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Biden oggi compie 80 anni, brunch in famiglia alla Casa Bianca

(Adnkronos) – Nato il 20 novembre 1942, Joe Biden oggi diventa il primo presidente in carica a compiere 80 anni. Un traguardo destinato a riaccendere i dubbi e gli interrogativi su una sua candidatura al secondo mandato di un presidente, che, se rieletto, completerebbe a 86 anni. Anche per questo non sono previsti grandi festeggiamenti alla Casa Bianca, solo un brunch in famiglia organizzato dalla first lady Jill.  

Inoltre la Casa Bianca ieri ha ospitato altri festeggiamenti, quelli per le nozze della nipote Naomi Biden con Peter Neal che ieri si sono uniti in matrimonio in una cerimonia celebrata, davanti a circa 250 invitati, nel South Lawn della Casa Bianca. E, secondo alcune fonti citate dalla Cnn, la scelta di celebrare proprio questo weekend il matrimonio della nipote forse non è stata casuale, se questa ha potuto un po’ oscurare il compleanno ottuagenario di Biden.  

In ogni caso, Biden oggi spegne le 80 candeline in uno scenario completamente diverso, e nettamente migliore, rispetto a quello di poche settimane fa, quando democratici e Casa Bianca – convinti dai sondaggi di andare verso un disastro elettorale che l’8 novembre è poi stato smentito – puntavano a far passare in sordina l’evento, per evitare la solita scia di dubbi sulle effettive capacità mentali e fisiche per guidare di un leader l’America, e quindi il mondo.  

Biden sta vivendo un momento nettamente positivo: è riuscito ad evitare l’annunciata batosta elettorale alle elezioni di midterm che sarebbe stata un referendum senza appello su di lui, ha partecipato ad una serie di appuntamenti internazionali, soprattutto il G20 in cui ha ottenuto una narrativa non più solo occidentale dell’opposizione all’invasione russa dell’Ucraina.  

E nel suo primo faccia a faccia con Xi Jinping ha aperto un canale di dialogo, nell’ambito di “una competizione responsabile”, con la Cina da una posizione di forza che, come lui stesso ha detto, gli era garantita dall’esito del midterm. Ma l’apice è stato la prova di forza che Biden ha dato nella notte del 15 e il 16 novembre quando le notizie che arrivavano dalla Polonia di un ‘missile russo’ caduto in territorio Nato sembravano poter portare il conflitto ucraino ad un’escalation senza ritorno, con l’attivazione dell’articolo 5 dell’Alleanza.  

Il presidente anziano si è imposto come il presidente saggio che ha superato la prova della “telefonata alle 3 del mattino” – entrata nella koinè della politica americana da quando Hillary Clinton lo usò in un famoso spot contro l’allora sconosciuto Barack Obama per contestarne l’inesperienza in politica estera – con moderazione e polso di ferro, per frenare la corsa in avanti di Volodymyr Zelensky e altri leader dell’Europa centrale.  

I successi di Biden delle ultime settimane certo non sono destinati a fugare dubbi di tanti elettori sul punto cruciale della rielezione. Anche diversi esponenti democratici pensano che per la corsa alla Casa Bianca del 2024 sia necessario quel ricambio generazionale che in queste ore si sta avendo al Congresso, dove la rinuncia alla leadership dell’82enne Nancy Pelosi ha aperto la porta ad un’intera nuova generazione di leader.  

Biden fino ad ora ha detto di volersi ricandidare, ma ha anche detto di credere molto nel fato: “Penso che sia legittimo avere preoccupazioni sull’età di chiunque, compreso me, ma credo che il miglior modo di giudicare è guardare quello che faccio. Credo molto nel fato, potrei ammalarmi domani, potrei morire domani”, ha detto in un’intervista a fine ottobre.  

 

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