Cronaca
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ARCES, ieri mattina partito il
secondo carico d'aiuti all'Ucraina

"A Viadana - ci racconta il presidente - la macchina della solidarietà continua ad essere attiva. Aiuti arrivano e continuano ad arrivare, e con loro anche gesti concreti: abbiamo già ricevuto alcune segnalazioni di famiglie disposte ad accogliere mamme con bambini. Questo ci fa onore"

Un secondo viaggio, non curato direttamente da ARCES (impossibile pensarlo, per come è stato concepito) ma inizialmente dalla comunità Ucraina di Parma. Sarà una missione complessa, con un’alta possibilità che non arrivi a destinazione. Perché la destinazione è Sumy, al confine tra Russia e Ucraina, e per arrivarci bisognerà rischiare il tutto per tutto. Tutto è partito da una richiesta fatta da Valentina, ex badante ucraina in Italia da 15 anni. Valentina è nativa proprio della città al confine, isolata da giorni, una delle prime ad essere colpita dalle bombe. Saranno i nipoti di Valentina, Bodgan, Igor e Stepan a varcare il confine (probabilmente quello moldavo) e a cercare di raggiungere la loro città. Hanno caricato medicinali e tanto materiale per i bambini, insieme a cibo a lunga conservazione. Una missione pericolosa, alla luce degli accadimenti attuali, che i tre ucraini parmensi cercheranno di portare a termine.

Ieri mattina, alla partenza del carico c’erano, insieme al presidente Giuseppe Guarino, i consiglieri di minoranza Alessia Minotti e l’ex consigliere Silvio Perteghella. Da loro un invito al presidente Guarino a continuare la meritoria opera di volontariato. Nessun rappresentante della maggioranza, ma non è una novità in una realtà come quella viadanese che non annovera certo ARCES tra le associazioni degne di attenzione.

Questa seconda missione di ARCES viaggia di pari passo con l’impegno di prendersi cura anche degli Ucraini arrivati sul territorio. ARCES Viadana sta lavorando su due fronti: l’aiuto a chi è già in Italia e quello di chi è rimasto in Ucraina. Due diversi fronti, entrambi complessi in termini di organizzazione. “A Viadana – ci racconta il presidente – la macchina della solidarietà continua ad essere attiva. Aiuti arrivano e continuano ad arrivare, e con loro anche gesti concreti: abbiamo già ricevuto alcune segnalazioni di famiglie disposte ad accogliere mamme con bambini. Questo ci fa onore“.

La sede dell’Associazione, in via Garibaldi 13 è aperta tutti i giorni, tranne sabato e domenica, dalle 16.30 alle 17.30 e prosegue la raccolta. A Viadana ci sono almeno 4 famiglie giunte dall’Ucraina, tre ricongiunte ed una accolta da una famiglia viadanese. Alcune di loro hanno familiari, mariti, fratelli, padri al fronte. Giuseppe Guarino racconta una storia di una di queste famiglie. A Viadana era giunta una famiglia composta da nonna, figlia e due piccoli. La nonna, giunta in Italia, è stata colta da malore ed è stata ricoverata prima a Oglio Po e poi a Brescia. A Brescia non è sopravvissuta. “Cercheremo di occuparci anche di loro. Ci sono tante storie toccanti – spiega Guarino – noi da parte nostra cerchiamo di aiutare chi ce lo chiede e per come possiamo. Cerchiamo di dare loro quello di cui hanno bisogno. Abbiamo persone che parlano l’ucraino vicine a noi che ci aiutano nel comprenderli perché la lingua è un grosso ostacolo. Cerchiamo di fare il possibile e lo faremo sino a quando sarà necessario, sperando che la guerra finisca presto e che si trovi una strada per vivere in pace“.

Chi volesse contribuire lo può fare anche attraverso il sito: www.arcesviadana.odv.it dove si trova l’indirizzo Iban del c/c bancario oppure PayPal direttamente online.

Continueremo a raccogliere e a prenderci cura di chi possiamo. Siamo volontari ed è quello che sappiamo fare. Grazie a tutti coloro che ci stanno dando una mano: tanti viadanesi che ci conoscono, sanno quello che facciamo e come lo facciamo“.

N.C.

 

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