Scuola a teatro: si chiude (bene)
il progetto della Compagnia Rodisio
Si è concluso il progetto biennale della Compagnia Rodisio “Cross the line” per portare il teatro nelle scuola, o meglio la scuola a teatro. E Casalmaggiore è stata protagonista e in prima fila col suo Comunale.
Si è concluso il progetto biennale della Compagnia Rodisio “Cross the line” per portare il teatro nelle scuola, o meglio la scuola a teatro. E Casalmaggiore è stata protagonista e in prima fila col suo Comunale.
“Si è concluso Cross the line_lab – spiega la Compagnia Rodisio da proprio profilo Facebook – ossia un percorso di formazione e di ricerca biennale che abbiamo realizzato grazie al prezioso sostegno del Teatro Comunale di Casalmaggiore e alla Fondazione Cariplo. In questi due anni abbiamo avuto il privilegio di incontrare quasi 300 ragazzi e ragazze dell’Istituto Comprensivo G. Diotti di Casalmaggiore.
Siamo grati per questo percorso intenso, ricco di condivisione e di momenti molto profondi, e ringraziamo tutte le classi che hanno lavorato con noi, ragazzi/e ed insegnanti, il Teatro di Casalmaggiore e la sua equipe, il nostro amato direttore Giuseppe Romanetti, esploratore visionario e sempre coraggioso, e Raffaella Ilari, ufficio stampa, per la cura di sempre. Questi progetti, a volte così difficili da realizzare, sono isole piene di passione e di senso, sono oasi nel deserto”.
In particolare Cross The line, dopo gli incontri con più di 500 ragazzi avvenuto tra Italia e Francia, indaga in modo poetico quella linea emotiva ancora incerta, così colma di domande senza risposte certe che in quegli anni ci spinge sempre verso un confine che si tenta di valicare. Questo tentativo provoca spesso un conflitto forte con noi stessi, che non sappiamo ancora bene chi siamo, e con gli adulti, visti non più come protettori ma come antagonisti.
Salvatore Alfano e Gaia Barili sono divisi da quella linea che sta in mezzo al palco e si fanno continuamente domande che hanno forse migliaia di risposte possibili. Non sono ben sicuri di cosa siano, si vedono brutti, simili a scarafaggi, in un momento fragili ma un attimo dopo potenti, rispondendo violentemente ad ogni attacco che viene loro posto. Sono preda di ogni tipo di vento. Ma sanno che devono andare avanti, perché gli altri lo chiedono, perché la vita lo chiede. Devono quindi irrobustirsi per non cadere come le foglie degli alberi in autunno, devono imparare dalla luna ad essere pronti a sempre nuove avversità, lei che riesce a tramontare nel gelo della notte. Bisogna quindi fare delle scelte: ma quali? La risposta è una sola, sia per Salvatore sia per Gaia, sia per noi: “Lascia che la vita accada”, sapendo che ognuno di loro, di noi, ha però davanti a sé enormi possibilità, un caleidoscopio di bellezze da poter gustare.
In scena i due performer gettano al pubblico in cui si riflettono come in un grande specchio, tutte queste suggestioni, attraverso le parole che Davide Doro e Manuela Capece hanno scelto, spesso apparentemente disarticolate tra loro, come un fiume in piena, come un flusso di coscienza, senza dare risposte, perché sta a ognuno di noi darle. Nel corso della vita che verrà.
redazione@oglioponews.it