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Giornata mondiale delle api: un anno
di sentinelle "con grandi risultati"

Il 20 maggio, giornata mondiale delle api, si conclude, dopo un anno di sperimentazione, la esperienza apistica nel castagneto di Sabbioneta per l’associazione le "Sentinelle sulle Mura". L’anno scorso l’associazione aveva posizionato dieci casette sulle mura. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Il 20 maggio, giornata mondiale delle api, si conclude, dopo un anno di sperimentazione, la esperienza apistica nel castagneto di Sabbioneta per l’associazione le “Sentinelle sulle Mura”. L’anno scorso l’associazione aveva posizionato dieci casette sulle mura: “L’esperienza è stata magnifica – racconta il dottor Alessandro Maroli – e il territorio sulle mura è una Oasi incontaminata, le api hanno potuto crescere senza pesticidi anche nel territorio limitrofo l’uso è estremamente limitato e razionale seguendo quelli che sono i dettami del comune amico delle api”.

“Molti altri comuni – spiega Maroli – dovrebbero seguire l’esempio del sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali, una persona lungimirante ed illuminata che vogliamo ringraziare personalmente insieme al suo assessore braccio destro Franco Alessandria, che ha veramente permesso materialmente questo progetto: ogni volta che c’era da fare una mano ci hanno sempre sostenuto, questo era un progetto naturalistico. Il castagneto è una piccola oasi di proprietà della Fondazione “Giulia Gonzaga” e un grande abbraccio va anche al suo presidente Stefano Spallanzani e a tutti i membri della Fondazione “Giulia Gonzaga” che ci hanno permesso di essere ospiti della struttura”.

“Vorremmo evidenziare – spiega Maroli – che il castagneto è qualcosa di unico, offre una sensazione di essere sul tetto della città ma nel silenzio e nella pace, è un posto fatto per concerti, per pregare, per difendersi ed essere difesi, per curare l’anima, per ritrovare noi stessi, come lo avevano pensato 600 anni fa i monaci quando era ancora l’ospedale della città. Nelle estati viaggiano le lucciole tra i tigli in fiore ed erano anni che non vedevamo delle lucciole. E’ la stagione dei grazie perché senza gli amici più cari ogni idea non ha speranza, sono gli amici che fanno speranza”.

“E allora grazie ai Beati Paoli, le sentinelle più preziose – continua Maroli -: Paolo Cova, Paolo Martelli, Paolo Azzolini, che sono stati gli angeli custodi segretissimi delle arnie sulle mura. A Paolo Azzolini abbiamo insegnato tutto: ogni segreto a lui è stato tramandato e così è tornato giovane e lui a noi ha restituito la sua preziosa amicizia. Grazie anche a un cittadino del ducato parmense che ha rinsaldato i legami della casata dei Gonzaga coi Farnese: il dottor Fabrizio Fichera, che ha nel suo modo di vedere il futuro ha immaginato l’impossibile. Infatti il prossimo progetto delle sentinelle è una casa della api per apicoltura accessibile per disabili in carrozzina e per bambini delle scuole grazie a un progetto sostenuto dal Consorzio Casalasco del Pomodoro”.

“Nel piccolo mondo del castagneto – conclude Maroli – ci siamo persi nel tempo, abbiamo giocato ad immaginare come si vivesse sulle mura e anche beni passaggi segreti ora chiusi sotto le mura. Sabbioneta vive di bellezze ancora tutte da riscoprire, potenzialmente Sabbioneta è una Pompei medioevale da valorizzare: se il nostro mondo fosse governato dalla cultura, da Roma dovrebbero pensare a come illuminare e far conoscere questo patrimonio della umanità.
 Il categaneto era stato pensato nel ‘600-‘700 dai monaci come posto per riabilitarsi dalla malattia. È molto ventoso, si respirava aria sana pulita. Sulle piante del castagneto vive un vecchio gufo: il suo nome è Anacleto almeno per noi, ci ha fatto compagnia per un’estate intera, abbiamo amato con tutto il cuore quel piccolo ritaglio di natura dentro una città magnifica, unica e meravigliosa. I pochi che riescono a vivere dentro le mura sono persone fortunate e privilegiate, oltre ad avere una visione unica quotidiana sul bello del tempo passato: hanno il dovere di preservare questa piccola città e di mantenerla unica. I cittadini di Sabbioneta hanno il dovere di pensare come attirare turismo in questa città, perché merita di essere vista da tutti. Un domani forse ripeteremo questa esperienza, che è stata bellissima: ora abbiamo la voglia di ricordare un tempo che è stato dolcissimo e già passato”.

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