Cronaca
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Vidalenzo, la transumanza che
ci fa sentire più forte il Natale

Qualcuno, pensando proprio all’immagine del presepio, ha sollevato proprio il fatto che ci fosse tutto l’essenziale, ma non l’elemento principale: la Natività. Allora è venuta facile la risposta: la Natività è già avvenuta, oltre duemila anni fa

Un clima o, meglio, un paesaggio decisamente natalizio quello che, ieri mattina, domenica 18 dicembre, all’improvviso, si è formato ai confini della provincia. Una mattina di freddo e nebbia, a pochi giorni dal Natale, all’improvviso si è riempita di magia, di emozioni e di bellezza con lo spettacolo della transumanza. Il borgo ai confini della provincia, bagnato da Ongina e Po, all’ombra della chiesa di San Cristoforo officiata dai monaci benedettini (che, non a caso, prendono il nome di “Custodi del Divino Amore”), si è trasformato in un grande presepio vivente, nell’attesa della Natività, con pecore, asinelli e pastori in cammino, sussurrando all’animo di ogni uomo e di ogni donna del fiume, nell’attesa della stella che illuminerà la notte. Qualcuno, pensando proprio all’immagine del presepio, ha sollevato proprio il fatto che ci fosse tutto l’essenziale, ma non l’elemento principale: la Natività. Allora è venuta facile la risposta: la Natività è già avvenuta, oltre duemila anni fa. Se ogni persona della terra, magari partendo proprio da un minuscolo borgo di campagna, riuscirà a farla rivivere, ci sarà tutto il necessario: e l’essenziale.

Eremita del Po, Paolo Panni

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