Chiesa
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Lettera di don Mario Martinengo
per i 50 anni di sacerdozio

Domenica 4 settembre ci ritroveremo con chi avrà la bontà di condividere la mia gioia: sarà il momento per ringraziare insieme il Signore per tutti i suoi doni e per chiedere perdono per le inadempienze… Che il Signore vi benedica tutti!

In occasione dei 50 anni di sacerdozio di don Mario Martinengo, insieme alla recente “scoperta” dei quaderni di don Luigi Barbisotti e della memoria dell’ordinazione presbiterale dello stesso don Mario, la parrocchia di Santo Stefano e San Leonardo pubblica la lettera scritta per celebrare questo importante avvenimento all’interno della vita parrocchiale.

Carissimi amici casalesi,
Ringrazio Don Claudio per il graditissimo invito a celebrare i cinquanta anni dell’ordinazione sacerdotale in quella che considero la Mia Parrocchia
d’origine: San Leonardo. L’invito è stata l’occasione per rispolverare l’album fotografico di quell’evento, scoprendolo in sintonia con i ricordi lasciati da don Luigi Barbisotti in quell’occasione. E’ stato il riaffiorare di ricordi, emozioni, nostalgia di tante persone care che in quel momento mi hanno circondato di tanto, sincero affetto. Sono passati tanti anni…ma il tempo sembra fermarsi, come non fosse mai trascorso! In realtà, com’è ovvio, quante esperienze, quanti incontri, quanti momenti gioiosi e drammatici hanno riempito questi anni di grazia! Quale può essere il sentimento prevalente di fronte a queste immagini e a questi ricordi? È presto detto: un grande senso di riconoscenza verso un Dio che ha voluto “chiamarmi fin dal seno materno…” e che mi ha accompagnato per tutto questo tempo. Se penso che Dio non può sbagliare, mi chiedo che cosa abbia trovato in me per privilegiarmi in questo modo? E la risposta la trovo nell’esperienza del popolo d’Israele: Scelto da Dio non perché il migliore tra i popoli, ma proprio perché l’ultimo in tutti i sensi (uno dei più piccoli e fragili, con cuore e testa duri, sempre pronto al tradimento e alla irriconoscenza davanti a i tanti doni ricevuti, mancante di fede malgrado le mille prove d’amore del suo Signore…

Pensando a questo guardo con riconoscenza e fiducia alla mia ormai sessantennale esperienza (si, perché ne fa parte anche il decennio di preparazione seminaristica che mi ha convinto ogni giorno di più della chiamata ad essere prete) e sento di dover dare questa testimonianza: Dio mi ama al punto che ha il coraggio di rallentare la sua azione per il bene della gente per coinvolgermi nella sua opera! Io voglio cantare la sua misericordi che non mi ha mai abbandonato e che mi ha fatto scoprire ogni giorno abissi di pazienza e di amore vincente, provocato dalle mie chiusure e inadempienze.

Per più di 25.000 volte mi ha permesso di fare da terminale della sua offerta sulla croce, associandomi all’offerta di sé a Padre per la salvezza di tutti. Ripenso alle tante persone incontrate e che il suo amore mi ha fatto amare…penso a quelli (per fortuna pochi, spero) che le mie debolezze e chiusure hanno allontanato dal suo affetto, sperando che la sua grazia abbia colmato i vuoti da me provocati. Non posso evocare le tantissime persone care che mi sono state testimonianza vivente dell’amore divino… Ma alcune devo ricordale: dai miei genitori (ho sempre in mente la stupenda espressione di fede di mio papà al brindisi del pranzo della Prima Messa a Cremona: “Il Signore mi ha dato tre figli: Uno lo ha voluto subito in Paradiso (Luigi, morto di leucemia a 7 anni, un mese dopo la mia nascita); il secondo l’ha voluto all’altare, il terzo continuerà la famiglia… sono felice così).

Penso ai sacerdoti (tanti) che mi hanno fatto amare il sacerdozio: in particolare la gioia di essere prete che sprizzava da ogni poro di don Luigi Barbisotti, la bonomia di don Amedeo Rossi, “vicarione” di S. Stefano, l’entusiasmo di Don Enos Scazza, vicerettore del Seminario, il vulcanico don Palmiro Ghidetti…ma è impossibile ricordarli tutti. Ricordo l’inossidabile ed entusiasta gruppo dei parrocchiani di San Leonardo (La “Signora Padova”, la Ada Bortini, la “sora Emilia” (domestica di Don Luigi..) ma so di dimenticare tanti. E poi gli amici d’infanzia che ancora una volta non voglio ricordare per nome per non correre il rischio di dimenticare qualcuno (la mia memoria non è mai stata la mia dote migliore, mentre nel mio cuore sono scritti tutti con inchiostro indelebile…).

Domenica 4 settembre ci ritroveremo con chi avrà la bontà di condividere la mia gioia: sarà il momento per ringraziare insieme il Signore per tutti i suoi doni e per chiedere perdono per le inadempienze… Che il Signore vi benedica tutti!” (Don Mario Martinengo)

(parrocchie Casalmaggiore)

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