Cronaca
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Cani abbandonati, la dura estate
cremonese raccontata da Anna Cler

Anna non ha orari, quando ATS o le forze dell'ordine chiamano, lei parte. Notte o giorno non importa. La rapidità, in certi frangenti è fondamentale. Spesso i cani non sono identificabili: "A volte sono rinunce di proprietà. Di gente che non li vuole più. Come fossero un oggetto di cui ci si libera, senza troppi pensieri"

Sembra impossibile per chi considera gli animali che entrano dall’uscio di casa come membri effettivi della famiglia pensare che al mondo vi sia gente che se ne libera, o li abbandona al primo problema, o solo per farsi una vacanza. O forse solo per ignoranza. Eppure è così. Anna Cler si occupa di accalappi in un’area estesa, che va da Cremona e periferia ai margini della provincia cremonese verso il Casalasco. Un mestiere che ha scelto dopo aver lavorato per qualche anno alle dipendenze ANPANA quando l’associazione gestiva il canile di Calvatone. Lei ha un’empatia fortissima, e conosce bene la situazione: con i cani (come con le persone) ci sa davvero fare.

Non occorre andar lontano per conoscere quanto possa essere grande la cattiveria umana. “Tra luglio e agosto – ci spiega – ho recuperato almeno 35 cani, quasi tutti tra Cremona e periferia. Sono tutti finiti in Canile a Cremona. L’ultimo è stato un mese davvero difficile tanti cani vaganti, abbandonati o rinunciati semplicemente perché era più importante andare in ferie. E mentre loro vanno in ferie a noi si spezza il cuore“. Non sempre i recuperi sono semplici, soprattutto quando si tratta di cani vaganti. Magari sono abbandonati e in strada da giorni, spaventati. Alcuni sono feriti. Perché vivere in strada non è semplice. “Molti quest’anno i cani ritrovati senza microchip e anche in brutte condizioni. I casi che mi hanno lasciato più sconfortata? Tutti, ma tre in particolare: un cucciolo di pastore dell’Asia di pochi mesi ma già con evidenti ferite da maltrattamento, senza coda e con zampe sanguinanti, due cagnoline di taglia piccola fobiche al punto di farsi i bisogni addosso dalla paura di essere toccate e un cucciolo di pastore tedesco di forse 2 mesi recuperato con una zampa rotta“.

Anna non ha orari, quando ATS o le forze dell’ordine chiamano, lei parte. Notte o giorno non importa. La rapidità, in certi frangenti è fondamentale. Spesso i cani non sono identificabili: “A volte sono rinunce di proprietà. Di gente che non li vuole più. Come fossero un oggetto di cui ci si libera, senza troppi pensieri. Quasi sempre sono cani non microchippati, per cui vanno in canile a Cremona. Lì, fortunatamente, ad accogliermi e ad accoglierli c’è la super Liliana e poi tutto lo staff. Sono in gamba, li rimettono in sesto. Lì hanno la fortuna di avere un educatore cinofilo davvero bravo, Alessandro Maffini. A lui, oltre che ai volontari, spetta poi lavorare con i cani, per poi cercare di farli adottare“. Magari da una famiglia che voglia loro bene e per sempre e che li consideri davvero membri della famiglia.

Anna Cler è stimata e benvoluta da tutti coloro che si occupano di animali, cani o gatti che siano. Una sorta di istituzione: la stima se la è guadagnata sul campo. “E’ davvero una persona speciale, una di quelle sulle quali si può contare” ci aveva detto solo qualche giorno fa Renata Fontana che a Gussola si occupa di colonie feline. Conoscendola sappiamo anche noi che ha un cuore gigante. E che il suo non è solo un lavoro, ma è una passione. E che per ogni recupero avrebbe una storia da raccontare. Tante se le tiene dentro. Non sempre sono storie a lieto fine. Ma sempre lei ci prova a dare a tutti gli amici a quattro zampe un futuro migliore.

N.C.

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