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La storia che appassiona: ottima
risposta per il libro su Degrada

Quasi 100 anni di vita (Degrada era nato il 15 aprile 1921 ed è scomparso il 2 febbraio 2020) di una persona per bene, intraprendente e incapace di sopportare le angherie verso se e verso il prossimo: una figura ora tratteggiata per sempre in questo romanzo. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

La storia di El Alamein che si intreccia con la storia di un uomo, Giuseppe Degrada, che ha vissuto quasi un secolo di vita, in un momento straordinario e in un secolo in cui l’uomo è passato dal cavallo alle astronavi. E’ stato presentato sabato pomeriggio alle 18, in Auditorium Giovanni Paolo II a Casalmaggiore, il volume “El Alamein tra sabbia e vento”, edito da Mursia e scritto da Giovanni Gardani e Giuseppe Boles, che è la biografia di Degrada, originario dell’Oltrepò pavese ma che a Casalmaggiore ha vissuto per trent’anni, dal 1983 al 2013, prima di tornare sulle sue colline.

Un libro presentato all’interno del cartellone della Fiera di San Carlo, in una data non casuale: il 5 novembre 1942, 80 anni fa, era infatti terminata la battaglia di El Alamein, una delle più cruente della Seconda Guerra Mondiale. Una sconfitta per l’esercito italiano, non per la Folgore – divisione della quale Degrada faceva parte – capace di non arrendersi alla soverchiante forza nemica e costretta poi alla ritirata per ordini superiori impartiti.

Organizzata dall’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, la serata prevedeva il saluto del Generale della Folgore Maurizio Fioravanti, che ha scritto la prefazione del volume, impossibilitato a presenziare però da un incidente domestico: lo stesso Generale ha così promesso di essere presente in una delle prossime presentazioni che si terrà a Cremona. Moderata dai giornalisti Davide Bazzani del quotidiano “La Provincia”, Nazzareno Condina di “OglioPoNews” e Vanni Raineri de “Il Piccolo”, la serata ha cercato di sviscerare la figura di Degrada e la genesi del libro, dialogando con i due autori.

Senza dimenticare l’intervento di carattere storico del professore Fabio Cristofolini dell’Associazione Paracadutisti di Cremona, che ha tracciato un quadro rapido spiegando il contesto e gli sviluppi della battaglia di El Alamein, persa anche per la scarsa organizzazione del nostro esercito, che pure aveva combattuto con eroismo. Prima dell’inizio anche il sindaco Filippo Bongiovanni, che ha rivelato di avere già letto il libro, ha portato il suo saluto, tracciando un parallelo tra le vite di Degrada e di Antonio Baroni, una vita spesa per l’Aeronautica.

Buona l’affluenza per una serata che ha consentito di tracciare il ritratto di un uomo del nostro tempo, passato da un’infanzia poverissima tra le due guerre, all’esperienza del campo di battaglia e della prigionia, al ritorno alla vita, fino a trovarne il senso nel volontariato al Vecchio Ospedale di Casalmaggiore e alla Cooperativa Santa Federici. Quasi 100 anni di vita (Degrada era nato il 15 aprile 1921 ed è scomparso il 2 febbraio 2020) di una persona per bene, intraprendente e incapace di sopportare le angherie verso se e verso il prossimo: una figura ora tratteggiata per sempre in questo romanzo.

redazione@oglioponews.it (video Alessandro Osti)

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