Cronaca
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Fugge con complice minore
su auto rubata: arrestato

Gli immediati controlli sui due giovani, dato che di fianco al conducente vi era un’altra persona, peraltro minorenne, hanno consentito ai Carabinieri di rinvenire anche una consolle per Xbox, videogiochi, diverse bottiglie di liquore e denaro contante in moneta e banconote da piccolo taglio.

È successo tutto nella notte tra lunedì e martedì. Sono circa le 2 quando i Carabinieri della Stazione di Gualtieri, impegnati in un controllo alla circolazione stradale, intimano l’alt ad una vettura che transita lungo la SP63. Alla vista dei militari il conducente, invece di fermarsi, aumenta la velocità cercando di dileguarsi e mettendo in pericolo la sicurezza degli stessi Carabinieri.

L’auto, rubata il giorno prima a Reggio Emilia, viene fermata dopo un breve inseguimento quando ormai ha raggiunto il vicino comune di Cadelbosco di Sopra. Gli immediati controlli sui due giovani, dato che di fianco al conducente vi era un’altra persona, peraltro minorenne, hanno consentito ai Carabinieri di rinvenire anche una consolle per Xbox, videogiochi, diverse bottiglie di liquore e denaro contante in moneta e banconote da piccolo taglio, sulla cui legittima provenienza sono ancora in corso accertamenti.

Dinnanzi a tali evidenze ai Carabinieri di Gualtieri, supportati nelle operazioni anche dai colleghi del Nucleo Radiomobile di Guastalla, non è rimasto altro da fare che accompagnare l’autista del mezzo in caserma dove, attesa la flagranza di reato, è stato dichiarato in arresto ipotizzando nei suoi confronti i reati di ricettazione, resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale e guida senza patente. Il giovane infatti, durante le operazioni, ha più volte minacciato i militari operanti.

Per il minorenne, invece, si profila una segnalazione alla Procura dei Minori di Bologna per ricettazione in concorso. Conclusi gli accertamenti, quindi, il giovane arrestato è stato posto a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia che ora dovrà esaminare l’accaduto, al fine di consentire al Giudice di vagliare le reali responsabilità dell’indagato, così come la Procura felsinea in relazione al giovane minorenne.

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