Cronaca
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Lampioni solari: innovazione
ecologica sulla strada delle Rasche

La scelta strategica, fatta propria dall’amministrazione comunale, di ripristinare la percorrenza delle strade bianche comunali, per metterle a sistema realizzando la percorribilità leggera del territorio, trova qui la sua declinazione pratica.

La recente ristrutturazione della Strada comunale delle Rasche ne ha ripristinato l’utilizzo, compromesso da decenni di incuria, e ribadito l’importanza, nell’ambito della mobilità leggera territoriale. Di fatto, sulla strada convergono, incrociano e si sovrappongono tre percorrenze ciclabili significative: quella inter regionale del “Cammino di Santa Giulia”, quella inter provinciale della “Ciclovia da Brezza a Vento” e quella locale della ciclabile Rivarolo-Cividale.

Il Cammino di Santa Giulia è la percorrenza ciclopedonale che si snoda per 470 km attraverso tre Regioni, la Toscana, l’Emilia e la Lombardia, riproponendo idealmente il tragitto seguito nel 763 d.C. per la traslazione dei resti corporei della Santa, da Porto Pisano, sulla costa toscana, al monastero di Santa Giulia, in quel di Brescia. Il percorso, attraversando località amene e centri storici secolari, si qualifica per le valenze ambientali, culturali e per gli aspetti enogastronomici delle località attraversate, connotandosi anche come veicolo di promozione turistica dei relativi territori.

La ciclovia “da Brezza a Vento” si snoda per 25 chilometri in terra cremonese e mantovana, connettendo l’Oglio al Po. A causa del degrado in cui versava, la Strada comunale delle Rasche costituiva l’anello debole, se non mancante, di questa percorrenza. Il suo ripristino ha esteso il bacino demografico di riferimento ben oltre i confini comunali, fino ad intercettare potenzialmente, non solo il turismo di prossimità dei Comuni appartenenti alle due province cremonese e mantovana, ma anche quello “specialistico” che percorre la ciclovia regionale Brezza, lungo l’Oglio, e la nazionale Vento, lungo il Po.

In merito alla ciclabilità Rivarolo-Cividale, il ripristino della Strada, poco più di un chilometro di percorso campestre in condizioni fatiscenti, ha consentito di stabilire la continuità viaria tra le Strade comunali Lame e Castellana, realizzando di fatto l’auspicata connessione ciclabile tra il Capoluogo e la Frazione.

La scelta strategica, fatta propria dall’amministrazione comunale, di ripristinare la percorrenza delle strade bianche comunali, per metterle a sistema realizzando la percorribilità leggera del territorio, trova qui la sua declinazione pratica. Come ha avuto modo di ribadire il Sindaco Massimiliano Galli, “in una zona agricola, come la nostra la ciclabilità territoriale può essere convenientemente realizzata riconvertendo le storiche strade comunali e vicinali esistenti, le così dette strade bianche, ad un uso promiscuo, che consenta l’utilizzo sia da parte dei mezzi agricoli, ma anche di ciclisti e podisti.”

Nello specifico, la ristrutturazione della Strada comunale delle Rasche ha affrontato, risolvendole, le problematiche idrauliche della porzione di territorio attraversata canalizzando le acque reflue, meteoriche e irrigue, nel colatore Gambina. Lungo il percorso sono stati disposti una serie di cartelli informativi che forniscono preziose informazioni sulla toponomastica territoriale, in una zona ancora connotata da toponimi agrari di origine longobarda. La messa a dimora di 100 arbusti autoctoni, in banchina, ha infine integrato l’intervento completato dall’installazione di otto lampioni solari per segnalare nella notte lo snodarsi del percorso tra i campi: un chiaro invito alla fruizione anche crepuscolare e notturna.

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