Cronaca
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Recuperati resti al casolare di
Novellara: ora attesa per gli esami

I resti erano sepolti in una buca profonda circa due metri distante meno di un chilometro dall’abitazione della famiglia Abbas. I periti della Corte d’Assise hanno coordinato le operazioni di dissepoltura delle spoglie della ragazza che si ritiene sia stata uccisa per aver rifiutato le nozze combinate.

Dopo 575 giorni dalla notizia della scomparsa del 30 aprile del 2021, i resti umani ritrovati nei pressi del casolare di via Reatino a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, e che si presume appartengano a Saman Abbas, sono stati recuperati. Questa sera poco dopo le 22, sono stati caricati su un mezzo della Croce Verde con destinazione Istituto di medicina legale di Milano dove verrà effettuata l’autopsia.

I resti erano sepolti in una buca profonda circa due metri distante meno di un chilometro dall’abitazione della famiglia Abbas. I periti della Corte d’Assise hanno coordinato le operazioni di dissepoltura delle spoglie della ragazza che si ritiene sia stata uccisa per aver rifiutato le nozze combinate.

Nel frattempo, emerge che la Procura di Reggio Emilia ha aperto una seconda inchiesta a carico di ignoti sospettando che familiari di Saman possano essere stati aiutati nell’organizzare il presunto omicidio della giovane. Sono durati quattro giorni i lavori dei periti nominati dalla Corte d’Assise di Reggio Emilia per riesumare i resti umani che si ritiene appartengano a Saman Abbas. Per estrarre il corpo dalla buca profonda due metri in cui era stato nascosto nelle campagne di Novellara, l’anatomopatolaga forense Cristina Cattaneo e il suo collega archeologo Dominic Salsarola si sono avvalsi di strumentazioni specifiche tra cui un escavatore speciale e setacci per analizzare anche il terreno in cui era stato indicato che si poteva trovare il corpo di Saman

Le operazioni si sono concluse domenica sera alle 22, in una campagna immersa nel buio pesto misto nebbia con gli organi di informazione giunti sul posto ma rimasti a un chilometro di distanza. Si potevano però distintamente notare le luci dei mezzi delle Forze dell’ordine e dell’ambulanza su cui sono state caricate le spoglie dirette a Milano. L’ambulanza ha lasciato la scena del delitto imboccando una strada secondaria presidiata dai carabinieri.

Sul finire delle operazioni non sono neanche mancati alcuni curiosi residenti della zona attirati dal viavai nell’area. I periti hanno tempo fino al 17 febbraio per presentare le loro conclusioni in ordine a: cause e tempistiche della morte, dinamiche dell’occultamento del cadavere e dovranno anche dire specificare se il decesso è avvenuto per lesioni o avvelenamento.

La data del 17 febbraio cade una settimana dopo la prima udienza dibattimentale del processo a carico dei familiari di Saman che sono stati arrestati all’estero nei mesi scorsi. Sono due cugini e lo zio Danish Hasnain, indicato quest’ultimo come esecutore materiale del delitto, ed è a lui che si deve l’indicazione di cercare i resti nel casolare da dove stasera sono state disseppellite le spoglie. Il padre di Saman, Shabbar Abbas, comparirà di nuovo davanti un giudice a Islamabad il prossimo 6 dicembre e dovrà rispondere delle accuse che gli vengono mosse in Italia.

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