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Pomponesco, Baruffaldi a Caffarra:
"Polemica indennità innescata ad arte"

"Questa giunta non ha mai deliberato alcun aumento dei compensi e nemmeno disposto un aumento degli stanziamenti dei compensi in questa variazione e che il messaggio passato è frutto di una strumentalizzazione probabilmente premeditata e costruita ad arte"

In foto da sinistra Pino Baruffaldi e Maicol Caffarra

Risponde il gruppo che appoggia il sindaco Pino Baruffaldi (giunta e consiglieri) alle parole di Maicol Caffarra, che aveva innescato la polemica sull’aumento delle indennità. “Una polemica innescata ad arte” la definisce il primo cittadino, che ieri ha – sull’argomento e insieme al suo gruppo – elaborato una risposta che vi diamo integralmente. “Con riferimento agli articoli pubblicati negli ultimi giorni sui principali giornali locali la giunta unitamente ai consiglieri di maggioranza intendono smentire pubblicamente quanto dichiarato dal dottor Maicol Caffarra. A tal riguardo si precisa che il 28 Luglio si è approvata la salvaguardia e le relative variazioni di bilancio, atto dovuto ai sensi dell’articolo 193 del TUEL (Testo unico degli enti locali), che ha un iter di sviluppo ben determinato, basato sulla verifica dei responsabili del mantenimento degli equilibri di bilancio e del conseguimento degli obiettivi dell’amministrazione, e nella quale tra le altre cose non vi è nessun riferimento ai compensi amministratori. La giunta che si è insediata ha semplicemente preso atto dei compensi approvati precedentemente nel bilancio di previsione senza nessuna menzione in merito e della quale il candidato sindaco avrebbe beneficiato in caso di vittoria alle elezioni. In realtà probabilmente il capogruppo di minoranza ha confuso il trattamento di fine mandato del sindaco, indennità riconosciuta obbligatoriamente al solo sindaco ai sensi dell’art. 82 del TUEL e riferita al mandato appena trascorso con l’adeguamento ai sensi della legge di bilancio 2022 n. 234/2021 ai commi 583 e seguenti e per i quali vi è uno specifico contributo statale (secondo il comma 586 della stessa legge) da restituire allo stato stesso in caso di mancato utilizzo ovvero in caso di mancata applicazione degli aumenti previsti. Alla luce di quanto sopra si chiarisce quindi che questa giunta non ha mai deliberato alcun aumento dei compensi e nemmeno disposto un aumento degli stanziamenti dei compensi in questa variazione e che il messaggio passato è frutto di una strumentalizzazione probabilmente premeditata e costruita ad arte“.

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