Eventi
Commenta

Santa e Vicobello insieme
al parco: l'unione parte da qui

Una scuola che si prende cura del territorio? Succede anche questo. Due giorni fa Vicobello ha aperto il bookCrossing. Hanno le chiavi, hanno preso un registro, si sono presi dei libri (che riporteranno) ed hanno segnato tutto

Fotogallery Osti

Si sono ritrovate ieri mattina, la scuola di Vicobellignano e Santa Federici, per un progetto comune. Che poi è semplice, prendersi cura, di se stessi e dei luoghi. Hanno lavorato fianco a fianco tutti in cerchio. Disegnando, realizzando piccoli lavoretti, cancellando quelle due o tre scritte (non erano molte in realtà, anche i writers improvvisati, lo diciamo piano, ogni tanto riposano) che adornavano le casette degli elfi. Vicobellignano ha adottato il parco di via Italia (e l’anno prossimo sarà inserito nel PON con diverse attività), Santa Federici del parco ormai è parte integrante, i primi a decidere di prendersene cura già dallo scorso anno, con la pulizia minuziosa di tutti i libri del book crossing e con la volontà di essere parte delle dinamiche della città. Vedere uno spazio verde così vitale e pieno di bambini, di adulti, senza distinzione alcuna, fa sorridere. C’è ancora un cammino, una speranza, un segnale positivo che si può cogliere dal basso. Anzi, in realtà, ce ne è più d’uno.

UN COMITATO DI CITTADINI – Alcuni dei parchi cittadini sono in pessime condizioni: basta recarsi in quello delle poste, o in quello del Romani per rendersene conto. Amministrazioni assenti o cittadini incuranti? La seconda delle risposte è quella più vera, senza dubbio. Le amministrazioni fanno a volte quello che possono in realtà. A volte con più e a volte con meno vigore, ma lo fanno. Purtroppo sono in tanti a fregarsene del bene comune, e non sono solo ragazzini che non sanno cosa fare. In via Italia/Baldesio la cura parte da alcuni residenti che si occupano, da anni, del parco. Si può fare? Certo, lo hanno dimostrato e continuano a dimostrarlo. Lo si può fare anche per altri parchi? E perché no, basta organizzarsi e prendersi cura degli spazi, partire, presidiare. Il parco di via Italia insegna proprio questo: che prendersi cura è possibile, che farlo non porta alla gloria, e spesso neppure in paradiso, attira i rompiballe a cui non va mai bene nulla, ma poi, alla fine è comunque e sempre positivo. E’ dunque inutile (nei commenti agli articoli c’è spesso) chiedersi perché qui si e da altre parti no. Perché qui c’è qualcuno che se ne occupa, da altre parti c’è il deserto, o solo gente che si lamenta da dietro una tastiera. E che non cambia le cose.

UNA SCUOLA ATTIVA E UNA COOPERATIVA CHE LO E’ ALTRETTANTO – Una scuola che si prende cura del territorio? Succede anche questo. Due giorni fa Vicobello ha aperto il bookCrossing. Hanno le chiavi, hanno preso un registro, si sono presi dei libri (che riporteranno) ed hanno segnato tutto. Aspettano di poter piantare fiori (presto, grazie al comune, arriverà l’acqua e lo potranno fare) e intanto vengono, vivono il parco, fanno lezione e apprendono. Qualche giorno fa era stato il turno della San Giuseppe col maestro Gengis. Cosa c’è di bello in tutto questo? Non è certo chi scrive a doverlo spiegare. Mamme, bimbi, studenti, ragazzi della Santa, tutti cittadini che vivono la città. Il bello è questo. Per chi lo vuol vedere. Proseguirà nel tempo? Non abbiamo sfere di cristallo. Ma siamo pronti a scommettere che comitato e scuole ce la metteranno tutta. Anche per dare continuità. Siamo certi della nostra scommessa? Non possiamo esserlo, ma dobbiamo, e devono esserlo anche gli amministratori, qualunque bandiera sventoli sulla loro testa.

CADONO LE FRONDE – E’ andata bene domenica. Questo è quel che più conta. Un residente ci spiegava che il filare e la pianta dalla quale si è staccato il grosso ramo precipitato in strada fu piantato agli inizi degli anni 60. Le piante sono cresciute rigogliose, ma presentano qualche problema. Non sono problemi che possono affrontare i cittadini, ma sono comunque problemi risolvibili con un’attenta manutenzione della vegetazione. Le fronde cadono, cadranno e possono cadere: chi si occupa del verde può solo prevenire, cercando di farlo al meglio possibile. Quello che il comune, già fa (con il Consorzio Forestale) dovendo anche affrontare capitozzature selvagge effettuate negli ultimi 30 anni. Di quando si potavano le piante un tanto al chilo, condannandole ad un amarissimo destino, come si è visto al Lido qualche anno fa.

N.C.

© Riproduzione riservata
Commenti