Cronaca

Da La Rochelle a Torricella:
avventura di famiglia in bici

Proprio mentre il tratto cremonese-casalasco è interessato dai lavori della VenTo, capita sempre più spesso di incontrare cicloturisti indirizzati nella nostra zona dalle mappe europee delle piste ciclabili. E così ieri mattina abbiamo incontrato una famiglia francese ospite dell’ex casa parrocchiale di Torricella del Pizzo, che ci racconta un viaggio di migliaia di chilometri che si sta protraendo da mesi. È una giovane coppia, lei francese lui di origine spagnola (Granada) accompagnata dai due figli, di 9 e 5 anni, ognuno con la sua bici.

Vivono nel sud della Francia, nei pressi di Tolosa, e basta osservare la loro cartina per vedere evidenziato il percorso già compiuto. Partiti da La Rochelle, sull’oceano Atlantico, hanno raggiunto Nantes, Orleans, la Borgogna, quindi Basilea e Zurigo in Svizzera, in Germania Augsburg e Regensburg, in Austria Linz e Vienna, Bratislava in Slovacchia e Budapest in Ungheria. Il tutto in gran parte in bici e solo in piccola misura in autobus, per evitare i tratti più insidiosi. Da Budapest a Postumia, in Slovenia, in autobus e poi di nuovo in bici, entrando in Italia a Trieste, poi Venezia, Ferrara e lungo il Po fino appunto a Torricella del Pizzo.

«Siamo partiti il 18 marzo – ci racconta in un ottimo italiano Lucile – assieme a mio marito Lucas e ai piccoli Esteban e Ninon. Io sono un’insegnante, e ho preso un anno di aspettativa; mi preoccupo io ogni giorno dell’educazione scolastica dei miei figli. Anche mio marito ha preso un anno di pausa dal lavoro. I bambini imparano tanto anche lungo la strada, compreso le lingue. In italiano per ora sanno dire le parole base, e ovviamente anche “gelato”».

Come mai vi siete fermati qui? «Ieri era molto caldo, siamo partiti alle 18 da Casalmaggiore ma Esteban è caduto e si è rotto un dente, quindi abbiamo preferito fare una sosta di qualche giorno. Dall’argine siamo scesi in paese e suonato alla porta della prima casa che abbiamo trovato. La gentile signora ha contattato il sindaco (Alessandro Farina, ndr), al quale abbiamo chiesto la possibilità di fissare la tenda. Lui invece ci ha consentito di sostare qui».

Non è la loro prima avventura del genere: «Nel 2017, quando Esteban aveva solo 2 anni, siamo partiti sempre da La Rochelle e abbiamo raggiunto attraverso l’Adriatico il sud della Puglia, poi siamo risaliti per il Tirreno fin ad arrivare in Svizzera. Prima di partire per questo viaggio abbiamo approfittato dell’anno di pausa per viaggiare anche in Canada».

Avere trovato difficoltà lungo il Po? «Qui mancano i campeggi e diversi servizi. Nel complesso abbiamo seguito il corso di 4 fiumi: la Loira, il Reno, il Danubio e il Po».

Speriamo che con la VenTo aumentino i servizi per coloro che si avventureranno nelle nostre zone, che saranno certamente sempre più numerosi».

V.R. 

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