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Annamaria Piccinelli: "In 10 anni
nessun programma per casa Zani"

"In dieci anni nessun programma progettuale per la Casa della Musica, neanche sulla carta da formaggio. Peccato perché per gli immobili ci sono tre possibilità: o si vendono o si valorizzano tempestivamente oppure sono destinati a diventare un pozzo nero di spese o di degrado"

Torna sull’argomento di Casa Zani Annamaria Piccinelli, delusa perché “l’assessore alla cultura in consiglio mi ha detto che su Casa Zani non hanno alcun programma progettuale e non prevedono di averne“. Qualche desiderata certo, ma non progetti concreti. “In dieci anni nessun programma progettuale per la Casa della Musica, neanche sulla carta da formaggio. Peccato perché per gli immobili ci sono tre possibilità: o si vendono o si valorizzano tempestivamente oppure sono destinati a diventare un pozzo nero di spese o di degrado. Casalmaggiore avrebbe urgente bisogno addirittura di un piano generale di progettazione a tappeto per riqualificarsi, ammodernarsi, rendersi bella, interessante, poter beneficiare prontamente dei bandi. Inoltre ogni amministrazione ha il dovere di progettare non solo quello che può fare nel proprio mandato, ma anche il futuro. L’Amministrazione uscente se ne è trovati molti di progetti nel cassetto, che poi hanno ovviamente necessitato di aggiornamenti, ma le idee era già tutte lì, nero su bianco: l’ampliamento della Scuola di Vicomoscano, la riqualificazione del Torrione Estense, la rotonda Penny, il Palazzetto dello Sport e ha trovato anche un progetto, commissionato da privati cittadini, per la riqualificazione di via Baldesio. Senza entrare nel merito dei progetti ereditati e della loro realizzazione, sta di fatto che non preparare la valorizzazione del patrimonio, significa esporre la comunità a due danni che si implementano a vicenda: spese e degrado da un lato e mancato rilancio dall’altro. In questi anni cittadini generosi, competenti e appassionati hanno portato avanti e inaugurato, in modo del tutto volontario e con grande lavoro, rassegne musicali di grandissimo prestigio e successo. E’ evidente che questo è uno dei motori che può lanciare l’immagine, l’economia e il prestigio di Casalmaggiore. La cosa è anche sorprendente se di pensa che l’Amministrazione ha aderito a un piano di rilancio del territorio provinciale, il Masterplan 3c, salutato come àncora di salvezza della nostra immagine nel mondo, il quale non prevede nulla di specifico per il casalasco se non la musica (solo perché funzionale al violino di Cremona). Nonostante tutto ciò, in dieci anni dall’annunciato lascito Zani, non si è sentita l’esigenza di immaginare progettualmente, nel palazzo liberty e nel suo parco, l’icona della Casalmaggiore della Musica. Tempestivo interesse al mattone e all’asfalto (supermercato, condominio, palazzetto, autostrada), con i loro rispettivi “paesi dei balocchi” (falsi posti di lavoro e compensazioni negoziate al posto dei bandi) e invece non si immaginano economie nuove, che creano reddito sulle relazioni, le competenze, la salute e la sostenibilità“.

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