Cronaca
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PLIS del Po, il comune di Motta
Baluffi decide di starne fuori

In ciascuna Commissione di Gestione, sede decisionale dei Sindaci dei Comuni del PLIS, le eventuali spese del Parco vengono sempre esposte con trasparenza e, in caso di iniziative di valorizzazione del Parco e di educazione ambientale, dove invece vi è un impegno di spesa, non sussiste alcun obbligo di partecipazione

Dopo la decisione del Consiglio comunale di Motta Baluffi di non entrare nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (Plis) del Po e del Morbasco è stata inviata al sindaco e ai consiglieri comunali di Motta Baluffi una nota, a firma dei componenti della Commissione di Gestione del Plis del Po e del Morbasco (Cremona, Bonemerse, Castelverde, Gerre de’ Caprioli, Pieve d’Olmi, San Daniele Po, Sesto ed Uniti, Spinadesco, Stagno Lombardo) e dei Sindaci dei Comuni lungo l’asta del Po interessati dal mancato ampliamento per il principio di continuità territoriale (Gussola e Martignana di Po). Nella nota i firmatari prendendo atto dei contenuti della delibera del Consiglio comunale di Motta Baluffi esprimono il loro rammarico per la decisione rappresentando una mancata opportunità di adesione ad un percorso a beneficio del territorio e dei suoi abitanti.

Nella lettera viene evidenziato che “il principio su cui si fonda la continua crescita del Parco è la consapevolezza dell’importanza delle sinergie fra i territori, grazie alle quali è stato possibile fare rete e, migliorando nel tempo, perseguire obiettivi condivisi di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e sociale.

Con l’ingresso nel Parco non viene meno l’autonomia del Comune, grazie alla caratteristica stessa di sovracomunalità che contraddistingue questa forma di gestione e tutela, orientata al mantenimento e alla valorizzazione dei tipici caratteri delle aree rurali e dei loro valori naturali e seminaturali tradizionali. I PLIS, veri e propri sistemi di governance locale, contrariamente ai parchi regionali, non implicano alcuna erosione e restrizione delle sfere di autonomia degli enti comunali che ne fanno parte, bensì un modo per incentivare l’attrattività del territorio, nonché creare un luogo condiviso per realizzare progetti comuni”.

Il Comune capofila conforma la propria attività a criteri di efficienza, efficacia ed economicità della gestione, e gli impegni di spesa vengono concordati fra i Comuni aderenti. In ciascuna Commissione di Gestione, sede decisionale dei Sindaci dei Comuni del PLIS, le eventuali spese del Parco vengono sempre esposte con trasparenza e, in caso di iniziative di valorizzazione del Parco e di educazione ambientale, dove invece vi è un impegno di spesa, non sussiste alcun obbligo di partecipazione.

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