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M5S: "Terra, aria e acqua sani:
ecco le nostre proposte"

La situazione bellica non deve farci dimenticare le altre emergenze in corso. Talvolta la soluzione a una crisi è utile anche per le altre. La consapevolezza dei limiti ambientali sta contagiando molti e si sta traducendo in modifiche dello stile alimentare.

«La guerra in Ucraina sta complicando una crisi pandemica e climatica. L’Italia secondo i dati Istat importava il 12% del mais dall’Ucraina nel 2019 (sceso al 6% nel 2020 anche a causa della pandemia). Si rischia di avere difficoltà logistiche, e non solo, per via dell’import anche da altri paesi: il 40% del mais italiano, infatti, viene importato. Oltre 4 milioni e 600 mila tonnellate. In tutto l’Italia nel 2020 ha importato oltre 14 milioni di tonnellate di cereali (il 49% del consumo apparente nazionale).

La situazione bellica non deve farci dimenticare le altre emergenze in corso. Talvolta la soluzione a una crisi è utile anche per le altre. La consapevolezza dei limiti ambientali sta contagiando molti e si sta traducendo in modifiche dello stile alimentare.

Comprendere quanta superficie agricola utile è dedicata all’allevamento non è facile ma varie stime (fra cui quella di Greenpeace) riportano che in Europa oltre il 70% della superficie agricola utilizzata è dedicata ad allevamenti e foraggi. Solo in Italia il 58% della SAU è utilizzata per i soli mangimi e foraggi e importiamo comunque percentuali importanti di foraggi dall’estero in aggiunta.»
https://www.greenpeace.org/static/planet4-italy-stateless/2019/02/47c7205a-report_soldi_in_pasto.pdf

«Le multiple crisi (la sindemia unita alla guerra) stanno mettendo a rischio la sovranità alimentare e devono far riflettere anche sull’utilizzo di cibo per produrre energia, dai dati autorizzativi provinciali emerge l’utilizzo attuale di 31mila tonnellate di cereali nell’impianto a biogas di Villimpenta, a Moglia 11.400 tonnellate. Nel 2013 gli impianti a biogas della provincia di Cremona richiedevano 1,26 milioni di tonnellate di cereali e mais secondo Mondo Padano. http://www.mondopadano.it/stories/attualita/3641_a_cremona_il_record_degli_impianti_a_biogas_a_milano_quello_dei_pi_affamati_di_mais/

In provincia di Lodi ogni impianto usava come matrice 9.375 tonnellate di mais e altri cereali, a Cremona 9.169 tonnellate ogni impianto, a Pavia 7.476, a Brescia 6.100, a Mantova 4.509 e a Bergamo 4.106.»

«In ultimo va ricordata la crisi idrica, con il 70% delle riserve idriche in meno rispetto all’anno scorso nel bacino Padano e una tendenza pluriennale peggiorativa. Oltre all’acqua richiesta per gli allevamenti intensivi va detto che secondo il prof. Zicari un impianto a biogas da 1 MW di potenza che utilizzi reflui zootecnici necessita di acqua dedicata per circa 1 milione di metri cubi di acqua. Per fare un esempio l’impianto di Buscoldo a Curtatone necessita dell’acqua di tutti gli abitanti di Curtatone. E gli impianti nella sola provincia di Mantova sono oltre 50 (alcuni piccoli impianti non sono neppure censiti).»

«Come Movimento 5 Stelle porteremo avanti le seguenti iniziative: diffondere una maggiore cultura nutrizionale e di spiegare di più a scuola, agli studenti e alle neomamme, che è possibile nutrirsi senza (o perlomeno con poche) proteine animali e sugli aminoacidi essenziali (cereali o frutta secca sommati a legumi forniscono tutti gli aminoacidi necessari). Le alternative alla carne ci sono e probabilmente saranno la bacchetta magica per uscire da molte crisi e avere sovranità alimentare ed energetica. È necessario spingere per una dieta mediterranea con meno proteine animali rispetto alle attuali premiando la qualità e non la quantità.

Una ricognizione della superficie agricola utilizzata dedicata agli allevamenti e riconvertire una percentuale importante a colture diverse da mangimi e foraggi per mettere in sicurezza la sovranità alimentare. Una ricognizione del persistente utilizzo di cereali, grano, mais e sorgo ecc. negli impianti bioenergetici esistenti e proporremo, con atti in ogni sede, di togliere qualsiasi incentivo alla porzione di energia derivata dal food negli impianti. Proporremo di non autorizzare alcuna produzione energetica o bioenergetica da food che ci risulta presente per l’impianto a biometano proposto a Guidizzolo dove è previsto il sorgo (il cereale più consumato come cibo al mondo e che non risente del rischio tossine). Anche perché la resa energetica di questi impianti è spesso negativa.

È necessario valutare l’impronta idrica degli impianti bioenergetici prima delle autorizzazioni e valutare come rendere sostenibile l’agrozootecnia locale e regionale anche in relazione alle necessità idriche e alla gestione dei reflui, l’eutrofizzazione è peggiorata di 9 volte in 5 anni secondo ARPA Lombardia, i nitrati stanno peggiorando e sta iniziando a scarseggiare l’acqua pulita in falda. Dopo la sovranità alimentare è necessario garantirsi la sovranità idrica. Anche la qualità dell’aria verrà migliorata con l’attuazione di queste proposte.»

«Tutti questi provvedimenti elencati non toglieranno qualità di vita ma anzi la incrementeranno, portando anche più salute. Lavorando in maniera progressiva neppure il mercato verrà danneggiato ma in ogni caso, senza aria, acqua e cibo sani si sta come e peggio che in guerra.» così i portavoce M5s alla Camera, in Consiglio regionale e in Consiglio comunale: Alberto Zolezzi, Andrea Fiasconaro, Sebastiano Martone, Stefano Rosselli, Renata Facchini, Paolo Bordini, Roberta Pasetti.

redazione@oglioponews.it

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