Spettacolo
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Comunale, Glory Wall di Leonardo
Manzan in scena al Comunale

Un muro di 12 metri separa completamente il palco dalla platea. Questa enorme pagina bianca si anima di paradossi taglienti, visioni poetiche, suoni e coreografie oniriche che compongono un affresco ironico e impietoso sul tema della censura e sul potere, ormai inesistente, dell’arte

Miglior spettacolo alla La Biennale Teatro 2020, “Glory Wall” diretto da Leonardo Manzan arriva al Teatro Comunale di Casalmaggiore martedì 17 maggio alle ore 21, nell’ambito della Stagione 2021-2022, una produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Elledieffe.

Leonardo Manzan, romano di origine e milanese di formazione, classe 1992, si è rivelato tra i giovani talenti alla Biennale Teatro di Venezia dove Glory Wall è stato premiato suscitando grandi apprezzamenti da parte della critica. Affiancato da un team giovane e collaudato, formato da Rocco Placidi, Paola Giannini, Alessandro Bay Rossi e Giulia Mancini, in Glory Wall affronta il tema della censura: un argomento delicato, affascinante e attuale, soprattutto se lo si accosta al concetto di Teatro. L’arte vive di costrizioni e muore di libertà: la censura è quindi vitale per l’arte, l’arte è scandalo e lo scandalo a sua volta implica la censura. Un vero e proprio corto circuito di idee e spunti di riflessione.

Un muro di 12 metri separa completamente il palco dalla platea. Questa enorme pagina bianca si anima di paradossi taglienti, visioni poetiche, suoni e coreografie oniriche che compongono un affresco ironico e impietoso sul tema della censura e sul potere, ormai inesistente, dell’arte.

«Cos’è la censura? Cosa si censura? – scrive il regista – Ci sono dei campi più soggetti alla censura? E se sì perché? Qual è il limite da superare oggi, in Italia, per essere censurati? L’arte che disturba, scandalizza, crea disordine; la censura che si preoccupa dell’ordine sociale mantenendo l’ordine dell’immaginazione e di conseguenza l’ordinarietà dell’immaginazione. Il gioco è questo. Eppure non è ridicolo scandalizzarsi, spaventarsi e infine censurare qualcosa che non è reale? Perché ci si indigna di più a teatro? Il palco sembra amplificare significati e effetti di cose che nel mondo ci lasciano indifferenti. In effetti la cosa non è per niente ridicola, perché è nell’immaginazione che siamo più vulnerabili e continuamente soggetti alla più sottile e perfetta forma di censura, che è quella che sembra venire da noi stessi. De Sade dice che un limite c’è, tra ciò che è possibile immaginare e ciò che è

possibile realizzare. Ma è un limite che alla censura non interessa. La censura colpisce la realtà ma il suo obiettivo è l’immaginazione. Il suo occhio è rivolto alla cronaca, ma la sua vera ambizione sono le anime».

Motivazioni della giuria internazionale formata da Maggie Rose, Susanne Burkhardt, Evelyn Coussens, Justo Barranco: «Mettendo il pubblico di fronte a un muro bianco, che blocca la vista della scena, Manzan gioca in modo molto intelligente, ironico e divertente con l’idea del censurare sé stessi e gli altri – e con l’importanza diminuita del teatro. Il gioco che imposta con questo muro è radicale, coerente e molto immaginativo dal punto di vista formale, creando immagini e scene che riecheggeranno per molto tempo, interagendo con il pubblico attraverso minuscoli fori. Lo fa con un gioco nel quale è il regista di frammentarie parti del corpo, cioè mani, dita e polsi, che compiono micro-azioni attraverso questi fori. Lo spettacolo porta l’esperimento di Beckett con Not I a un livello superiore».

Dalla rassegna stampa

«Con un briciolo di commozione, a ottant’anni scopro un giovane di talento, vuol dire che non tutto è stato vano e non tutto è perduto». Enrico Fiore, Controscena

«In tempi di speranze ecco un lavoro interessante. In modo un po’ folle lo spettacolo è un muro davanti al pubblico, dove si aprono dei fori da cui agiscono delle mani, mentre una voce fuori campo ragiona sulla censura. Leonardo Manzan, regista di ventotto anni, ha fuoco e intelligenza per non lasciare scampo». Anna Bandettini, La Repubblica

«Glory Wall è uno spettacolo che in teoria non c’è, eppure c’è: in questa contraddizione, o in questo paradosso, consiste la sua qualità essenzialmente umoristica». Franco Cordelli, La Lettura – Corriere della Sera

Informazioni e prenotazioni Tel. 0375 284496 – csc@comune.casalmaggiore.cr.it – Biglietti Platea e Palchi € 20,00 / Ridotti e Loggione € 15,00 / Biglietto cortesia € 10,00 – Acquisto biglietti tramite Internet fino a 24 ore prima di ogni spettacolo viene messo a disposizione del pubblico un quantitativo di biglietti per l’acquisto sul sito www.vivaticket.it. – Durata 90 minuti – Ingresso con mascherina Ffp2.

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