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Politica del Lavoro e Fiscale: la
posizione di Unione Popolare

"A livello di politica fiscale è per noi doveroso riequilibrare le aliquote cercando di avvantaggiare i redditi medio/bassi. Inoltre per frenare l’inflazione è indispensabile mettere un tetto duraturo al prezzo del gas per calmierare le bollette (su modello di Spagna e Portogallo) e tassare degli extra profitti delle aziende energetiche (passando dal 10% del governo Draghi al 90%) per aiutare famiglie e imprese"

E’ un documento firmato da Aldo Vincenzi, candidato Unione Popolare al collegio uninominale Camera per Mantova, Valentina Mozzi, candidata Unione Popolare al collegio uninominale Camera per Cremona, Pierluigi Luisi, candidato Unione Popolare al collegio uninominale Senato per Mantova/Cremona, Caterina Di Francesco, candidata Unione Popolare collegio plurinominale Senato e Luana Grossi, capolista Unione Popolare collegio plurinominale Camera, quello fatto pervenire alla redazione. E’ la posizione dei candidati su Lavoro e Fisco. Due temi di scottante attualità.

E’ sotto gli occhi di tutti che le diseguaglianze nel nostro paese, negli ultimi decenni, sono aumentate a dismisura: sono sempre meno quelli che accumulano grandi capitali e sono sempre di più quelli che, nonostante l’impegno e un lavoro a tempo pieno, faticano ad arrivare a fine mese.

Crediamo che questa tendenza debba essere invertita, crediamo che debba esserci una forte ridistribuzione della ricchezza a favore dei ceti popolari in piena attuazione con l’articolo 53 della Costituzione che recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” L’aliquota IRPEF massima, che oggi è al 43% per i redditi oltre i 50.000 euro, dovrebbe essere innalzata per i grandi patrimoni e le rendite finanziarie, che sono ben oltre quella soglia e rivista al ribasso per gli altri redditi.

Una delle prime azioni per rendere questo paese più giusto è, a nostro modo di vedere, l’abolizione del Jobs Act e di tutte quelle leggi che hanno incentivato la precarietà lavorativa, così da tornare a rendere di nuovo i contratti a tempo indeterminato contratti standard; il lavoro deve essere dignitoso, un lavoro precario significa esistenza precaria e per le giovani generazioni impossibilità di costruirsi un futuro.

Necessario poi, sempre nell’ottica di rendere centrale la dignità del lavoro, legiferare a sostegno di un salario minimo di almeno 10 euro all’ora. Chi lavora deve essere pagato il giusto, non sfruttato. Oggi i dati Osce rilevano che l’Italia è l’unico paese europeo in cui il salario medio annuale è addirittura diminuito, dal 1990, del 2,9% e a conseguenza di ciò deve essere posto il tema dell’innalzamento generale di tutti i salari medio/bassi.

La sicurezza sul lavoro è un altro tema che ci sta a cuore: questo paese vede ogni anno morire 1000 lavoratori mentre svolgono le loro mansioni, per cui proponiamo il rafforzamento degli ispettorati del lavoro per far rispettare le leggi sulla sicurezza e i diritti dei lavoratori, perché non vi siano più morti bianche.

Sul versante pensionistico crediamo che sia indispensabile abolire la legge Fornero per giungere all’età pensionabile di sessant’anni o 35 di contributi, mettendo un tetto massimo alle pensioni alte che pesano sul sistema pensionistico globale.

A livello di politica fiscale è per noi doveroso riequilibrare le aliquote cercando di avvantaggiare i redditi medio/bassi. Inoltre per frenare l’inflazione è indispensabile mettere un tetto duraturo al prezzo del gas per calmierare le bollette (su modello di Spagna e Portogallo) e tassare degli extra profitti delle aziende energetiche (passando dal 10% del governo Draghi al 90%) per aiutare famiglie e imprese“.

redazione@oglioponews.it

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