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Migranti e Ong, Tajani: “Un conto è soccorso, un altro l’appuntamento in mare”

(Adnkronos) – “Un conto è il soccorso in mare, un altro conto avere un appuntamento in mezzo al mare”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri e dell’incontro con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. “E’ una cosa completamente diversa – continua – soccorrere in mare significa soccorrere dei naufraghi che stanno affogando, l’appuntamento in mare è qualcuno che porta delle persone, fa metà del viaggio e il resto lo fa fare dagli altri”.  

“Questo non va bene”, aggiunge, perché le Ong attive nel Mediterraneo Centrale “non informano la Capitaneria di Porto, la Marina Militare, la Guardia di Finanza. Si muovono in maniera autonoma, decidono loro dove andare, senza consultarsi con nessuno: non spetta a un ente privato fare questa scelta. Dovrebbero essere le navi mercantili a fare soccorso in mare, ma ci sono Ong che fanno un lavoro diverso”, dice Tajani. 

Il codice di condotta per le organizzazioni non governative che operano in mare deve essere “rinforzato”, sottolinea il ministro degli Esteri.  

Nel Consiglio, dice Tajani, “ho posto il problema dell’arrivo nel nostro Paese di migranti che arrivano nel nostro Paese con le navi delle Ong, ricordando quello che ha scritto Frontex nell’ultima relazione: sono navi che non fanno soccorso in mare, ma hanno appuntamenti in mezzo al Mediterraneo con i trafficanti che portano le persone e le scaricano sulle navi delle Ong. Questo deve essere controllato e regolato dall’Ue: c’è un codice di condotta e secondo noi deve essere rinforzato”. 

Nel Consiglio Affari Esteri “il comune sentire è che serve una soluzione europea” per regolare i flussi migratori. “Tutti quanti mi sono sembrati convinti della necessità di trovare una soluzione a livello comunitario” afferma Tajani. 

Il Consiglio Affari Esteri, continua il ministro, “si è svolto in maniera molto tranquilla. Abbiamo posto come Italia il tema dell’immigrazione, che è un problema europeo, non di Italia e Francia, di Italia e Germania. Sono stato molto chiaro: ho ribadito che per noi il tema deve essere affrontato e risolto a livello comunitario. Non c’è solo l’immigrazione attraverso la rotta mediterranea, ma anche attraverso la rotta balcanica. Riguarda moltissimi Stati”. 

“Ho sottolineato la necessità di un piano Marshall per l’Africa, con l’investimento di almeno 100 mld di euro. Poi servono investimenti nei Balcani, per la stabilità in quella parte d’Europa: a proposito, sarò lunedì e martedì della prossima settimana a Pristina e Belgrado, per incontrare” il primo ministro del Kosovo Albin Kurti e il presidente serbo Aleksandr Vucic. 

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