Solidarietà

Amurt, a Bissiri ora una nuova
farmacia col cuore Oglio Po

Tra i progetti più importante perfezionati da Amurt a Bissiri, in Burkina Faso, c’è senza dubbio quello della piccola farmacia che è stata costruita nel cuore del villaggio. A spiegare l’iter progettuale, appena tornato dal viaggio “di verifica”, è il volontario e anima di Amurt Paolo Bocchi, che in Africa è andato assieme a Maurizio Lodi Rizzini.

“Il progetto sanitario è ora ulteriormente cresciuto con l’edificazione di una piccola farmacia. Ringrazio tutti i donatori provenienti quasi per la totalità proprio dall’Oglio Po tra i quali anche AFM Casalmaggiore. La cerimonia di inaugurazione è stata piuttosto partecipata con tutti capi villaggio presenti e qui apro una parentesi in molti Paesi africani ci sono due tipi di sovranità: quella dello Stato, ahimè piuttosto assente nelle aree rurali in quanto oberato di problemi; e quella della tradizione rappresentata dai capi villaggio che si trasmettono il titolo per diritto dinastico e che pur non disponendo di grandi risorse sono comunque presenti e coinvolti nelle attività locali. C’erano poi gli immancabili gruppi di donne ed in un Paese islamico mi ha fatto piacere notare questo coinvolgimento costante poi i bambini vero motore ispiratore di Bissiri e gli anziani molto rispettati da queste parti. La farmacia sarà gestita per dare sostenibilità a tutto il progetto sanitario ed è in arrivo anche una sorta di ambulanza di cui c’è assoluto bisogno per trasportare i malati gravi all’ospedale più vicino. La comunità ha fatto festa, gioiamo insieme”.

Bocchi spiega poi quello che ha spinto a scegliere questa strada. “Quando alcuni anni fa abbiamo deciso di aiutare la comunità di Bissiri a crescere, dopo la costruzione delle prime classi della scuola, ci siamo resi conto che poteva essere di grande utilità un dispensario medico, così abbiamo costruito una piccola casetta ed iniziato un’attività sanitaria affidandola ad un’infermiera. Non vorrei scandalizzare qualcuno ma qui in Africa raramente si hanno medici a disposizione se non negli ospedali e un’infermiera in mancanza di meglio è probabilmente da preferirsi ad uno stregone”.

“Col tempo si è reso necessario un ampliamento della struttura, così abbiamo costruito una microscopica clinica con una decina di posti letto e visto che le mamme burkinabè sono molto prolifiche è stata aperta anche la maternità che ha portato una ventata di energia positiva a Bissiri assicurando un servizio molto importante a tutta la comunità. Ora io mi chiedo, ma come è possibile che in un villaggio come Bissiri di 2500 anime ci sia la maternità e nel comprensorio Oglio Po che conta più di 80.000 abitanti non ce l’abbiamo più? La risposta la dovrebbe dare la politica ma credo che il sistema burocratico che ingabbia la nostra esistenza abbia una grave responsabilità in tal senso ed anche che la giustificazione della convenienza economica a tutti i costi non regga più. E’ diritto di ogni essere umano poter nascere in sicurezza nel proprio territorio: a Bissiri in uno dei Paesi più poveri al mondo si può, nella ricca Pianura Padana no”.

redazione@oglioponews.it 

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