Cronaca
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Gussola, al Motoraduno 358 moto
in memoria di Angelo Bergamonti

Il 50imo che il Covid aveva tristemente bloccato l'anno scorso, si è preso la rivincita, e con gli interessi in questo. Grazie a un Motoclub che lavora a testa bassa, in cui convivono varie anime e alla fine, e nonostante tutto tutte le volte riescono a trovare una quadra e a regalare non solo a Gussola, ma a tutto il territorio giornate come quella di ieri. GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO INTEGRALI

Le parole più intense, quelle che racchiudono il senso dell’intera giornata, le ha pronunciate il sindaco Stefano Belli Franzini al termine dell’appuntamento. “Grazie al Motoclub Angelo Bergamonti per il lavoro che svolge e nel continuare a coltivare il ricordo dì Angelo. L’espozione presso la Sala Civica è veramente una chicca. Grazie perché dopo due anni dì pandemia l’evento dì oggi da il senso ed il desiderio dì ripartenza. Le numerose presenze dì oggi premiano la passione dei volontari e degli organizzatori. Un applauso a voi ed a tutti coloro che vivono questo evento che riesce a dare sempre più emozioni attraverso il saluto al campione con il rombo dei motori”. E’ stata davvero una giornata speciale quella del 50imo Motoraduno Angelo Bergamonti, una giornata che ha visto radunarsi in piazza Comaschi e nel museo estemporaneo del Centro Civico almeno 450 persone, con 358 moto partecipanti.

QUI SOTTO GLI INTERVENTI INTEGRALI AL MONUMENTO A BERGAMONTI

C’era voglia di ricordi e leggerezza. La vera chicca di tutta la giornata è stata la mostra estemporanea. C’era la moto di Angelo, la prima vespa con la quale sfidava (e batteva) nelle gimcane tutti nelle gare di paese, portando a casa spesso premi da sagra. C’era lo spirito di un motociclismo che forse non esiste più e continua a vivere in chi quei ricordi tutela e conserva. C’era il ricordo, ancora tremendamente vivo, di Angelo, quello che sfidava i giganti con scarsi mezzi, almeno inizialmente e qualche volta li batteva. Lo spirito di quel ragazzo esile di provincia che, in sella ad una moto è riuscito a diventare l’emblema che anche con scarsi mezzi (e poche palanche) si può arrivare in paradiso, l’emblema di questa sua terra attaccata al fiume dove lui tornava.

QUI SOTTO L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA-MUSEO

Chissà come sarebbe andata se quel 4 aprile del 1971 quella Mototemporada di Riccione non lo avesse portato via così presto. Era il momento in cui probabilmente Angelo, le cui doti ormai erano riconosciute, avrebbe potuto fare quel salto per entrare definitivamente nell’Olimpo degli Dei. Chissà come sarebbe potuta andare: non lo sapremo mai. Quello che sappiamo è racchiuso nella memoria, negli amici vecchi e nuovi che ancora la perpetrano. E racchiuso nei racconti di chi ancora resta, nelle parole cariche d’emozione di una figlia che lo ha perso troppo presto e che lo vive e lo rivive grazie a chi ne preserva il ricordo.

QUI SOTTO UNO SGUARDO ALLA MOSTRA E AI SUOI CIMELI

Il 50imo che il Covid aveva tristemente bloccato l’anno scorso, si è preso la rivincita, e con gli interessi in questo. Grazie a un Motoclub che lavora a testa bassa, in cui convivono varie anime e alla fine, e nonostante tutto tutte le volte riescono a trovare una quadra e a regalare non solo a Gussola, ma a tutto il territorio giornate come quella di ieri. Giornate intense ed emozionanti in cui la storia del territorio e dei suoi campioni si sposa al presente.

QUI SOTTO IL ROMBO DEI MOTORI ALLA PARTENZA DEL MOTORADUNO

Il raduno, a parte gli orari, è andato bene o male come nelle previsioni. Si è ufficialmente chiuso alle 14.30 dopo la tappa al Cremona Circuit. Non per tutti, perché per un gruppo di avventurosi si è protratto il tempo di un’altra merenda nello spazio della vecchia officina dove Angelo elaborava la sua moto e poi, ancora, per i membri del motoclub, si è proptratto sino alle 19. Il tempo di rimuovere tutto. E domani si riparte nella programmazione del poi.

Parlavamo di spirito: Angelo non si fermava mai. Chi ne porta avanti la memoria è animato dallo stesso, perpetuo, moto.

N.C. (Foto: Alessandro Osti, Nazzareno Condina – Video: Alessandro Osti, Giovanni Gardani, Nazzareno Condina – Montaggio video: Giovanni Gardani)

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