Cronaca
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Nuove Frontiere e l'avvio informale: a
casa Giardino tra balli, sorrisi e gioia

Casa Giardino si è aperta all'esterno: lo farà sempre e ancor di più lo farà nei prossimi tempi. Perché i ragazzi hanno bisogno di chi può andar da loro a dare una mano, a tendere le braccia. Ma, a pensarci davvero sono le persone che hanno bisogno di Casa Giardino, e di tutte quelle vite da cui imparare qualcosa di profondo e di vero. L'E-Club questo lo sa da tempo. Per questo l'inaugurazione dell'anno rotariano non poteva essere fatta in un luogo diverso, e migliore

Patrick ha coronato un sogno. Qualche ora insieme ai suoi speaker preferiti, Gianluca Federici e Dario Anzola, di RC 29. Ne parlerà per mesi perché poi qui la gioia è uno stato dell’anima che si riaccende ogni volta, anche e solo con le parole, anche e solo al pensiero. Matteo ha ballato ed ha battuto il tempo della musica. E, seppur senza voce, ha mosso le sue labbra alle parole de Il Cielo in una stanza di Gino Paoli. Ha sorriso, più volte ha sorriso. Giampaolo ha danzato. Lui che è sempre seduto, ed era immensamente felice. Morena ha insegnato a tutti il suo rotear di gamba ed ha ballato a non finire. Marisa ha vinto il primo premio della lotteria. E in mezzo a tutto questo parole, aneddoti, abbracci, volontari e carezze. E tantissima gioia, di quella da aprirti il cuore. Lo so, più che dell’apertura del cuore dovrei raccontarvi dell’apertura ufficiale dell’anno rotariano, più precisamente di quello dell’ e-club Nuove Frontiere. E in fondo lo sto facendo. Perché i ragazzi e le ragazze del rotary – tecnologico – sono così: innamorati di Casa Giardino, di tutte quelle dinamiche che sai sempre (o quasi) come partono e mai dove vanno a finire. Abbastanza giovani (e folli) da non avere particolari vincoli di cerimoniale. Capaci di adattarsi alle esigenze, e alle persone, a cui si trovano dinnanzi con estrema naturalezza. Era l’apertura di un anno ufficiale, è sembrata la classica domenica di festa, tra amici.

Un service – come lo chiamano loro – o forse no. Poco importa: ciò che conta è aver lasciato gioia, ed essersene portati un poco a casa. Entrambi obiettivi riusciti.

Ieri l’E-Club Nuove Frontiere ha iniziato l’anno proprio lì, nel posto più informale che esista, in quel cielo in cui ti lanci un po’ senza paracadute sicuro – come nei giochi di fiducia dei bambini – che vi siano braccia aperte sempre pronte a prenderti. Ha iniziato l’anno prendendo mani, quelle dei ragazzi (o dei figliuoli, come li chiama suor Maria) di Casa Giardino, con leggerezza e vera partecipazione. Ha iniziato con una grigliata, un cielo che si è aperto, e mille battiti ancor più profondi di qualunque luogo in cui avrebbero potuto iniziare. Ha iniziato con leggerezza, con felicità: quella data, e quella ricevuta indietro, immensamente più grande d’ogni altra cosa.

Tra gli ospiti don Anton, fresco di nomina come parroco di Vicomoscano. Coinvolto dall’infinita simpatia di suor Nazzarena. “Questa per te – ha detto a lui suor Maria rivolgendosi al sacerdote – è una seconda casa, nella quale puoi venire ogni volta che lo vorrai”. E poi Luca Zanichelli, sindaco di Rivarolo del Re, amico di Casa Giardino, e il presidente del GAL Terre del Po Francesco Meneghetti. Ci sono alcuni progetti per la struttura, Zanichelli sta dando una mano alle suore per vedere di trovare una strada per far crescere ancor di più Casa Giardino. Il primo cittadino di Rivarolo del Re ha avuto modo di fare un ballo con suor Maria, moto perpetuo al pari di tutte le altre religiose.

Casa Giardino si è aperta all’esterno: lo farà sempre e ancor di più lo farà nei prossimi tempi. Perché i ragazzi hanno bisogno di chi può andar da loro a dare una mano, a tendere le braccia. Ma, a pensarci davvero sono le persone che hanno bisogno di Casa Giardino, e di tutte quelle vite da cui imparare qualcosa di profondo e di vero. L’E-Club questo lo sa da tempo. Per questo l’inaugurazione dell’anno rotariano non poteva essere fatta in un luogo e in un tempo diverso, e migliore.

N.C.

 

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