergate con parole bellissime, ma a non applicarle mai”, conclude il pentastellato Mammì.

Presenti il dottor Enrico Burato, della Dg Welfare di Regione Lombardia; Prof. Giorgio Costantino, direttore medicina d’urgenza Fondazione I.r.c.c.s., Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano; il dottor Giordano Pochintesta, consigliere Ordine dei Medici, il dottor Enrico Marsella, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cremona e Antonella Luci, presidente Associazione Movimento Oss Italia.

Le sigle presenti alla tavola rotonda: Muttillo Giovanni, Gabriella Scrinieri di Orgogliosamente Infermieri, Donato Cosi di Nursind, Rosa Melgarejo di Infermieri nel mondo, Angelo Macchia di Nursing Up, Santa Murgo del Movimento OSS Italia.

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