Cronaca
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Luigi Regni, il 6 ottobre va in
pensione col grado di Colonnello

A fatica lo immaginiamo in pensione, ma dopo 39 anni di servizio probabilmente si dedicherà alla famiglia (vive a Colorno, è sposato con due figli) e ai numerosissimi amici, dell'Arma e non che da sempre lo seguono. E magari riuscirà a farsi qualche viaggio in più

Il 6 ottobre Luigi Regni appenderà la divisa nell’armadio, dopo 39 anni trascorsi nell’Arma. E quella divisa, che ha sempre onorato non tirandosi mai indietro, avrà un grado in più: il comandante della Compagnia di Guastalla è stato infatti nominato Colonnello. Dal 22 settembre – unico caso in Italia, da quel che ci risulta – è la guida di una Compagnia dell’Arma più alto in grado. Un riconoscimento più che meritato, un riconoscimento alla carriera.

Luigi Regni, classe 1962, è nato ad Alessandria e si è arruolato nell’Arma nel 1983; con il grado di maresciallo ha preso servizio presso il nucleo operativo di Firenze, occupandosi tra le altre cose delle indagini sul mostro di Firenze, quindi la promozione a sottotenente; in seguito ha comandato con il grado di tenente il nucleo operativo e radiomobile di Ventimiglia, area di frontiera, distinguendosi in parecchie operazioni di rilievo prima di essere trasferito a Casalmaggiore nel 2003 per comandare la Compagnia coi gradi di Capitano.

A Casalmaggiore, apprezzatissimo Comandante della Compagnia dei Carabinieri, è rimasto per 9 anni, dal settembre 2003 al settembre 2012 prima di essere trasferito a Bologna, ufficiale addetto all’Ufficio logistico del comando legione carabinieri di Bologna. Un ruolo d’ufficio per un uomo d’azione. La richiesta di tornare pienamente operativo e la guida della Compagnia dei Carabinieri di Guastalla, tenente colonnello ed ora colonnello.

Luigi Regni ha lasciato dietro se ottimi ricordi. Il vero prototipo di ciò che un carabiniere dovrebbe sempre essere: uomo servitore dello Stato ma anche persona tra le persone. Comandante della Compagnia di Casalmaggiore è ancora nei pensieri di tanti casalaschi che lo vanno a trovare o che volentieri lo rivedono nel casalasco ogni qual volta ritorna. I caffé al bar, i giro al mercato, le chiacchiere con chi lo riconosceva e lo fermava. Non si è mai tirato indietro nei momenti in cui serviva, e non solo nelle azioni legate ai compiti dell’arma, ma anche nell’aiuto alle popolazioni. Lo ricordiamo, e volentieri, in ausilio ai suoi uomini e sporco di fango durante l’inondazione di Lentigione.

A fatica lo immaginiamo in pensione, ma dopo 39 anni di servizio probabilmente si dedicherà alla famiglia (vive a Colorno, è sposato con due figli) e ai numerosissimi amici, dell’Arma e non che da sempre lo seguono. E magari riuscirà a farsi qualche viaggio in più.

Sabato mattina la sua ultima funzione religiosa ufficiale in divisa a Guastalla. Poi gli ultimi giorni da comandante, prima della pensione. Noi tutti lo ricorderemo così, uomo d’azione in divisa ed amico leale, ricco d’un’umanità che – al pari di tutte le operazioni portate a termine – gli ha sempre fatto onore. Perderemo un amico nell’Arma e l’Arma dovrà giocoforza rinunciare ad un comandante che ha lasciato il segno – e un ottimo ricordo – in ogni posto in cui è stato.

Nazzareno Condina

 

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