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Gessi e fanghi, Zolezzi (M5S):
"Passi avanti su totale tracciabilità"

L’emendamento si aggiunge all'interpellanza urgente di un’altra deputata M5s: Valentina Barzotti, a cui ieri in aula il MITE ha risposto con un impegno ad approvare emendamenti e proposte riguardanti la tracciabilità dei fanghi.

Il tema della tracciabilità dei fanghi di depurazione torna in aula e all’attenzione del Governo grazie a un emendamento depositato al Dl Energia, del deputato pentastellato Alberto Zolezzi. L’emendamento si aggiunge all’interpellanza urgente di un’altra deputata M5s: Valentina Barzotti, a cui ieri in aula il MITE ha risposto con un impegno ad approvare emendamenti e proposte riguardanti la tracciabilità dei fanghi.

“Dopo aver imposto la ricerca e il limite degli idrocarburi C10-C40 sui fanghi di depurazione – siamo ancora l’unico Paese in UE a farlo, siamo stati i primi e per ora, ancora gli unici – con il decreto Genova nel 2018. Dopo aver eliminato 2 su 3 dei correttivi derivati da fanghi (oltre il 95% dei fanghi viene trasformato in gessi per cui purtroppo il decreto Genova si applica solo a una minima parte dei fanghi di depurazione) con il decreto semplificazioni 2021, ora chiediamo la totale tracciabilità dei fanghi includendo l’ultimo gruppo di correttivi da fanghi: i ‘gessi di defecazione da fanghi’” dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle, Alberto Zolezzi.

“La Lombardia importa oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno e oltre 800mila tonnellate di fanghi e nel 95% dei casi questi fanghi vengono trasformati in gessi, come certificato dall’Arpa – spiega Zolezzi. Poco tempo fa, insieme ai deputati e i consiglieri lombardi del MoVimento è stata formalizzata anche una richiesta diretta ai prefetti, tra cui quello di Mantova con l’obiettivo di istituire: “un coordinamento tra autorità competenti, rappresentanti dei cittadini, esperti e funzionari per migliorare la vivibilità e garantire controlli nei Comuni in cui si trovano i campi oggetto di spandimento.”

“Bene, dunque la disponibilità del MITE, per bocca della Sottosegretaria Ilaria Fontana, ad approvare emendamenti parlamentari in tal senso. Mi auguro che ci sia una convergenza di tutte le forze politiche sul tema. Tracciare i gessi e i fanghi in modo stringente significa evitare di trovarsi nuovamente di fronte a un “caso Wte”: l’azienda finita accusata di aver inquinato i terreni di mezza Italia. Ricordo che dall’inizio delle indagini sulla WTE ad oggi non è stato possibile stabilire dove sono state sparse con precisione le 150mila tonnellate di fanghi tossici, proprio perché mancava una tracciabilità. Non si sapeva quali, quanti e dove i fanghi venivano sparsi, così da mettere i cittadini nella condizione di essere letteralmente immersi, e all’improvviso, nei miasmi tossici” conclude Zolezzi.

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