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Alois Alzheimer, psichiatra della
demenza, studiò anche la guerra

Sulla scia delle dichiarazioni di Putin 'Psychiatry on line' ritorna sullo stato psicologico di una popolazione provata dal conflitto

Alois Alzheimer

Alois Alzheimer, lo psichiatra che tra il XIX e il XX secolo postulò nelle lesioni dell’encefalo la causa delle malattie mentali, si occupò anche di guerra. Il medico bavarese si trasferì nel 1915 a Bratislava per ricoprire il ruolo di professore ordinario di Psichiatria e lì scrisse il libro “Der Krieg und die Nerven” (“La guerra e i nervi”), mettendo nero su bianco la sofferenza del popolo tedesco scombussolato dalle bombe.

Sulla scia delle dichiarazioni di Putin sulla mobilitazione parziale in Russia e in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, la rivista scientifica ‘Psychiatry on line’ ritorna sul tema dello stato psicologico di una popolazione provata dal conflitto con un articolo dal titolo ‘Alzheimer e il peso della guerra sui nervi’.

Alzheimer mise, infatti, in luce i danni psichici provocati dalla Grande Guerra: “La guerra faceva vedere spie in ogni dove. Rendeva malinconiche le donne. Spegneva in loro la speranza di matrimonio. I combattenti, anche quelli di buona fibra fisica e nervosa-si legge nell’articolo- ‘si ammalarono di insonnia, con sogni spaventosi, estrema ipersensibilità contro i rumori, scatti di paura e una tendenza al pianto improvviso e a un forte sentimentalismo’. Crebbe il numero degli epilettici e degli alcolisti. Si diffusero fra le truppe i casi di isteria. La forte angoscia tolse ad alcuni la parola, l’udito o entrambi”.
La guerra, agli occhi dello psichiatra tedesco, fu una “zavorra di piombo” per la psiche dei soldati e dei civili. “L’incessante fracasso dei grandi cannoni, le snervanti raffiche delle mitragliatrici, il fischio dei proiettili” turbarono la cautela, la tranquillità e la capacità di giudizio dei soldati e dei civili.

Agenzia DIRE

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