Spettacolo
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Kristo, quadri di dubbia saggezza,
martedì al teatro Comunale

Un uomo che è anche Cristo, Cristo che è anche un uomo, un pazzo che si crede Cristo, Cristo impazzito che crede di essere un uomo, un uomo che finge di essere Cristo, un povero cristo. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

In anteprima nazionale al Teatro Comunale di Casalmaggiore, arriva martedì 4 ottobre (ore 21) il coreografo Roberto Zappalà, al quale è stato appena assegnato il Premio Hystrio-Corpo a Corpo, con la sua nuova creazione “Kristo – quadri di dubbia saggezza”, una coproduzione Teatro Stabile di Catania e Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza Centro di Rilevante Interesse nazionale, in collaborazione con MILANoLTRE Festival, dove debutterà in prima assoluta il 7 ottobre.

Lo spettacolo è il primo appuntamento, fuori abbonamento, della Stagione 2022-2023 del Teatro Comunale di Casalmaggiore, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore, con il sostegno della Regione Lombardia.

Un uomo che è anche Cristo, Cristo che è anche un uomo, un pazzo che si crede Cristo, Cristo impazzito che crede di essere un uomo, un uomo che finge di essere Cristo, un povero cristo. Tutti plausibili, legittimi, connessi e inestricabili lati di una “forma” che la figura del performer stratifica sulla scena come su di un antico palinsesto. Un uomo/cristo dotato di autoironia e di dubbi, un poco smemorato e anche vanitoso, consapevole di possedere un corpo e che forse soffre di un disturbo di personalità multipla. Un corpo che si muove, deambulando in una scena casa/appartamento/palestra attraverso dei quadri scenici che si susseguono senza soluzione di continuità.

Un corpo che utilizza e anche distrugge oggetti trasfigurati nella loro quotidianità come una bici usata allo stesso modo che nella passione vista come corsa ciclistica in salita di Jarry. Quadri di una dubbiosa saggezza, nell’ironico doppio significato di saggezza che viene dal dubbio e di dubbio che questa sia

saggezza. Cristo non è l’essere unico, che ha segnato uno spartiacque nella storia dell’umanità ma si trasforma in una moltitudine.

Nella nuova creazione di Roberto Zappalà non si accenna alla più grande storia mai raccontata, né si vuole aggiungere alcuna, nota a margine all’assordante rumore audio/video che più di duemila anni hanno prodotto sull’argomento. Si propongono delle visioni fatte di immagini, suoni e parole che lasciano libera l’immaginazione e che hanno come centro propulsore il corpo del performer.

Il corpo e la “carne” del performer e i testi proferiti, sono la chiave di volta che regge e sospinge la creazione. Il danzatore/attore Massimo Trombetta, non recita, ma reagisce; le parole sono una conseguenza di quello che il suo corpo attua in scena. Immagini e suoni accompagnati da parole che coerentemente all’assunto di un Cristo molteplice, non sono (tranne in un caso) quelle da lui dette, vere o presunte che siano ma sono le parole di tanti. Un assemblaggio di parole di autori fra i più disparati che convergono nella voce e nel corpo di questo “nuovo” Cristo. Parole che interrogano e sconcertano, che creano cortocircuiti del linguaggio. Un montaggio (e smontaggio), a cura (e con i raccordi) di Nello Calabrò, di pensieri, citazioni, frasi, aforismi, versi, interviste. Parole di: Kurt Vonnegut, Charles Simic, Wisława Szymborska, Stanisław Jerzy Lec, Michel Tournier, Quino, Gianfranco Ravasi, Olga Tokarczuk, Ryszard Kapuscinski, Richard Feynman, Amadou Hampâté Bâ, Leonardo Sciascia, Daniel Marguerat, Paolo Poli, Stephen Hawking, Jimmie Durham, Blake Edwards, Ron Padgett, Wystan Hugh Auden, Mario Savio, Milan Kundera, Fernand Deligny, Ernest Hemingway.

Da 30 anni Roberto Zappalà racconta, come nessun altro, un sud vivo e vibrante insieme alla sua Compagnia, con tenacia, visione e continua voglia di perfezionare la sua poetica, di dare una casa alle sue idee di danza «umanista e filosofica.» Il suo stile coreografico, dopo anni di ricerca del movimento, è divenuto un linguaggio con una sua ben definita identità che si chiama MoDem. Realizza solo per la propria compagnia oltre 80 creazioni, di cui La Giara, commissionata dal Teatro Regio di Torino nel 2019. Le sue creazioni A.semu tutti devoti tutti? (2009) e La Nona (2015) hanno ricevuto il Premio Danza&Danza. Diverse le collaborazioni con altre compagnie, tra le quali: Balletto di Toscana, Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Norrdans, ArtEZ Arnhem, Fondazione Theaterwerkplaats Generale Oost, Goteborg Ballet/Opera di Goteborg, Teatro am Gaertnerplatz di Monaco. Nel 2011 realizza le coreografie della cerimonia di apertura dei Mondiali di Scherma. Nel 2016 cura il progetto Insieme – Parata Urbana per il Festival Torinodanza e per il Défilée della Biennale di Lione.

Ha collaborato con i registi d’opera: Federico Tiezzi, Daniele Abbado e Giorgio Barberio Corsetti. Con Christian Graupner (Humatic, Berlino) ha realizzato l’installazione interattiva MindBox, secondo premio al Guthman Musical Instrument Competition di Atlanta (2011). La Malcor D’ ha pubblicato il suo libro Omnia Corpora sulla metodologia del suo lavoro.

Roberto Zappalà è responsabile a Catania del recupero e ideazione di Scenario Pubblico, aperto nel 2002, residenza della Compagnia Zappalà Danza e raro esempio in Italia di centro coreografico europeo, oggi insieme alla Compagnia Zappalà Danza uno dei quattro Centri Nazionali di Produzione della Danza riconosciuti dal MiC. Nel 2013 il coreografo riceve il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e nel 2019 il Premio Danzuso.

Informazioni e prenotazioni Tel. 0375 284496 – csc@comune.casalmaggiore.cr.it – Biglietti Posto unico 15,00 Euro. Durata: 1 h

redazione@oglioponews.it

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