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Parrocchia del Fiume, "meno messe,
più Messa": i perché di una rivoluzione

Il parroco ha scritto una lettera di quattro pagine ai parrocchiani, spiegando la novità che sarà introdotta dal 26 giugno. Dunque, delle tre chiese, una resterà per quattro mesi senza celebrazioni tra il sabato e la domenica. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Due messe per tre parrocchie. Una decisione che ha suscitato qualche malumore nella “parrocchia del Fiume” – unità pastorale Beata Vergine delle Grazie – composta dai paesi di Roncadello, Cogozzo e Cicognara, ma che si propone di dare vita a una nuova tradizione, che peraltro la Chiesa e la Diocesi da tempo vogliono favorire.

A parlarne è don Andrea Spreafico. “Nel 2013 le messe erano 7, adesso sono diventate 3 e passeranno a 2: questo passaggio è indubbiamente delicato perché le parrocchie sono tre e dunque una, a turno, sarà per così dire esclusa. Ma alla fine stiamo mettendo in pratica quello che la Chiesa sta chiedendo sin dagli anni ’70: avere meno messe e più Messa, ossia celebrazioni più curate, con più qualità e partecipazione”.

Il parroco ha scritto una lettera di quattro pagine ai parrocchiani, spiegando la novità che sarà introdotta dal 26 giugno. Dunque, delle tre chiese, una resterà per quattro mesi senza celebrazioni tra il sabato e la domenica. “In questo modo anche il sacerdote potrà essere coinvolto in attività che vadano oltre la sola celebrazione e non dovrà più scappare via, perché deve dire messa altrove”.

Tre periodi dunque: nel tempo verde estivo la messa prefestiva del sabato sarà a Cicognara e la domenica a Cogozzo, con Roncadello a riposo; poi si cambia e ci si alterna. Fermo restando che la chiesa “a riposo” ospiterà tutte le solennità più importanti come Natale, Epifania, Pasqua. E senza dimenticare la possibilità di rivedere la decisione “qualora le chiese per la messa del sabato sera e della domenica mattina (rispetto all’orario attuale, verrà soppressa la celebrazione della domenica pomeriggio, ndr) non siano sufficienti per ospitare tutti i fedeli”.

QUI LA LETTERA DI DON SPREAFICO AI PARROCCHIANI

Giovanni Gardani

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