Cronaca
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Carabinieri Mantova, serrati
controlli sui cantieri edili

Gli importi contestati a titolo esclusivo di sanzioni amministrative complessivamente ammontano a 150.000 euro circa

Dall’inizio del corrente anno ad oggi il Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova, attraverso le sue articolazioni territoriali (Compagnie e Stazioni) e con il costante concorso tecnico dei carabinieri del locale Nucleo Ispettorato del Lavoro, ha sviluppato, nell’ambito della campagna del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri attuata nel puntuale rispetto delle raccomandazioni formulate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in relazione particolare con l’elargizione del Superbonus 110% e dei numerosi altri incentivi volti alla ristrutturazione edilizia istituiti nell’ultimo biennio (DL 34/2020), specifiche attività di controllo nei cantieri edili aperti nel mantovano, elementi riconosciuti costitutivi della ripresa dello specifico settore ma anche occasione di particolari e non sempre regolari forme di prestazioni da lavoro dipendente. Gli sforzi finalizzati all’accertamento delle condizioni di salute e sicurezza (in base al Dm 338/1997) nel fervente settore dei cantieri edili si qualificano conseguentemente come attività sempre più necessarie soprattutto in considerazione della riscontrata crescente incidenza del fenomeno degli infortuni in ambiente lavorativo.

L’entrata in vigore delle agevolazioni previste con detrazione per spese di ristrutturazione edilizia di cui al c.d. Superbonus 110% e al c.d. Bonus Facciate si è effettivamente tradotta in una corsa all’apertura di nuovi cantieri ed al reclutamento di nuova manodopera, con una concentrazione abnorme di impegni assunti e sottoscritti, che ha indotto, come diretta conseguenza, ad un abbassamento dei livelli di guardia fra gli operatori del settore in particolare in materia di sicurezza. Questa corsa, da un lato ai bonus statali e dall’altro all’inderogabile necessità, al fine di rispettare gli impegni contrattuali assunti, d’assunzione di manodopera anche non propriamente specializzata e spesso avvalendosi della irregolare rotazione del personale (soprattutto, per esempio, mediante il ricorso a frequenti e non consentiti contratti a termine), ha talora comportato una violazione manifesta della ampia ma scrupolosa normativa riguardante i cantieri edili.

La virtuosa sinergia fra reparti territoriali dell’Arma dei Carabinieri si è concretizzata nel mantovano, grazie alla regia del Comando Provinciale, nella predisposizione di una serie di oculati controlli (in particolare nei confronti di aziende mai ispezionate o di quelle “dormienti” che hanno ripreso l’attività in coincidenza con l’applicazione del Superbonus 110%, nonché di quelle in rete e/o che ricorrono abitualmente al distacco transnazionale), che ha determinato, nei primi sette mesi del corrente anno, 99 azioni ispettive nel comparto edile, 17 delle quali con riscontrate irregolarità, per un totale di 206 lavoratori identificati, 2 dei quali in posizione lavorativa irregolare e 8 addirittura “in nero” (in ragione di ciò, ben 5 cantieri sono stati sospesi).

Gli importi contestati a titolo esclusivo di sanzioni amministrative complessivamente ammontano a 150.000 euro circa.

Nello specifico, in relazione alle sole c.d. gravi violazioni in materia di salute e sicurezza che determinano quale conseguenza immediata la segnalazione all’Agenzia delle Entrate e la relativa valutazione circa la perdita di benefici fiscali e bonus vari per l’intero committente (condominio o privato), e che secondo quanto accertato dal NIL unitamente al competente Ufficio delle Entrate ammonterebbero a circa 9 milioni di euro di perdite complessive determinanti pertanto l’esborso economico a totale carico dei committenti degli interventi di ristrutturazione ai costi – spesso “anabolizzati” dato il periodo- precedentemente fissati con la ditta di costruzioni, sono state riscontrate le mancanze in:

  • – 60 casi, del documento valutazione rischi;
  • – 137 dipendenti, della formazione e l’addestramento;
  • – 8 casi, dell’elaborazione del POS (Piano Operativo di Sicurezza);
  • – 4 verifiche, dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
  • – 3 interventi ispettivi, delle protezioni contro la caduta nel vuoto

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